INTERNET&Co. Web Agency

INTERNET&Co. Web Agency – Il web a 360° gradi

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Web Agency

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INTERNET & CO. Web Agency

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LO STAFF DI INTERNET&Co.

LA NOSTRA WEB AGENCY COMPRENDE PROFESSIONISTI ESPERTI.
UNO DEI NOSTRI PUNTI FORTI È LA STRETTA COLLABORAZIONE CON I MIGLIORI PROFESSIONISTI:
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PROJECT MANAGER

QUESTA FIGURA PROFESSIONALE DEVE GESTIRE TUTTO IL PROCESSO FINALIZZATO A PRODURRE DETERMINATI PRODOTTI O RISULTATI ATTESI DAL PROGETTO E PER CUI QUESTO VIENE AVVIATO.

PROJECT MANAGEMENT

A DIFFERENZA DEI RESPONSABILI DI FUNZIONE O DI BUSINESS UNIT, I PROJECT MANAGER NON SI LIMITANO A PRESIDIARE SOLO SINGOLE AREE SPECIALISTICHE.
INFATTI, I PROJECT MANAGER DEVONO SVOLGERE UN COMPITO PIÙ COMPLESSO: SUPERVISIONARE TUTTI GLI ASPETTI DI UN PROGETTO, ASSICURANDO CHE RISPETTI GLI OBIETTIVI CONCORDATI ED I VINCOLI DI TEMPO, DI BUDGET E DI RISORSE.
PER AVERE SUCCESSO NEL LAVORO, I RESPONSABILI DI PROGETTO DEVONO DIVENTARE ABILI NELLO SVOLGERE TUTTA UNA SERIE DI ATTIVITÀ E CONSEGUIRE CERTIFICAZIONI CHE LI QUALIFICANO PER QUESTA CARRIERA IMPEGNATIVA. DEVONO INOLTRE DIMOSTRARE UNA MISCELA DI CAPACITÀ ANALITICHE E DI GESTIONE DEI RAPPORTI ORGANIZZATIVI.

INTERNET&Co.

È LA DIGITAL AGENCY SPECIALIZZATA IN SOLUZIONI PUBBLICITARIE.

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INTERNET&Co.

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OGGI IL SUCCESSO NON LO SI RAGGIUNGE PIÙ SOLO CON UNO SPOT PUBBLICITARIO, MA LO SI OTTIENE COLLOCANDOSI IN PRIMA PAGINA SU INTERNET.
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SERVIZI E STRUMENTI MARKETING

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ADVERTISING & MARKETING

INTERNET&Co. STUDIA STRATEGIE DI MARKETING MULTICANALE PERFORMANTI. OGGI MILIARDI (2,5) DI PERSONE PER COMUNICARE UTILIZZANO DISPOSITIVI DIGITALI, PER IL TEMPO LIBERO E PER LAVORO. SONO MILIONI GLI UTENTI CHE PUOI RAGGIUNGERE PROMUOVENDOTI ONLINE! INTERNET O IL WEB È A TUTTI GLI EFFETTI UN MERCATO ONLINE REALE ED EFFICACE. INTERNET&Co. ATTUA STRATEGIA AD HOC SU TUTTI I CANALI ONLINE, PER UNA VISIBILITÀ ONLINE COSTANTE ADATTA AI TUOI PRODOTTI, SERVIZI, ETC. GRAZIE A UN TEAM DEDICATO E CAPACE NELL’ELABORAZIONE DELLA STRATEGIA, INTERNET&CO. TI FORNISCE UN SERVIZIO E UN SUPPORTO COMPLETO PER OGNI TUA ESIGENZA, PER PROMUOVERE LA TUA AZIENDA IN MODO ASSOLUTAMENTE INNOVATIVO E CONCRETO. IL COMMERCIALE È UNA COSA SERIA.

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L’IMPORTANZA DI ESSERE PRESENTI SUL WEB, POSIZIONATI E INDICIZZATI

NEGLI ULTIMI ANNI IL WEB HA OCCUPATO PREPOTENTEMENTE E SEMPRE PIÙ IN AMPIA MISURA IL MONDO DELLA RICERCA E DELLA PUBBLICITÀ. CHI HA UN PROPRIO BUSINESS, CHE LO VOGLIA O NO SI DEVE ADEGUARE E ANCHE IN FRETTA. IN ITALIA SIAMO SEMPRE UN PO POCO RICETTIVI ALLE NOVITÀ, MA DI QUESTI TEMPI CHI FA BUSINESS NON SE LO PUÒ PERMETTERE E SEMPRE PIÙ ATTIVITÀ REALIZZANDO CHE IL WEB È UNA REALTÀ VERA E FUNZIONANTE, E LA PERCENTUALE DI QUESTO MONDO ONLINE AUMENTA A DISMISURA GIORNO DOPO GIORNO, TOGLIENDO FORZA E DINAMICITÀ AD ALTRI MEZZI DI COMUNICAZIONE. CHI HA BISOGNO DI FARSI TROVARE ONLINE DEVE ESSERE VISIBILE SU OGNI DISPOSITIVO DI NAVIGAZIONE, AD ESEMPIO UN SITO WEB DEVE ESSERE MOBILE FRIENDLY PER ESSERE CONSULTABILE OVUNQUE, PC, SMARTPHONE E TABLET, ETC. IL SITO WEB È LA VOSTRA IMMAGINE ONLINE, E QUINDI VA CURATO PER ESSERE FACILMENTE ISPEZIONABILE, INTERESSANTE, ACCATTIVANTE E PER METTERE IN RISALTO CIÒ CHE OFFRITE AL VISITATORE. MA FONDAMENTALMENTE LA COSA PIÙ IMPORTANTE E ESSERE TROVATI DAGLI UTENTE DEL WEB, INTERNET & CO. WEB AGENCY LAVORA DA ANNI PROPRIO SUL POSIZIONAMENTO PER DARE RISULTATI CONCRETI.

SERVIZI E TECNOLOGIE, PIANIFICHIAMO E CONCRETIZZIAMO

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INTERNET&CO. FORNISCE SOLUZIONI PER SODDISFARE OGNI ESIGENZA DI PROTEZIONE DEI DATI PERSONALI.

QUALE È LA DIFFERENZA TRA POSIZIONAMENTO E INDICIZZAZIONE? SPESSO SI PENSA SIANO LA STESSA COSA MA LA REALTÀ E CHE SONO DUE LAVORI DA SVOLGERE SUL SITO WEB BEN DISTINTI.

CORSI, LEZIONI E CONSIGLI

CORSI E LEZIONI PER MIGLIORARE LE PROPRIE CAPACITÀ NELL’USO DEL COMPUTER (HARDWARE E SOFTWARE) E INTERNET (LA NAVIGAZIONE, SITI WEB, ECOMMERCE, BLOG, FORUM, SOCIAL NETWORK, ETC). CONSIGLI PRATICI PER LAVORARE ONLINE, UTILIZZANDO GLI STRUMENTI AD OGGI DISPONIBILI. TROVARE E GESTIRE UN PROPRIO PORTFOLIO ONLINE.

WEB DESIGN

RAFFORZARE LA TUA IMMAGINE SUL WEB

IL REGOLAMENTO SULLA PROTEZIONE DEI DATI GDPR

REGOLAMENTO GENERALE SULLA PROTEZIONE DEI DATI (GDPR) N. 679/2016 ENTRATO IN VIGORE IL 25 MAGGIO 2018 È STATO APPROVATO DAL PARLAMENTO EUROPEO, SI È RESO NECESSARIO A SEGUITO DI UN USO IMPROPRIO CHE ALCUNE AZIENDE HANNO POSTO IN ESSERE IN DANNO AI LORO CLIENTI E/O DIPENDENTI.

IL GDPR IMPONE ALLE AZIENDE MAGGIORE RESPONSABILITÀ NELL’USO DEI DATI PERSONALI.

LA PROTEZIONE DEI DATI ASSUME UN RUOLO DI PRIMARIA IMPORTANZA NEI PROCESSI AZIENDALI, QUINDI CON QUESTO REGOLAMENTO, CI SARÀ UN IMPATTO SIGNIFICATIVO SUL TRATTAMENTO DELLE INFORMAZIONI PERSONALI RELATIVE AI DIPENDENTI E AI CLIENTI.

NOVITÀ E PUNTI ESSENZIALI DEL GDPR

INFORMATIVA
CONSENSO
PROFILAZIONE
OBLIO
PORTABILITÀ DEI DATI
TRASFERIMENTO EXTRA UE
DATA BREACH
ONE STOP SHOP
ACCOUNTABILITY E RISK MANAGEMENT
CODICI DI CONDOTTA E CERTIFICAZIONI
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SERVIZI WEB AGENCY

WEB AGENCY È COMUNICAZIONE PERSONALIZZATA,  PERCHÉ OGNI AZIENDA È UNICA, QUINDI REALIZZIAMO PROGETTI SU MISURA, IDEE VINCENTI PER COMUNICARE SUL ONLINE. L’ASPETTO, LA GRAFICA, L’IMMAGINE, I CONTENUTI DELLA TUA AZIENDA SONO CIÒ CHE NOI VOGLIAMO METTERE IN RISALTO SUL WEB, LA NOSTRA WEB AGENCY TI RENDERÀ VINCENTE ONLINE

LA WEB AGENCY OFFRE SERVIZI COME:

WEB DESIGN, PROGRAMMAZIONE, PROMOZIONE ONLINE, PROGETTAZIONE, REALIZZAZIONE, WEB APPLICATIONS, DOMINIO, SPAZIO WEB, HOSTING, SITI WEB, PROMOZIONE DEI SITI WEB SU INTERNET, POSIZIONAMENTO SUI MOTORI DI RICERCA, REALIZZAZIONE E SVILUPPO DI SITI WEB, E-COMMERCE, PIATTAFORME CUSTOM E UNA STRATEGIA INTEGRATA DI WEB MARKETING.

UNA WEB AGENCY HA LE RISORSE INTERNE NECESSARIE A SVILUPPARE OGNI SERVIZIO DEL WEB E BUSINESS, VISIBILITÀ E IMMAGINE E VENDITA ONLINE. LA WEB AGENCY GESTISCE UN PROGETTO WEB MEDIANTE RISORSE INTERNE E ESTERNE ALL’AZIENDA. UNA WEB AGENCY È COMPOSTA DA VARIE FIGURE: WEB DEVELOPER, SEO, SOCIAL MEDIA MANAGER, ETC.

WEB DEVELOPMENT

PROGETTIAMO E SVILUPPIAMO APPLICAZIONI WEB

SERVIZI CLOUD

CLOUD BACK, DATA CENTER, FAX TO MAIL

LE FIGURE PROFESSIONALI DI UNA WEB AGENCY:

IL PROJECT MANAGER O WEB MANAGER È IL CAPO PROGETTO, COORDINA LE RISORSE, IL CAPO PROGETTO È UN CONSULENTE.
IL WEB-DESIGNER, È IL PROGETTISTA, PROGETTA INDICANDO LA STRUTTURA, DEFINENDO L’IDEA, IL LAYOUT, ANIMAZIONE, GRAFICA, ETC., È IL CAPO PROGETTO, E COORDINA IL GRUPPO DI LAVORO.
IL WEB-DEVELOPER, TRADUCE LE SPECIFICHE DEL WEB DESIGNER PREPARANDO IL TEMPLATE CON APPOSITI SCRIPT, CODIFICA LE PARTI DINAMICHE E IL DATABASE.
IL WEB ARCHITECT ADATTO A REALIZZARE SOFISTICATE WEB APPLICATION, COLLABORAR COL WEB DESIGNER. SI OCCUPA L’ARCHITETTURA SISTEMISTICA DELLA STRUTTURA WEB.
IL GRAFICO PROPONE IL LAYOUT, LA GRAFICA E ANIMAZIONE.
L’EDITORE DI CONTENUTI SI OCCUPA DEL TESTO.
IL WEBMASTER COORDINA LE ATTIVITÀ DI REVISIONE, CURA LE INFORMAZIONI.
IL LOCALIZZATORE O TRADUTTORE, È SPECIALIZZATO NEL TRASFORMARE UN SITO DESTINATO A MERCATI DI PAESI DIFFERENTI. CONSIDERA SCHEMI MENTALI E DIFFERENTI SIMBOLISMI DEI DIVERSI PAESI, LA TERMINOLOGIA USATA PER LE RICERCHE SUI MOTORI E ALTRI ASPETTI.

SERVIZI CORRELATI:

SITI INTERNET DI ULTIMA GENERAZIONE, VISIBILI DAL PC ALLO SMARTPHONE!

E-COMMERCE ACCATTIVANTE E TOTALMENTE GESTIBILE

WEB MARKETING

SITO GRAFICAMENTE CURATO E CONTENUTI DI QUALITÀ

POSIZIONAMENTO ORGANICO

CAMPAGNE MARKETING

GRAFICA ACCATTIVANTE

LOGHI

STUDIO DEL BRAND

REALIZZAZIONE IDENTITÀ AZIENDALE O ATTIVITÀ.

STAMPE, VOLANTINI, BROCHURE, PACKAGING, ETC.

FOTOGRAFIE, UN TEAM DI PROFESSIONISTI PER REALIZZARE FOTO, NON ACCONTENTARTI!

VIDEO, AFFIDATI A DEI PROFESSIONISTI! I VIDEO SUI SOCIAL E SUL WEB, ADATTI AD UNA COMUNICAZIONE POTENTE.

PRESENTAZIONI DINAMICA E ACCATTIVANTE ADATTE AL TUO BUSINESS.

VIRTUAL TOUR, RIPRESE AEREE CON DRONE, REALIZZATE DA PROFESSIONISTI, EFFICACI SUL WEB PERCHÉ MOLTO COMUNICATIVI E DI IMPATTO VISIVO.

IL BRAND

PROGETTIAMO E DISEGNIAMO UNA GRAFICA PERSONALIZZATA PER IL BRAND DELLA TUA ATTIVITÀ CON METICOLOSA CURA DEI DETTAGLI.

VOCE

LINEE TELEFONICHE, NUMERI VERDI, VOIP

PAY PER CLICK

LE CAMPAGNE PAY PER CLICK SONO UN’ATTIVITÀ DI WEB MARKETING. CONSISTE NELLA GESTIONE DEGLI ANNUNCI DI GOOGLE, SONO EFFICACI E FLESSIBILI, IL COSTO È LIMITATO AI CLICK EFFETTIVAMENTE RICEVUTI, ENTRO LIMITI DI BUDGET PREFISSATI.

ALTRI SERVIZI DI WEB MARKETING

PER LA TUA VISIBILITÀ SUL WEB: SOCIAL MEDIA MARKETING (FACEBOOK), VIRAL MARKETING… E QUANT’ALTRO POSSA INDIVIDUARE IN MANIERA PRECISA IL TARGET DI INTERESSE E GARANTIRTI UN SICURO VANTAGGIO IN TERMINI DI BUSINESS.

CONNETTIVITÀ

FIBRA, ADSL, HDSL, RADIO, LTE

 

APP MOBILI

REALIZZIAMO APP MOBILI INTERNET & CO. CREA LA TUA APP

FAI CRESCERE CON NOI IL TUO BUSINESS

WEB DESIGN – WEB MARKETING – POSIZIONAMENTO ORGANICO O NATURALE – CREAZIONE SITI WEB – E-COMMERCE – BLOG – FORUM – WEB AGENCY – BRANDING – DESIGN.

I VANTAGGI DELLA PUBBLICITÀ ONLINE

LASCIATI GUIDARE NEL MONDO DELLA PROMOZIONE ONLINE. LE PERSONE CHE NAVIGANO SU INTERNET UTILIZZANO I MOTORI DI RICERCA GIORNALMENTE. IN GENERE VENGONO EFFETTUATE DELLE RICERCHE FINALIZZATE A SODDISFARE UN PROPRIO BISOGNO. PER INTRAPRENDERE UN’AZIONE DI VISIBILITÀ SUL WEB È NECESSARIO UN SITO WEB AZIENDALE. LA NOSTRA WEB AGENCY REALIZZA SITI INTERNET, MA NON SERVE AVERE UN SITO INTERNET SE I TUOI POTENZIALI CLIENTI NON TI TROVANO ONLINE. È NECESSARIO POSIZIONARE E INDICIZZARE IL SITO WEB AFFIDANDOSI AD AD UNA WEB AGENCY CHE SVILUPPI UNA CAMPAGNA DI WEB MARKETING ADATTA ALLA TUA ATTIVITÀ. RENDIAMO VISIBILE IL TUO SITO WEB SUI MOTORI DI RICERCA COME GOOGLE, BING, YAHOO, ETC.

LA TRACCIABILITÀ

UTILIZZANDO AUSILI E TECNICHE PER LA PRODUZIONE DI STATISTICHE È POSSIBILE SAPERE IN TEMPO REALE QUANTE PERSONE HANNO VISITATO IL SITO, QUALE PAROLA CHIAVE HANNO UTILIZZATO SUL MOTORE DI RICERCA.

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WEB MARKETING È BUSINESS

POSIZIONAMENTO ORGANICO NEI MOTORI DI RICERCA, PER COLLOCARE UN SITO WEB AI PRIMI POSTI SU GOOGLE MEDIANTE PAROLE CHIAVE BEN PONDERATE ANALIZZANDO I COMPETITOR, È BUSINESS. IL POSIZIONAMENTO ORGANICO, DETTO ANCHE SEO (SEARCH ENGINE OPTIMIZATION), È UNA STRATEGIA DI VISIBILITÀ IN GRADO DI GARANTIRE UN INCREMENTO DI BUSINESS STABILE E DURATURO, QUESTO È BUSINESS.

 ECCO COME ACQUISIRE CLIENTI NUOVI:

TANTISSIMI CERCANO AZIENDE COME LA TUA, FAI IL POSSIBILE PER ESSERE TROVATO SUL WEB? PER ESSERE RAGGIUNTI DALLE PERSONE GIUSTE, DEVI AFFIDARTI DA UNA WEB AGENCY CHE HA L’ESPERIENZA E LE ABILITA GIUSTE PER RENDERTI VISIBILE DA CHI CERCA I TUOI PRODOTTI, SERVIZI, ETC.

WEB MARKETING

OTTIMIZZIAMO IL SITI WEB PER GARANTIRE IL POSIZIONAMENTO ORGANICO (PUBBLICITÀ ONLINE), CHIAMATA ANCHE INTERNET MARKETING, UTILIZZA INTERNET PER INDIRIZZARE MESSAGGI DI MARKETING PROMOZIONALE AI CONSUMATORI.

ESSO COMPRENDE L’EMAIL MARKETING, IL SEARCH MARKETING, IL SOCIAL MEDIA MARKETING, DISPLAY ADVERTISING E MOBILE ADVERTISING. PRINCIPALMENTE NELL’INTERNET MARKETING I PROTAGONISTI SONO DUE, L’EDITORE CHE INTEGRA LA PUBBLICITÀ NEI SUOI CONTENUTI ON-LINE E UN INSERZIONISTA, CHE FORNISCE GLI ANNUNCI DA VISUALIZZARE NEI CONTENUTI DI UN DETERMINATO SITO WEB.

ESISTONO ANCHE AGENZIE DI PUBBLICITÀ CHE AIUTANO A CREARE E IDEARE GLI ANNUNCI DA VISUALIZZARE, UN SERVER CHE FORNISCE STATISTICHE, TRACCIA LE VISUALIZZAZIONI E I CLICK CHE VENGONO EFFETTUATI SUI BANNER. L’INTERNET MARKETING STA RISCUOTENDO MOLTO SUCCESSO E STA CRESCENDO MOLTO RAPIDAMENTE.

NEL 2011 I RICAVI PUBBLICITARI DI INTERNET NEGLI STATI UNITI HANNO SUPERATO QUELLI DELLA TELEVISIONE VIA CAVO.

LA FIGURA PROFESSIONALE IN SOSTANZA IL WEB MARKETER È LA PERSONA CHE SI OCCUPA DELLA PROMOZIONE DEL SITO (O DEL PROGETTO WEB) SFRUTTANDO TUTTI, O LA GRAN PARTE, DEI CANALI LEGATI AL WEB. È ESPERTO DI SEO (SEARCH ENGINE OPTIMIZATION), DI SEM (SEARCH ENGINE MARKETING) E DI SMO (SOCIAL MEDIA OPTIMIZATION), MA POSSIEDE ANCHE COMPETENZE ED ESPERIENZE SPECIFICHE LEGATE A STRUMENTI COME GOOGLE ADWORDS, L’EMAIL MARKETING, LA LEAD GENERATION E I PROGRAMMI DI AFFILIAZIONE. ATTIVITÀ E STRATEGIE LA STRATEGIA ALLA BASE DI UN PROGETTO DI WEB MARKETING È FAR OTTENERE AL SITO LA MASSIMA VISIBILITÀ SU UN TARGET BEN DEFINITO.

COERENTEMENTE CON L’OBIETTIVO, LA TATTICA PRINCIPALE È PORTARE IL PROPRIO SITO WEB AI PRIMI POSTI NELLE PAGINE DEI RISULTATI DI UN MOTORE DI RICERCA PER PAROLE CHIAVE RILEVANTI, ALLO SCOPO DI RENDERLI PIÙ VISIBILI DI QUELLI DEI CONCORRENTI, E QUINDI PREFERIBILI.

FINO AGLI ANNI NOVANTA SI È OCCUPATO DI WEB MARKETING IL WEBMASTER DEL SITO, OPPURE, NEI SITI PIÙ GRANDI, UNA PERSONA SPECIALIZZATA.

NEGLI ULTIMI ANNI SI È ASSISTITO ALLA NASCITA E ALL’AFFERMAZIONE DI AGENZIE DI CONSULENZA SPECIALIZZATE, DENOMINATE “AGENZIE PER L’OTTIMIZZAZIONE SUI MOTORI DI RICERCA” (SEO AGENCIES); INOLTRE SONO ATTIVI CONSULENTI PROVENIENTI DAL MONDO DELL’INFORMATICA.

PERCHÉ È IMPORTANTE AVERE UN SITO WEB?

E’ LA FORMA DI PUBBLICITÀ PIÙ ECONOMICA IN RELAZIONE ALLA VISIBILITÀ CHE PUOI RAGGIUNGERE; PUOI FARTI CONOSCERE QUANDO LE PERSONE CERCANO I SERVIZI CHE OFFRI NEI MOTORI DI RICERCA O MENTRE NAVIGANO SUI SOCIAL O SUI SITI WEB CHE PARLANO DI ARGOMENTI LEGATI AD I TUOI PRODOTTI O SERVIZI;

E’ MISURABILE, È L’UNICA FORMA DI MARKETING DOVE PUOI SAPERE NEL DETTAGLIO COSA FUNZIONA O COSA NO; FARTI SEGUIRE DA UNA BUONA WEB AGENCY È IL MIGLIOR INVESTIMENTO CHE PUOI FARE PER IL SUCCESSO DEL TUO BUSINESS. COSA POSSIAMO FARE PER TE: SVILUPPO E CREAZIONE SITI INTERNET PROFESSIONALI SCEGLI DEGLI OBBIETTIVI CHE VUOI RAGGIUNGERE. LO SCOPO DELLA NOSTRA WEB AGENCY E’ AIUTARTI A RAGGIUNGERLI. SOLUZIONI SU MISURA PER TUTTE LE ESIGENZE DEI CLIENTI. SITI DI PRESENTAZIONE, BLOG, E-COMMERCE, SOLUZIONI B2B SINCRONIZZATE CON GESTIONALI ED ERP. SITI STUDIATI PER RAGGIUNGERE IL VOSTRO OBBIETTIVO SITI RESPONSIVE PER ADATTARSI AI DISPOSITIVI MOBILE SITI AGGIORNABILI FACILMENTE DAL CLIENTE SITI OTTIMIZZATI PER I MOTORI DI RICERCA ESPERIENZA E COMPETENZA GOOGLE PARTNER E CERTIFICAZIONI LA GARANZIA DI AFFIDARSI AD UN GOOGLE PARTNER UFFICIALE. INVESTIAMO COSTANTEMENTE IN RICERCA, SVILUPPO E FORMAZIONE; SIAMO MEMBRI DI IMPORTANTI ORGANISMI INTERNAZIONALI SEO E SEARCH ENGINE MARKETING PROMOZIONE DEL SITO OLTRE ALLA REALIZZAZIONE DEL SITO OFFRIAMO ATTIVITÀ DI WEB MARKETING COMPLETA E SPECIALIZZATA, AVERE UN UNICO FORNITORE PROFESSIONALE PER REALIZZAZIONE SITO E MARKETING È UN GRANDE VANTAGGIO. PROGRAMMATORI E MARKETER IN SINERGIA LA NOSTRA AGENZIA È ESPERTA IN MARKETING, SVILUPPO DI SITI E SOLUZIONI E-COMMERCE PROPRIETARIE O CON L’AUSILIO DELLE PIÙ NOTE PIATTAFORME.

La pittura ad acquerello

L’acquerello si basa, come dice la parola, su colori da diluirsi in acqua per dipingere su carta. E’ un genere di pittura relativamente moderno che si può far derivare dall’acquatinta (il”lavis” dei francesi). Il “lavis” è un’arte minore che nacque come semplice coloritura a mano dei disegni a china e delle stampe : ma e pre noi importante conoscerlo, in quanto ci servirà come base di partenza, tra poco per introdurci alla tecnica dell’acquerello. La caratteristica di questa tecnica deriva dalla trasparenza assoluta di tutti i colori adoperati, e conseguentemente dal fatto che il bianco iniziale della carta continuerà a brillare, più o meno, attraverso tutti gli strati di colore. La massima luce sarà sempre data dal bianco, lasciato intatto fin dal principio; ed e per questo che il bianco come “colore” – diversamente da ciò che avviene, ad esempio, nella pittura ad olio – nell’acquerello non deve esistere. Mentre la forza è intensità maggiori, come la maggior densità di ombre, saranno raggiunte come sovrapposizioni successive di colore.


Si dice che l’acquerello non può gareggiare con gli effetti di corposità e potenza di altre tecniche; ma è fuor di dubbio che niente può paragonarsi al risultato di freschezza, vivacità e luminosità armonica di un acquerello ben condotto. Si dice anche – è un’opinione diffusa – che l’acquerello è assai difficile da imparare, più difficile – persino della pittura ad olio … Ma questo non è affatto vero.

Nella pittura, non esistono tecniche facili e tecniche difficili; e poiché l’uomo è provvisto di mani e d’intelletto, l’acquisire e dominare una tecnica è solo un problema di buona volontà e tempo. L’acquerello non fa assolutamente eccezione.


Bisogna incominciare, decidersi a incominciare. Bisogna armarsi di buona volontà, non aver paura di sbagliare, non illudersi di diventare in tre giorni dei maestri. Ciò che serve di più è la costanza. E quando sarete tentati nel confronto dei vostri risultati con quello di esempi propositivi sui libri o in internet, dallo scoraggiamento, fate questa semplice riflessione: dietro i più bei quadri riprodotti e così immediati e disinvolti all’apparenza, c’è una studio e un lavoro di anni!

Collana Leonardo

Grandi protagonisti

Foto sulla copertina del trentennale del mitico programma televisivo degli anni ottanta su TALIA 1 “DRIVE IN”.


Da sinistra: Enrico Beruschi, Lory Del Santo, Ezio Gregio, Wilmer Zuliani (Coordinatore del CAFS) nell’imitazione dell’Onorevole Giulio Andreotti

Il carro – teatro di Tespi

Siamo in Grecia, nel VI secolo avanti Cristo. E’ il mese di Elafebolione – che corrisponde all’incirca ai nostri marzo e aprile – e la natura è in pieno rigoglio. Il mare è calmo, ed invita i naviganti ad affrontare il viaggio ad affrontare per recarsi ad Atene, dove si svolgono le grandi feste in onore di Dionisio.


La città è piena di gente, processioni e spettacoli si succedono senza tregua, satiri e baccanti cantano in “coro” gli inni in onore del nume.


Le feste durano più giorni ed hanno un cerimoniale molto complesso che si riallaccia ad altre feste, ancora più antiche, effettuate in occasione di nascite, nozze o avvenimenti importanti, come la guerra e la pace, con un rituale in cui gli storici ravvisano già le prime forme di teatro. Ma la tradizione lega al nome di Tespi la prima rappresentazione teatrale e, quindi, la nascita del teatro. Ma chi era Tespi? Di lui non sappiamo molto, perché la storia della sua vita si perde nella notte dei temi, ed è spesso sopraffatta dalla leggenda, ma ce lo immaginiamo come un giovane aitante, pieno di entusiasmo e di passione, capace di avere idee innovatrici, molto importanti per l’affermazione del teatro. Correva l’anno 534 a.C. e Pisistrato, per le grandi feste dionisiache di quell’anno, organizzò un concorso destinato alla tragedia, a cui partecipò Tespi.


Il nostro eroe, che era ad un tempo autore ed attore, ebbe la felice intuizione di presentarsi con un lavoro in cui l’attore, e quindi Tespi stesso, dialoga con il coro, cioè con un gruppo di attori, chiamati “coreuti”, che rispondevano all’unisono. Era nato il teatro. Dotato anche di intraprendenza, e di una forte attrattiva per l’avventura, Tespi pensò di portare il suo spettacolo in giro per la Grecia, e allestì un carro che gli serviva per trasferirsi da un paese all’altro e la tempo stesso come palcoscenico. E’ il primo esempio di teatro viaggiante, o ambulante, a cuo è stato dato il nome di “carro di Tespi”.


Ma dobbiamo ricordare Tespi anche per altre importanti innovazioni, che riguardano il trucco degli attori e soprattutto l’impiego della maschera. I seguaci di Dioniso, che era una delle divinità più importanti della Grecia antica, avevano l’abitudine di mascherarsi, coprendosi la testa con delle foglie e tingendosi il viso di nero o di rosso con la fuliggine o il mosto. Tespi trasferì questa usanza sulle scene, aggiunse ai due colori anche il bianco (e per questo adoperò la biacca), e confezionò poi vere e proprie maschere di tela. In seguito le maschere furono eseguite  anche con sughero e legno, materiali più resistenti che restarono in uso per tutta l’antichità. Tespi introdusse quindi nel teatro anche il suggestivo elemento della finzione, cioè della deformazione della realtà.


L’esempio di Tespi fu poi seguito da altri autori, tra cui Cherilo e Frinico d’Atene. Cherilo visse ad Atene dalla metà del VI secolo a.C. ai primi decenni del V secolo. Scrisse circa 160 drammi e conquistò vari premi, ma delle sue opere sono giunti sino a noi solo brevi frammenti.


A Frinico, poeta tragico dello stesso periodo, nato ad Atene e morto probabilmente in Sicilia, è attribuita l’introduzione dei ruoli femminili, sostenuti pero da uomini, come era l’usanza del tempo; inoltre perfeziono il dialogo e, con diversi accorgimenti, abbellì le rappresentazioni teatrali.


E di Frinico si ricorda anche la dolcezza della musica che usò abbondantemente nelle tragedie. Fin da quei tempi lontani, infatti, la musica era parte integrante degli spettacoli. I greci, come già gli egizi e i sumeri, non amavano i grandi complessi orchestrali, ma si servivano di pochi strumenti a corda e a fiato, cetra e lira particolarmente, a cui raramente aggiungevano quelli a percussione. Grande rilievo era dato alla parte vocale.


Il fascino del leggendario carro di Tespi non è svanito col tempo,e nel nostro secolo questa denominazione è stata usata per particolari spettacoli – teatrali o musicali – effettuati con un teatro mobile, cioè smontabile, di grandi dimensioni, dotato di palcoscenico girevole e di ogni alro accorgimento tecnico, e con duemila posti a sedere.

Il disegno con la penna a sfera

I disegni in bianco e nero a penna a sfera.  L’uso di questo tipo di penna, detta “biro” dal nome del suo inventore ungherese, resenta delle analogie con l’impiego dell’inchiostro di china.

La biro, strumento spesso trascurato dai disegnatori, offre interessanti possibilità di utilizzo: si possono infatti ottenere sia un “effetto a penna” chiaro e deciso, come con il pennino, se pur con meno brillantezza rispetto a quest’ultimo, sia la morbidezza della matita.

Per queste sue caratteristiche la penna a sfera si presta sia alla realizzazione di soggetti che richiedono molto tratteggio.

Un consiglio utile per chi si accinge a usare questo strumento: è preferibile avere sottomano almeno due o tre penne da alternare tra di loro, poiché il colore della mano, alla lunga, fluidifica l’inchiostro che può alterare lo spessore del segno fino a creare delle macchie.

Quanto al procedimento è consigliabile fare prima un abbozzo a matita senza curarsi troppo dei particolari, usando poi la biro con leggerezza e a stacchi frequenti; l’effetto finale sarà raggiunto con un tratto, lungo o corto che sia, rapido e incisivo.

Questo modo di procedere e facilitato dai soggetti che presentiamo, nei disegni, se sono alberi, lasciano alla mano una certa libertà. 

Sotto la tenda del circo

E oggi, tutti al circo! Si accendono le luci sulla pista, un’orchestra al completo e pronta sull’apposito palco per accompagnare fin dall’inizio lo spettacolo; il direttore, nel suo tradizionale abito, dà il via alla parata, una specie di sfilata in costume di tutti gli artisti che prenderanno parte alla rappresentazione e di un gruppo di animali (quelli docili, gli altri sono ancora nelle gabbie, e usciranno al momento opportuno).

Già gli spettatori, grandi e piccoli, avvertono il fascino di questo mondo tutto speciale, di uno spettacolo che esalta la forza e il coraggio e anche la fratellanza, e che come pochi altri sa darci tante profonde emozioni.

Sarà ancora il direttore del circo, ad annunciare, di volta in volta, i vari “numeri” che compongono la serata, che si svolgerà in un atmosferica di suoni, di luci e di colori.

Ecco gli equilibristi, nei loro spericolati esercizi; i giocolieri, che maneggiano con estrema disinvoltura decine di palle e bastoni colorati in movimento; la danzatrice-contorsionista, che ci ricorda, col suo difficile esercizio, le sinuose movenze del serpente; i formidabili trapezisti, che come angeli volano da un lato all’altro della pista; i simpaticissimi clown, nei loro sgargianti costumi, ci daranno una pausa di puro divertimento; ed ancora i numeri di brivido con la motocicletta che sembra librarsi nell’aria, come fosse un oggetto senza peso; ed in fine tutti i numeri con gli animali, compreso quello che porta sulla pista una decina di enormi elefanti!

Al successo del circo contribuisce la partecipazione spesso spettacolare degli animali.

Cavalli addestrati, capaci di eleganti evoluzioni o di perfetti passi di danza; cani, uccelli, orsi, foche, alle prese con tanti esercizi divertenti, animali feroci in numeri sensazionali, eseguiti entro speciali gabbie. 

Gli ammaestratori, che si occupano degli animali docili, e i domatori, che hanno invece il compito di preparare le belve, sono capaci di ottenere risultati sorprendenti, perché questi artisti oltre alla loro bravura e al loro impegno professionale mettono al servizio del circo due doti importantissime per raggiungere una perfetta intesa tra uomo e animale: una sensibilità particolare e una grande pazienza.
Al circo, anche stasera, tante risate e tanti applausi premieranno la fatica di questi straordinari artisti.

La chitarra

La chitarra è uno strumento musicale cordofono a pizzico, che può essere suonato con i polpastrelli, con le unghie o con un plettro.

La chitarra moderna ha origine dalla chitarra barocca che a sua volta deriva dallo strumento medievale a cinque corde chiamato quinterna (dal latino “quinque” = cinque e dal persiano “tar” = corda).

Le prime chitarre medievali avevano quattro corde come pure il liuto: I primi liuti arabi erano montati con sole 4 corde di fili di seta da qui la parola “Chahar” quattro e “Tar” corde da cui la parola araba Qîtâra dalla quale derivano anche le parole: kithára, la quinterna guiterne Gittern, citola e chitarra in Italia.

Lo strumento più antico ritrovato simile ad una chitarra ha 3500 anni ed è stato scoperto nella tomba egizia di Har-Mose Sen-Mut[1]. A sua volta le radici vanno trovate nelsetar persiano (Iran) e nella la citara.

Dalla seconda metà del XVII secolo fino alla metà del XIX secolo, con i progetti e le innovazioni apportate in Spagna da Antonio de Torres, si ha la nascita del prototipo della chitarra classica moderna[2]

La conseguente diminuzione della sonorità, data dal fatto che si passa a sei corde semplici dalle dieci (cioè 5 corde doppie chiamate cori) o dodici corde (6 corde doppie) in uso sulla chitarra barocca, fu compensata dall’allargamento della cassa e dall’apertura completa della buca in mezzo alla tavola armonica[3]

La chitarra a sei corde sostituì la chitarra barocca perché più facile da maneggiare e suonare e con una struttura più robusta. Questo passaggio dalla chitarra barocca a quella moderna può essere paragonato alla sostituzione della viola da gamba con il violoncello[4]


Le prime chitarre a sei corde

Alla fine del XVIII secolo i liutai napoletani furono i primi a produrre chitarre a sei corde: erano di dimensioni piuttosto ridotte, costruite in acero o legni da frutto. La chitarra napoletana più antica che conosciamo è del 1764 di Antonio Vinaccia. Lo strumento è interessante perché presenta quasi tutte le caratteristiche della chitarra moderna.[Nota 1]

« Nell’Ottocento, l’arte della liuteria chitarristica aveva raggiunto, in Italia, un altissimo grado di raffinatezza: i Fabricatore[Nota 2] avevano autorevolmente guidato a Napoli la transizione tra gli strumenti settecenteschi e quelli nuovi, a sei corde semplici, e i Guadagnini avevano acquisito, con la loro dinastia, in quel di Torino, un meritato prestigio[5] »
(Angelo Gilardino)

Subito dopo anche in Spagna la chitarra a 6 corde cominciò ad affermarsi soprattutto a Malaga e Siviglia.[Nota 3] Anche in Francia, verso il 1820, fiorisce questa caratteristica grazie al liutaio Renѐ François Lacôte molto apprezzato da famosi chitarristi del suo tempo: Fernando Sor e Ferdinando Carulli. A Cremona, Carlo Bergonzi, attivo dal 1780-1820, costruisce alcune interessanti chitarre a 6 corde.[6][Nota 4]

Ritratto di Antonio de Torres


L’innovazione di Antonio de Torres Jurado

I primi strumenti costruiti da Antonio de Torres arrivati a noi sono del 1854 e hanno già tutte le caratteristiche della chitarra classica moderna.
De Torres fu il primo a concentrare la propria attenzione sulla tavola armonica, aumentandone la superficie e disponendo il ponticello nel punto di massima larghezza. Dispose tre catene trasversali, due sopra e una sotto la buca; nella parte sotto il ponte si trovano sette raggi simmetrici disposti a ventaglio. Nel 1862 costruì una chitarra con fasce e fondo di cartone per dimostrare le sue tesi sull’importanza della tavola armonica e dall’incatenatura. Torres fissò le misure moderne del manico e della tastiera e la forma del ponte[7]


Christian Frederik Martin e la Chitarra Folk

 Una chitarra Martin in stile Staufer(c.1838), New York

Christian Frederik Martin, liutaio tedesco, dopo aver imparato l’arte della liuteria presso la bottega della grande famiglia di liutai Staufer a Vienna, nel 1833 si trasferì a New York da Mark Neukirchen e affitta un negozio (precisamente a Hudson Street 196) per la sua attività di rivenditore, grossista e importatore di strumenti[8] Qui si dedica alla riparazione di vari strumenti in legno e alla creazione di sue chitarre acustiche, strutturate secondo il modello Legnani di Staufer e con corde di budello[9]

Nel 1920 la liuteria Martin (con la nuova aziende a Nazareth, Pennsylvania nel 1838) cominciò a costruire chitarre con corde in acciaio, grazie alla forte richiesta dei musicisti Country. Questo aumento di tensione, dato dalle corde in acciaio, portò forti adeguamenti alla struttura della cassa, adattando la speciale incatenatura della tavola ad “X” (già sviluppata verso il 1850). Questa incatenatura è ancora utilizzata nella maggior parte delle chitarre folk adesso in uso[10]


La nascita della chitarra elettrica

Gibson L-5

La storia della chitarra elettrica inizia quando si avvertì l’esigenza di uno strumento che avesse alcune caratteristiche proprie della chitarra (specialmente per quanto attiene alle modalità di esecuzione), ma che potesse suonare insieme agli altri senza esserne sovrastato dal volume di suono.Orville Gibson(Chateaugay, New York, 1856) era un abile liutaio specializzato in mandolini e chitarre. Sperimentò dei mandolini basandosi sulle progettazioni dei violini e dal 1890 applicó questa tecnica anche sulle chitarre, producendo strumenti a cassa arcuata e a buca ovale utilizzando corde d’acciaio al posto di quelle di budello per ottenere una maggiore potenza sonora, così che la chitarra non venisse sovrastata dagli altri strumenti nei complessi masse blues. Creò così l’odierna chitarra archtop.

Lloyd Loar, progettista alla Gibson dal 1920 al 1924, condusse i primi esperimenti mediante l’adozione di rilevatori in prossimità delle corde. Il concetto di chitarra elettrica deve però molto alle intuizioni di Adolph Rickenbacker, che nel 1931 realizzò il primo pick-up elettromagnetico (un dispositivo elettronico in grado di trasformare le vibrazioni delle corde in impulsi di tipo elettrico) e iniziò ad applicarlo ai normali strumenti acustici, creando una chitarra lap steel chiamata frying pan guitar, in due modelli (A22 e A25)[11]

Nel 1935 la Gibson iniziò la produzione del modello ES 150, una chitarra semiacustica con cassa di risonanza, aperture a “f” sulla tavola e un unico pick-up. Il modello riscosse un grande successo. Finalmente la chitarra, grazie all’amplificazione, poteva inserirsi meglio nelle formazioni del tempo, senza essere sovrastata dal volume degli altri strumenti.

Molti si cimentarono nella costruzione di chitarre elettriche, limitandosi di fatto ad amplificare il suono di strumenti acustici. Se da una parte la presenza di una cassa armonica combinata ad un pick-up produceva un suono pastoso e ricco di armoniche, dall’altra presentava una serie di svantaggi, tra cui il più fastidioso era l’effetto noto come feedbackacustico. La cassa dello strumento entrava in risonanza (effetto Larsen) con il suono emesso dall’amplificatore, creando echi, armonici e fischi di difficile gestione, col risultato di un suono sgradevole di difficile definizione.

Nel 1941 Les Paul, chitarrista e inventore, crea nei laboratori Epiphone un prototipo, detto The Log, ideato per ovviare al problema del feedback. Esso consisteva in un manico di chitarra acustica attaccato a un blocco di legno massiccio su cui erano installate le parti elettriche, e ai cui lati erano fissati le due “ali” di una chitarra acustica a forma di otto. Les Paul la propose l’idea alla Gibson che la rifiutò.

Nel 1948 Leo Fender, tecnico progettista di amplificatori, dà una svolta definitiva e crea la Broadcaster, una chitarra con due pick-up single coil miscelabili e con il corpo pieno in legno massiccio che annulla completamente le risonanze indesiderate e aumenta il sustain delle corde, sviluppando il concetto di chitarra solid body. Inoltre lo strumento di Leo Fender presenta un vantaggio fondamentale: le fasi di costruzione e assemblaggio delle parti che compongono lo strumento sono molto semplificate. Questo si traduce nella possibilità di automatizzare il processo di produzione e di conseguenza produrre gli strumenti in serie, con costi notevolmente più contenuti. Il successo è enorme, tanto che la Broadcaster, divenuta poi Telecaster, viene prodotta dalla Fender ancor oggi.


La struttura e le sue parti

Fondo chitarra Taylor in Ovangkol dell’Africa tropicale

Nella chitarra ci sono due sistemi che concorrono al funzionamento dello strumento: un sistema di produzione e amplificazione del suono e un sistema del sostegno. Una buona chitarra deve avere un ottimo equilibrio fra questi due sistemi, deve essere elastica e deformarsi in modo controllato e nelle sezioni utili[12] Descriveremo le varie parti partendo dall’alto:


Paletta

La paletta è la parte finale del manico e sostiene la meccanica dell’accordatura. Si unisce al manico in diversi modi: incollata con incastro a V o con giuntura obliqua invertita oppure, la paletta e il manico sono ricavate da un solo pezzo di legno (questo ultimo metodo è ormai poco utilizzato perché rende molto fragile il manico nel punto attacco con la paletta, dove le fibre sono inclinate).Nelle chitarre fino all’inizio del XIX secolo le corde della chitarra venivano accordate tramite Piroli conici inseriti verticalmente nella paletta poi sostituiti con meccaniche a chiavi, che consentono un’accordatura più agevole e stabile[12].


Manico

Il manico supporta la tastiera e termina con un tacco fissato alla cassa armonica. I legni utilizzati nel manico e nella paletta sono gli stessi: Cedro di Cuba (Cederla Odorata con peso specifico 0,45 – 0,55), il Mogano dell’Honduras (Swietenia macrophilla con peso specifico 0,58 – 0,75) e più’ raramente di acero[13]


Capotasto

Si trova nella parte estrema della tastiera e rappresenta il punto iniziale della parte vibrante della corda. Nelle chitarre più’ pregiate il materiale del capotasto è di avorio oppure di osso, nelle chitarre più’ economiche solitamente è di plastica[14]


Tastiera

Vari modelli di tastiere di palissandro e ebano

La Tastiera è il supporto dei tasti e solitamente di legno duro come palissandro o ebano per sopportare lo strofinamento continuo delle dita e delle corde.
Dopo che il manico è stato unito a livello della cassa, il liutaio incolla la tastiera che percorre la parte del manico e parte della tavola armonica fino alla buca. La larghezza della tastiera varia da chitarra a chitarra. Generalmente nella chitarra classica si ha una tastiera molto larga e si stringe nelle chitarra folk ed elettriche[15]


Tasti

I tasti sono composti da una lamina inserita nel legno e la parte esterna con la sezione a semicerchio. Il materiale dei tasti è L’Alpacca (una lega costituita da rame,zinco e nichel) molto resistente alla corrosione[13].La posizione dei tasti si può’ ottenere matematicamente con la “Regola del diciotto” (più’ precisamente 17,835). Questa formula si applica nel seguente modo: Si divide la lunghezza del diapason della chitarra per 17.835, in questo modo troviamo la larghezza del primo tasto cioè, la distanza tra il capotasto e la prima lamina inserita nel manico. Per calcolare la distanza tra il primo tasto e il secondo, si divide la lunghezza rimasta (dall’osso al primo tasto) e la si divide per 17,835. Si continua così per ogni tasto, ottenendo tasti in proporzione sempre più’ piccoli[16]

Qui sotto una tabella che rappresenta la tastiera e le note che possiamo trovare su ogni singola corda, come possiamo notare su ogni corda troviamo tutte le note della scala cromatica:

Corda 1° tasto 2° tasto 3° tasto 4° tasto 5° tasto 6° tasto 7° tasto 8° tasto 9° tasto 10° tasto 11° tasto 12° tasto
1 Mi Fa Fa# Sol Sol# La La# Si Do Do# Re Re# Mi
2 Si Do Do# Re Re# Mi Fa Fa# Sol Sol# La La# Si
3 Sol Sol# La La# Si Do Do# Re Re# Mi Fa Fa# Sol
4 Re Re# Mi Fa Fa# Sol Sol# La La# Si Do Do# Re
5 La La# Si Do Do# Re Re# Mi Fa Fa# Sol Sol# La
6 Mi Fa Fa# Sol Sol# La La# Si Do Do# Re Re# Mi

Corde

Corde della chitarra

Nel passato le corde erano di Minugia (budella di ovini) o di metallo. Nella seconda metà degli anni 40 con l’avvento del nylon la minugia è stata quasi interamente sostituita anche perché, con il nylon, si poteva aumentare la tensione e quindi potenziare il suono della chitarra[17] Questa ricerca di maggior volume ha riguardato tutti gli strumenti alla fine del XVIII secolo in poi, e ha portato alla nascita della chitarra classica in Europa, della chitarra folk in America (grazie a Christian F.Martin) con le corde in acciaio, fino a dare origine alla chitarra elettrica.[18]

Nella chitarra classica si hanno le prime tre corde (MI, SI, SOL) in plastica e le altre tre (RE, LA, MI) hanno un’anima in nylon multifilamento o seta, avvolta da un filo di rame argentato.


Cassa armonica

Particolare vista interno della cassa armonica con incatenatura a “X” della tavola armonica

La cassa armonica è la parte della chitarra che ha la funzione di sostenere e amplificare il suono delle corde. È composta dalle fasce dal fondo e dalla tavola armonica.


Fasce e fondo

Le fasce e il fondo sostengono la tavola armonica e riflettono il suono. Sono composte da due asticelle di legno dallo spessore di circa 2 mm e piegate a caldo per seguire la forma della tavola armonica. Le fasce sono incollate al manico e dalla parte opposta a un blocchetto di legno. Il fondo è costituito da due assicelle di legno dallo spessore di circa 3 mm aperte a libro e incollate tra di loro. È rinforzato da 3 o 4 catene di abete trasversali. I legni utilizzati per queste parti sono generalmente duri: Palissandro Brasiliano o indiano, Mogano, Ovangkol, Koa, Sapele, Acero e Ebano tra i più’ utilizzati.


Tavola armonica

La tavola armonica è composta da due assicelle di legno morbido dalla spessore di circa 2,5 mm aperte a libro e incollate tra di loro. Il suono della chitarra dipende soprattutto dalla qualità del legno utilizzato per la tavola: abete maschiato il più’ utilizzato delle chitarre da concerto e il Cedro rosso[19] Nella parte che sta all’interno della cassa vi sono applicate delle catene, formate da listelli di abete intagliati, che hanno la funzione di sostenere strutturalmente la sottile e fragile tavola armonica e di distribuire l’energia trasmessa dal ponte a tutta la parte inferiore della tavola stessa. L’incatenatura, cioè la disposizione delle catena, influisce in modo importante sulla qualità del suono e ogni costruttore, secondo la propria esperienza e gusto, sceglie il proprio disegno e disposizione[20]


Ponte

Ponte e osso di una chitarra classica

Il ponte, o ponticello, è incollato sulla tavola armonica; la sua funzione è di trasmettere le vibrazioni delle corde alla cassa armonica. il diapason e l’altezza delle corde sulla tastiera dipendono da dove è posizionato il ponte[20]. Il materiale migliore per il ponte è l’ebano perché’ con la sua densità prolunga il suono dato dalle vibrazioni della corda. Altri legni utilizzati sono: Palissandro e mogano[16].


Osso

L’osso è una sbarretta, solitamente di colore bianco, e può essere di diversi materiali: avorio, osso o plastica. Incastrato nella parte anteriore del ponte, è mobile ed è tenuto fermo dalla pressione delle corde. Permette di regolare facilmente l’altezza delle corde sulla tastiera[21]


Accordatura

Suono corde a vuoto (dalla prima alla sesta e viceversa)

La chitarra di tipo spagnolo o andaluso ha sei corde, ma spesso esistono delle variazioni; ad esempio in Brasile è diffuso un tipo di chitarra a sette corde. Un’altra variazione comune è la chitarra a dodici corde, che però porta la medesima accordatura replicata in ottava da corde accoppiate più sottili.

L’accordatura più comune, nota come accordatura spagnola o accordatura standard, è Mi-Si-Sol-Re-La-Mi, dalla corda più acuta alla più grave o, nell’uso anglosassone,E-B-G-D-A-E.[Nota 5]

Questa accordatura, in cui l’intervallo tra due corde adiacenti è di una quarta giusta (tranne che tra seconda e terza corda, che distano di una terza maggiore), si è imposta per ragioni storiche e perché forniva un buon compromesso nelle posizioni per formare accordi. Esistono anche accordature aperte, ad esempio l’accordatura sarda, in cui le corde a vuoto suonano un Do maggiore, e le accordature alternative. Queste accordature vengono usate in alcuni particolari generi musicali e sono spesso prescritte dai compositori per l’esecuzione di singoli brani.


Diapason

Diapason 645 mm della chitarra Martin 00-15

Chitarre 1/2, 3/4, 4/4.

Il diapason è la lunghezza totale della corda vibrante a vuoto e si misura dal lato interno del capotasto al punto in cui la prima corda (Mi cantino) entra in contatto con l’osso del ponte[16].

Una prima divisione tra le chitarre riguarda proprio il diapason [Nota 6], vi sono infatti tipi di chitarre dette 1/2, 3/4, 4/4, baritono, tenore, ecc.

Va, in ogni caso, tenuto presente che anche tra le chitarre di taglia normale (4/4) il diapason presenta una certa variabilità: ad esempio, nell’ambito delle chitarre classiche di attuale produzione il diapason standard misura 650 mm, ma spesso i modelli di livello medio-alto o alto si possono ottenere, in alternativa, con diapason più lungo o più corto: 664 mm[Nota 7]; 660, 640, 630 mm[Nota 8]; 660 o 640[Nota 9]; 655 mm.

Nelle chitarre acustiche il diapason varia da 610 mm a 660 mm. La tensione aumenta proporzionalmente rispetto alla lunghezza dalla corda[16].

Le chitarre possono essere suddivise innanzitutto in due grandi categorie, a seconda del modo in cui viene amplificato il suono delle corde in vibrazione: tramite la cassa armonica(chitarre acustiche; oppure tramite microfoni o pickup magnetici che convertono le vibrazioni delle corde in segnali trasmessi a un amplificatore (chitarre elettriche):


Tipi di chitarre


Chitarre acustiche

Le chitarre acustiche presentano un corpo vuoto chiamato cassa armonica. L’energia delle corde viene trasmessa dal ponte alla cassa. La tavola armonica vibra per simpatia con le vibrazioni delle corde e la cassa armonica ne amplifica il suono.[22]

Qui di seguito vedremo le varie tipologie di chitarre acustiche:


Chitarra classica

Una chitarra classica

Si possono anche trovare chitarre classiche a spalla mancante per facilitare lo spostamento nelle zone più alte della tastiera, e amplificate. Le chitarre flamenco sono molto simili per costruzione; hanno una protezione di plastica trasparente sopra e sotto la buca (detta golpero) per garantire l’integrità del sottile legno della tavola armonica dai colpi con le dita caratteristici di questo stile (vedi golpe e rasgueado).Le tre corde più sottili sono in plastica; le tre più grosse sono di nylon rivestito di metallo, o talvolta di seta rivestita di metallo. In passato, le corde erano di budello di agnello. L’amplificazione è ottenuta per risonanza dal corpo vuoto a forma di otto (la cassa armonica), mentre la tavola superiore è responsabile dello spostamento d’aria. Il cavigliere (o paletta) è leggermente inclinato all’indietro. Secondo la posizione tradizionale usata per la musica classica, questo tipo di chitarra si suona da seduti, con le dita, poggiando lo strumento sulla gamba sinistra, leggermente rialzata tramite un apposito poggiapiede.


Chitarra folk

Una chitarra folk con spalla mancante

Le chitarre folk o chitarre acustiche hanno solitamente sei corde. A volte sono “a spalla mancante” (in inglese cutaway), cioè è presente una rientranza sul margine inferiore della cassa armonica, per consentire di raggiungere i tasti più alti. Possono essere amplificate o elettrificate, ovvero munite di un sistema per amplificarne fedelmente il suono che comprende generalmente pickup solitamente piezoelettrici o magnetici ed eventualmente microfoni, con attaccojack per collegare direttamente lo strumento a un impianto PA o a un amplificatore.

La chitarra folk ha vari formati di cassa armonica: dai modelli piccoli detti “parlor” ai più grandi come la “Dreadnought”. Ha un manico rinforzato con un’asta di ferro all’interno (detta truss rod) per resistere alla maggiore tensione dovuta alle corde metalliche; essa è di solito regolabile e consente così di modificare la curvatura del manico a seconda delle preferenze di chi suona. La si può trovare in tutti i generi moderni, come il folk, il blues, il rock, la fusion, nei balli tradizionali (es.: country), eccetera.

Le corde metalliche conferiscono un suono brillante e pulito e vengono suonate con il plettro, con le dita (fingerstyle), o anche con dita e plettro contemporaneamente. Esistono versioni con spalla mancante (cutaway) per consentire un migliore accesso ai tasti delle note più alte, e versioni elettrificate per amplificare il suono direttamente senza l’ausilio di microfono esterno.
Appartiene a questo tipo la chitarra battente (o chitarra italiana)[23] La Gibson cominciò a produrre chitarre folk dagli anni trenta, con cassa grande detta “Jumbo” in concorrenza alle famose Martin Dreadnought[11] I maggiori costruttori di chitarre folk sono Martin, Taylor, Gibson, Ovation ecc.

Vari modelli e formati di chitarre Folk



Chitarre multicorde

Chitarra a 10 corde

Una delle prime chitarre a 10 corde fu pensata dal chitarrista Ferdinando Carulli assieme al liutaio francese René Lacôte nei primi del’Ottocento. Le cinque corde più acute avevano la possibilità di essere tastate, mentre le altre cinque venivano usate come corde a vuoto per i bassi. Con l’aiuto di una macchinetta applicata sulla paletta si poteva alterare di un semitono l’accordatura di alcune corde a vuoto (precisamente DO, FA e SOL; decima, settima e sesta corda) avendo la possibilità di più bassi[24]

 

Accordatura della chitarra decacorde di Carulli e Lacôte

Fra le possibili variazioni vi è il violão 7 cordas brasiliano, dove la settima corda, più grave del mi basso, si accorda Si oppure Do. Esistono le chitarre a otto corde utilizzate negli anni quaranta, usate in ambito jazz e, in tempi più recenti, utilizzate massicciamente da chitarristi di generi più aggressivi come hard rock e metal. Vi sono chitarre classiche a dieci, undici, dodici o quattordici corde (corde non doppie).


Chitarra a 12 corde

La chitarra a 12 corde (da non confondersi con la chitarra multicorde a dodici corde singole), ha sei coppie di corde montate a due a due, con le corde di ogni coppia molto vicine. Viene usata molto nel folk (es. nel fado), nel rock and roll, nella fusion, ma anche in tutti gli altri generi moderni, poiché il suo suono è molto intenso.

Le due coppie di corde più acute vengono accordate all’unisono, le restanti con un’ottava di intervallo. Si suona come una normale chitarra a sei corde, con la differenza che si premono due corde alla volta con un dito; data l’intensità del suono si presta molto bene all’accompagnamento ma un po’ meno all’uso solista.

Può essere di tipo folk o elettrico, esclusivamente a corde metalliche; come nei corrispondenti modelli a sei corde è provvista di truss rod, spesso doppio per sopportare la maggiore tensione delle corde.


Chitarra resofonica

Queste chitarre hanno un suono molto forte dall’inconfondibile timbro tagliente e metallico. Le vibrazioni delle corde sono trasmesse dal ponte a un piatto di metallo che si comparta da risonatore e amplifica il suono. Possono essere con la cassa armonica interamente di metallo con il risonatore a cono, come le prime chitarre National, oppure come le prime chitarre Dobro con la cassa in legno e il risonatore a forma di ciotola in metallo.[25]Le chitarre a risonatore metallico, conosciute anche come National o Dobro, furono costruite negli anni venti dai fratelli Dopyera, fondatori della National Guitar Company e successivamente della Dobro Company (nel 1934 avvenne la fusione di queste due società) .


Chitarra elettrica

Una chitarra elettrica Solid Body

È un tipo di chitarra in cui la vibrazione delle corde viene rilevata da uno o più pick-up magnetici che la trasformano in un segnale che viene convogliato in un amplificatore acustico, il quale rende udibile il suono dello strumento. La tipologia delle chitarre elettriche vede quelle a corpo solido (solid body), senza cassa acustica, e le semiacustiche hollow body (corpo cavo), o semi-hollow body.


Solid body

il suono è prodotto da pickup magnetici che convertono le vibrazioni delle corde in segnali trasmessi a un amplificatore che funziona a corrente elettrica. La cassa armonica non è quindi necessaria e infatti le chitarre elettriche hanno nella maggioranza dei casi un corpo pieno e rigido; il suono acustico in questo caso è molto debole e poco percepibile. Le corde sono necessariamente metalliche e il manico è quindi rinforzato da truss rod. È usata massicciamente nel blues, nel rock and roll, nel country, nel jazz, nel jazz-rock, nella fusion e nel metal.

chitarre “semiacustiche”

chitarra Semiacustica Gibson CS-336

sono chitarre elettriche, amplificate quindi tramite pick-up magnetici, ma con cassa di risonanza e con due buche laterali a “f”, simili a quelle degli strumenti ad arco: il suono è principalmente elettrico, ma con dinamiche che ricordano quelle di una chitarra acustica; storicamente è il primo tipo di chitarra elettrica, derivata dalle archtopacustiche degli anni venti; è il tipo di chitarra elettrica di solito preferita nel jazz e nel rhythm and blues.


chitarre acustiche elettrificate

Sono chitarre acustiche che montano sistemi elettronici (di solito trasduttori piezoelettrici e/o microfoni) per riprodurre il loro suono, generato acusticamente, anche attraverso un impianto audio o un amplificatore e consentire quindi di rendere il suono chiaro e udibile anche in grandi ambienti occupati da molte persone.


chitarre elettriche “a piezo”

sono chitarre elettriche che oltre ai pickup magnetici, o al posto di questi, hanno anche trasduttori piezoelettrici per riprodurre un suono che assuma certe caratteristiche tipiche della chitarra folk.


Le tecniche

Di solito, la mano destra pizzica le corde, in corrispondenza della buca, facendole vibrare, mentre la sinistra preme le corde sul manico. Fra i chitarristi mancini, alcuni usano uno strumento che è l’immagine speculare di un corrispondente destrorso (e quindi con le corde ribaltate rispetto a un destrorso), altri usano uno strumento destrorso ma rovesciato (e quindi senza mutare l’ordine delle corde), altri ancora usano uno strumento destrorso rovesciato ma con le corde ribaltate; ma vi è anche chi usa strumenti destrorsi al modo dei destrorsi.

Esistono diversi modi o tecniche per suonare la chitarra. Un breve excursus fra le più famose e utilizzate vede le seguenti. Per una trattazione più vasta e approfondita si può consultare la categoria tecnica chitarristica.


Slide Guitar

Con slide guitar si intende in primo luogo un modo di suonare la chitarra, vale a dire l’utilizzo di un pezzo di materiale sufficientemente pesante e liscio (ai tempi del blues delle origini, spesso un collo di bottiglia, in inglese bottleneck, o il manico di un coltello a serramanico) che viene fatto strisciare sulle corde senza premerle contro i tasti per ottenere un suono glissato. Il collo di bottiglia viene infilato su un dito della mano sinistra (anulare o mignolo) e fatto scorrere sulle corde, le dita rimaste libere suonano sui tasti nel modo usuale, anche se con minore libertà di movimento.

A causa di questo fatto, spesso per questa tecnica sono preferite le accordature aperte, che evitano corde vuote accordate su note non appartenenti all’accordo di tonica e facilitano il modo di suonare, specialmente se si tratta di musica modale come fondamentalmente è il blues stesso.

Un’altra tecnica consiste nell’appoggiare la chitarra in grembo (lap style), con la tavola armonica verso l’alto, e usare la mano sinistra unicamente con la tecnica slide: le dita afferrano l’oggetto liscio e pesante e non premono più sui tasti. In questo caso l’accordatura aperta è quasi obbligatoria. Sono quindi state realizzate chitarre apposite per essere suonate con questa tecnica: prive di tasti metallici e con le corde più rialzate rispetto ad una normale chitarra, usate ad esempio nel blues e nel country.

Un importante sviluppo di questo tipo di chitarra è la chitarra indiana, usata in India e ricavata da una chitarra occidentale suonata in lap style, ma con un diverso tipo di accordatura: le corde per la melodia(fondamentalmente non si usano accordi) sono tre o quattro (accordate su tonica-quinta-ottava o tonica-quinta-ottava-quarta), e vengono affiancate da una dozzina di sottili corde di risonanza accordate sulle note della scala usata. Ci sono poi due corde di bordone accordate sulla tonica, suonate spesso per ribadire il punto di riferimento fondamentale (la tonica stessa). Questa chitarra è usata esclusivamente per la musica modale.


Fingerstyle

Il fingerstyle (letteralmente “stile delle dita”), fingerpicking (lett. “pizzicare con le dita”) o diteggiato è una tecnica usata per suonare, oltre alla chitarra, il basso e altri strumenti a corda. Viene eseguita usando le punte delle dita e le unghie al posto del plettro.

Ciò che nello specifico lo differenzia dallo stile classico è l’uso del pollice della mano destra che suona il “basso alternato”. Il pollice marca cioè ogni quarto della battuta suonando una nota bassa sulle due/tre corde più gravi, mentre le altre dita (indice, eventualmente accompagnato dal medio e anche dall’anulare) suonano le altre corde e sviluppano quindi, a seconda dell’arrangiamento, sia l’armonia sia la melodia. È caratteristico dei generi folk, country-jazz e blues. Viene anche usato da esponenti noti del rock and roll, come Mark Knopfler e Jeff Beck, sebbene resti una pratica poco diffusa sulla chitarra elettrica. In Italia un esponente noto di questo stile è Alex Britti.


Flatpicking

Il flatpicking è la tecnica di suonare la chitarra con l’utilizzo di una penna (o anche plettro). Questo è sicuramente il sistema più comunemente utilizzato da tutti, anche se comunque presenta una grande diversità di approcci.

Esistono tanti modelli di plettro, differenti principalmente per dimensioni e durezza. Comunemente si utilizzano plettri morbidi per la chitarra folk e plettri duri per la chitarra elettrica, ma questa regola è naturalmente piena di eccezioni.

Fra le eccezioni più note si cita il chitarrista dei Queen, Brian May, che ha trovato il suo suono ideale suonando con l’ausilio di una monetina da sei pence britannici.


Shred

Lo shred è una tecnica mista che privilegia la velocità di esecuzione per mezzo di tecniche come legato, alternate picking, sweep-picking ed economy picking. Prevalentemente utilizzata nella musica metal, è legata a chitarristi quali John Petrucci, Yngwie Malmsteen, Steve Vai, Joe Satriani, Michael Angelo Batio, Kee Marcello, Paul Gilbert e Jeff Loomis.


Altre tecniche utilizzate

  • Bending
  • Chicken picking
  • Hammer-on
  • Palm mute
  • Pennata alternata
  • Pizzicato
  • Pull-off
  • Rasgueado
  • Sweep-picking
  • Tapping
  • Tecnica della tambora
  • Tocco appoggiato
  • Tremolo

Museo della Musica di Barcellona


Chitarra ritmica

La chitarra ritmica (o chitarra di accompagnamento), specialmente nel rock, è la chitarra che si suona per accompagnare armonicamente e dare ritmo a un brano: in questo senso il suono non risalta in maniera particolare.

Più in generale, la chitarra ritmica viene contrapposta alla chitarra solista, ma può indicare anche solo la funzione ricoperta da uno strumento: spesso infatti, in realtà, i due ruoli all’interno di un gruppo vengono ricoperti da una sola. Nel caso che nel gruppo ci siano invece due chitarristi, spesso uno dei due esegue solamente la sezione ritmica, mentre l’altro si concentra sia su quest’ultima sia sugli assolo.

Molte band presentano una sola chitarra, quali Led Zeppelin, Nirvana, U2, Bon Jovi, Queen, Pink Floyd, Red Hot Chili Peppers, Blink-182 solo per citarne alcuni. Presentano (o presentavano) invece nella formazione più di una chitarra gruppi come Scorpions, Aerosmith, The Beatles, AC/DC, Guns N’ Roses, Slipknot, Linkin Park, Litfiba, Avenged Sevenfold, Kiss, The Clash o The Rolling Stones e gli Iron Maiden, che presentano addirittura tre chitarre simultanee.

Va inoltre sottolineato che, il più delle volte, il ritmo della chitarra differisce sia da quello della melodia sia da quello dato dalle percussioni.


Chitarra solista

La chitarra solista è invece la chitarra che ha la funzione di sostituire, anziché accompagnare, la voce per la durata di una strofa (il cosiddetto assolo); potendo andare oltre l’estensione vocale viene utilizzata quindi per variarne e arricchirne la melodia.

È utilizzata in alcuni gruppi in aggiunta alla chitarra di accompagnamento: infatti se la chitarra d’accompagnamento dovesse interrompere un giro di accordi per iniziare un assolo, sarebbe difficile non notare un istante di stacco; tuttavia in alcuni gruppi con molta esperienza ciò non accade, ovvero il chitarrista di accompagnamento esegue anche assoli, lasciando temporaneamente la parte ritmica al basso e/o alpianoforte.

Capita sovente (soprattutto nell’hard rock e nell’heavy metal) che i chitarristi, quando ve ne sia più di uno, non abbiano un ruolo fisso e che si alternino suonando ciascuno le proprie parti ritmiche e il proprio assolo durante l’esecuzione di un brano. In alcuni casi, entrambe le chitarre possono eseguire un assolo in contemporanea (suonando insieme le stesse note e accordi simili), lasciando al solo basso la parte ritmica.


Note esplicative

  1. ^ In questa pagina si può vedere la Chitarra di Vinaccia: http://www.gettyimages.it/detail/foto/transitional-guitar-by-antonio-vinaccia-italy-18th-fotografie-stock/556422705.
  2. ^ In questa pagina possiamo vedere uno degli strumenti più antichi di questo autore e uno dei primi esempi di chitarra a sei corde semplici. http://www.frignanilorenzo.com/strumenti-a-pizzico/strumenti-antichi/chitarra-g.b.fabricatore-1794-1f015-22.html.
  3. ^ In questa pagina si può vedere una Chitarra Spagnola del 1804: http://www.gettyimages.it/detail/foto/spanish-six-course-guitar-made-by-pages-c-1804-front-fotografie-stock/87854320.
  4. ^ In questa pagina si può vedere la Chitarra di Bergonzi: http://www.gettyimages.it/detail/foto/guitar-attributed-to-carlo-bergonzi-italy-18th-fotografie-stock/162279397.
  5. ^ Dette note, nella loro denominazione completa (cioè con gli indici di ottava italiani e inglesi), sono: mi3, si2, sol2, re2, la1, mi1; e secondo il citato uso anglosassone: E4, B3, G3, D3, A2, E2.
  6. ^ In spagnolo: tiro o escala (e, commercialmente, perfino distancia entre huesos), in ingl.: scale. Va tenuto presente che il termine spagnolo diapasón designa, invece, la tastiera della chitarra.
  7. ^ per esempio come questa José Ramirez “la C664” http://www.guitarsalon.com/store/p4083-2010-jose-ramirez-quot1a-c664quot-cdin.html; detta a tiro largo, in opposizione a tiro corto che corrisponde al diapason standard di 650 mm.
  8. ^ per esempio come Manuel Contreras II.
  9. ^ per esempio come Kohno/Sakurai.

Note bibliografiche

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  4. ^ Sachs 1996, pag. 445.
  5. ^ Gilardino Grimaldi 2013, p. 9.
  6. ^ Allorto 1990, p. 10.
  7. ^ Allorto 1990, pag 11.
  8. ^ Osborne 2012, p. 204.
  9. ^ Allorto 1990, p. 9.
  10. ^ Carta 2011, p. 20.
  11. ^ a b Denyer 2000, pp. 46-47.
  12. ^ a b Denyer 2000, p. 18.
  13. ^ a b Denyer 2000, p. 19.
  14. ^ Denyer 2000, p. 38.
  15. ^ Denyer 2000, p. 39.
  16. ^ a b c d Denyer 2000, p. 40.
  17. ^ Denyer 2000, p. 162.
  18. ^ Allorto 1990, p. 15.
  19. ^ Allorto 1990, p. 20.
  20. ^ a b Denyer 2000, p. 21.
  21. ^ Allorto 1990, p. 22.
  22. ^ Denyer 2000, p.34.
  23. ^ Denyer 2000.
  24. ^ Allorto 1990.
  25. ^ Denyer 2000,  p. 48.

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Cinema, prima proiezione pubblica a Parigi nel 1895

Il 28 dicembre 1895 le “immagini in movimento” dei fratelli Lumière, Louis e Auguste, vennero proiettate in un locale pubblico, ricavato nel sotterraneo del Grand Cafè del Boulevard des Capucines, a Parigi.

Immediatamente il Cinématographe Lumière suscitò un’enorme sensazione. Lì il pubblico poté assistere, per la prima volta, a brevi  riprese della vita quotidiana, storie vere, fatti di cronaca che mostravano persone impegnate nelle azioni di tutti i giorni. per esempio, una folla di operai all’uscita da una fabbrica, la famiglia Lumière riunita a tavola, un ginnasta in azione, un carpentiere al lavoro, le strade cittadine.

Per quanto semplici e brevi fossero –  10 bobine, ognuno della durata di un minuto circa –  i film dei Lumière riscossero entusiastici commenti sulla Stampa francese. il quotidiano parigino La Poste così commentò quelle pellicole, divenute ormai famose: “E’ la vita per la vita. Il Movimento stesso del vivere quotidiano”.
Da allora i teatri cominciarono a inserire brevi filmati nei loro cartelloni. alondra Verano parecchi Caratteristici i teatri-cinema. Come l’ Alhambra Music Hall, Deve essere presentato un filmato sull’edizione 1896 del Derby, la classica corsa inglese di galoppo. Ol?Empire, che nel 1897 proiettò i film dei Lumière e le riprese dei festeggiamenti per il 60° anniversario dell’incoronazione della Regina Vittoria. A partire dal 1905, negli Stati Uniti si diffusero locali cinematografici detti Nickel Odeons, che offrivano programmi vari per, appunto, pochi centesimi (un “nichelino”).

Crowdfunding

Il crowdfunding (dall’inglese crowd, folla e funding, finanziamento) o finanziamento collettivo in italiano è un processo collaborativo di un gruppo di persone che utilizza il proprio denaro in comune per sostenere gli sforzi di persone e organizzazioni. È una pratica di microfinanziamento dal basso che mobilita persone e risorse. Definizione Il termine crowdfunding trae la propria origine dallo crowdsourcing o sviluppo collettivo di un prodotto. Il finanziamento collettivo si può riferire a iniziative di qualsiasi genere, dall’aiuto in occasione di tragedie umanitarie al sostegno all’arte e ai beni culturali, al giornalismo partecipativo, fino all’imprenditoria innovativa e alla ricerca scientifica. Il finanziamento collettivo è spesso utilizzato per promuovere l’innovazione e il cambiamento sociale, abbattendo le barriere tradizionali dell’investimento finanziario. Negli ultimi anni sempre più spesso è stato invocato come una sorta di panacea per tutti i mali e un’ancora di salvezza per le economie colpite dalla crisi finanziaria. Il web è solitamente la piattaforma che permette l’incontro e la collaborazione dei soggetti coinvolti in un progetto di crowdfunding. Secondo il Framework for European Crowdfunding, «l’ascesa del crowdfunding negli ultimi dieci anni deriva dal proliferare e dall’affermarsi di applicazioni web e di servizi mobile, condizioni che consentono a imprenditori, imprese e creativi di ogni genere di poter dialogare con la crowd per ottenere idee, raccogliere soldi e sollecitare input sul prodotto o servizio che hanno intenzione di proporre». Il crowdfunding è una importante fonte di finanziamento ogni anno per circa mezzo milione di progetti europei che altrimenti non riceverebbero mai i fondi per vedere la luce. Nel 2013 in Europa sono stati raccolti fondi pari a circa un miliardo di euro. Si stimano aumenti esponenziali nel prossimo futuro, milioni di miliardi entro il 2020, grazie al crowdfunding, che trova tutti gli elementi per poter sprigionare al meglio le sue potenzialità nel web 2.0. Le iniziative di finanziamento collettivo si possono distinguere in iniziative autonome, sviluppate ad hoc per sostenere cause o progetti singoli, e piattaforme di crowdfunding. Colui che ha portato alla notorietà il crowdfunding oltreoceano è Barack Obama, pagando parte della sua campagna elettorale per la presidenza con i soldi donati dai suoi elettori, che erano i primi portatori di interesse. Un esempio di iniziativa autonoma di crowdfunding è la campagna Tous mécènes («tutti mecenati») del Louvre. Il progetto prevedeva di raccogliere 1 milione di euro attraverso le donazioni delle web community per acquistare da un collezionista privato il capolavoro rinascimentale Le tre grazie di Cranach. In Italia la campagna di crowdfunding che ha raccolto più adesioni è stata quella per la ricostruzione della Città della Scienza, il polo scientifico di Napoli distrutto da un incendio doloso a marzo 2013, che ha raccolto oltre un milione di euro. Wikipedia

Cultura arte moda spettacolo

La cultura, l’arte la moda e lo spettacolo racchiudono tutto ciò che rende l’uomo creativo e unico, la nostra creatività, fantasia, la nostra capacità di esprimerci in molti modi diversi ci distingue.