I tratti distintivi del vero cappone

Il Cappone di Morozzo è caratterizzato da un piumaggio variopinto con sfumature che vanno dal rosso al biondo scuro nella criniera, mentre nel petto presenta delle tonalità di blu scuro.

La pelle di colore giallo visibile all’atto della macellazione è sintomo di adeguato ingrassamento.

In seguito alle ultime normative a tutela del benessere animale, cresta e bargigli non devono più essere tagliati e presentano ora le loro dimensioni naturali.

Cappone

Cappone
Morozzo e il suo cappone

Cappone di Morozzo

Con il termine «cappone» si intende un galletto maschio che viene castrato con metodo chirurgico prima che abbia raggiunto la maturità sessuale. Non tutti gli animali possono essere usati per questa tipica produzione e solo la razza «nostrana biotipo scuro», derivazione della Bionda Piemontese, può essere usata per produrre questo cappone.

Una razza che si contraddistingue per la testa di piccole dimensioni e di colore giallo-arancione, per un piumaggio lucente e colorato, per delle zampe sottili sull’arancione, per una pelle anch’essa di colore tendente al giallo e per un peso compreso tra i 2 e i 3 Kg.

Da oltre cinquant’anni, ogni anno la domenica prima di Natale, la «Fiera del Cappone di Morozzo» celebra questo prodotto tipico e la lunga tradizione alle sue spalle. Ancora prima, nel XVI secolo, si parlava del Cappone come cibo prelibato amato dalla nobiltà e usato nelle grandi occasioni.

Nel maggio 2001 è nato il Consorzio per la tutela e la valorizzazione del Cappone di Morozzo e delle produzioni avicole tradizionali, con lo scopo di tutelare e promuovere questo prodotto.

Uno scopo che viene perseguito anche attraverso l’attuazione del Disciplinare, che i produttori sono costretti a rispettare e che detta le regole della produzione e dell’allevamento.

Un’etichetta numerata con i dati dell’allevatore e con il timbro del Consorzio, certifica il Cappone di Morozzo.

Morozzo e il suo cappone

Cappone
Cappone di Morozzo