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Woocommerce Inserire prodotti e categorie

Come creare Categorie

Mediante le Categorie possiamo pubblicare i prodotti in modo ordinato.

Nell’area Categorie sotto il menù Prodotti si può creare, modificare e cancellare una Categoria.
A destra nell’area “Aggiungi nuova categoria” scrivendo in “Nome” si crea una categoria, non è necessario scrivere nulla in Slug 

Dal menù a tendina “Categoria genitore” è possibile impostare le sottocategorie.

Il menù Tag si trova sotto il menu Prodotti.

I Tag hanno due funzioni, la prima è usare le parole chiave adatte alla ricerca sia all’interno del sito web che sui motori di ricerca.
La seconda è anch’essa un modo di ordinare i prodotti all’interno sull’e-commerce.

Il menù Attributi si trova sotto il menu Prodotti.
Serve per organizzare i prodotti in base a taglie, colori, misure, etc.

Gli Attributi hanno due funzioni, la prima più importante è legata alle Variabili, ad esempio una t-shirt con taglie e colori diversi, creerò quindi attributi tipo “bianco, giallo, M, L, etc.

La seconda è usarli per classificare vari prodotti per ottimizzarne la ricerca sia all’interno del sito web.

Come creare un prodotto.

Dal menù Prodotti clicchiamo su “aggiungi nuovo prodotto”

Iniziamo a realizzare un “Prodotto Semplice” in pratica un prodotto singolo, vedremo in seguito gli altre tipologie di prodotti.

Ora per  pima cosa inseriamo il nome del prodotto, subito sotto nell’area di testo scriviamo la descrizione.

Gli altri metodi:
I prodotti possono essere:

  • Prodotto Semplice
  • Prodotto Virtuale
  • Prodotto Scaricabile
  • Prodotto Variabile
  • Prodotto Raggruppato
  • Prodotto Esterno o Affiliate

Prodotto Virtuale – Prodotto immateriale:  un servizio, un corso, un prodotto che non deve essere spedito.

Prodotto Scaricabile – Prodotto scaricabile tramite link.

Prodotto Variabile – Prodotto con variazioni o combinazioni: taglia, colore etc.

Prodotto Raggruppato – Prodotti semplici acquistabili in un unica soluzione.

Prodotto Esterno o Affiliate – Prodotto solo pubblicizzato nel tuo e-commerce ma di terse.

Dall’area “Dati Prodotto” possiamo gestire il prezzo e sconto, l’inventario, la spedizioene etc.

Per i prodotti semplici lasciamo tutto di default, tranne il prezzo.
Nel menu “Generale” impostiamo il prezzo ed eventuale offerta.
Impostando un’offerta cliccando su “Pianifica” si può impostare un periodo.

Nel menù “Inventario” spuntando “Abilita gestione inventario nei prodotti” si può impostare il quantitativo dei prodotti a magazzino, utile in caso di prodotti con quantitativi minimi, questo per no rischiare che acquistino prodotti che non abbiamo più a magazzino.

“Soglia di disponibilità bassa” ti consente di ricevere una mai quando quando il quantitativo raggiunge la quantità che hai stabilito.

“Venduto Singolarmente” consente limitare la vendita ad un solo pezzo.

Nel menu “Spedizione” Possiamo inserire Peso, Dimensioni e assegnare la classe di spedizione.

Articoli Collegati

Up-Sell, consigliare al cliente l’acquisto di un prodotto che ha un valore maggiore rispetto a quello che sta guardando.

Cross-Sell, ti consente di visualizzare nel carrello prodotti o servizi collegati.

Ora dobbiamo impostare il Brands (se la voce è presente) la Categoria o Categorie e i Tag, se ancora non li abbiamo creati li possiamo creare da ora:

  • Brands cliccando su “Add New Brand”
  • Categorie prodotti su “Aggiungi nuova categoria”
  • Tag “Scegli tra i tag più usati”

I Tag nell’apposita area di testo vanno sempre separati da “,”:
mare, mare blu, celo, celo azzurro, etc.

Non resta che inserire un’immagine di copertina  e quelle della galleria.

Per salvare il lavoro cliccare su “Pubblica” in alto a destra, in caso di prodotto modificato cliccare su “Aggiorna” sempre in alto a destra.

La borsa

La borsa è la migliore amica di noi donne, è il nostro accessorio indispensabile, non possiamo stare senza e abbiamo l’innata predisposizione a collezionarle. Le borse sono irresistibili, attraenti e da ammirare come noi donne. Ci accompagnano nei nostri impegni di tutti i giorni e in ogni occasione. La portiamo sempre con noi, dentro c’è parte della nostra essenza, del nostro mondo. Ma non ci affezioniamo mai troppo ad una borsa, perché quelle che ci piacciono le vorremmo tutte.
Di fronte ai colori, ai materiali, ai modelli quale scegliere ?
Una Sil Dan è realizzata con vera pelle morbida e coloratissima per ogni occasione. E chi ha detto che d’inverno c’è il nero il marrone o cuoio ?
Non è vero, spazio al colore, sempre e sopratutto quando il cielo è grigio e fuori fa freddo. CIELO GRIGIO ? 100% COLORE Per le occasioni speciali o anche solo per piacere puoi affidarti sempre ad una borsa Sil Dan, una borsa Sil Dan è artigianale, in vera pelle e realizzata in Italia. Colorate con grafiche originali d’autore ogni singola borsa ha una decorazione unica che la distingue.

Blogging, cos’è?

Il blogging è uno metodo validissimo per guadagnare sul web. Puoi pensare di realizzare il tuo brand, puoi essere creativo parlando delle tue passioni.
Per poter ottenere dei guadagni dovrai inserire nel blog, link di affiliazione, post sponsorizzati, vendita di prodotti tramite drop-shipping o un tuo eCommerce.
Poter dire a quando potrà ammontare il guadagno da un blogging non è realistico neppure ipotizzarlo, è un lavoro sicuramente a lungo termine e necessita di pazienza, dedizione, capacita imprenditoriali, senso degli affari, e tutte quelle caratteristiche che si possono riscontrare dai blogger più famosi.
L’unione di contenuti e di commercio è una strategia molto efficace e di successo.

Caccia fotografica

Quando gli uomini vivevano soltanto di caccia si calcola che non potevano esserci più di sei milioni di individui sparsi sulle terre emerse del nostro pianeta.
Tale è, infatti, il numero di uomini, donne e bambini che potevano vivere in equilibrio con la selvaggina allora esistente.

Quando la popolazione umana aumentava, aumentava anche la caccia; quando la caccia aumentava troppo, la selvaggina diminuiva; quando la selvaggina diminuiva, le carestie riportavano la popolazione umana nei limiti numerici di partenza.

Se dunque un pianeta vergine, intatto, tutto selve, savane, praterie, era in equilibrio con meno di tre milioni di cacciatori (considerando tali i soli maschi adulti), come può oggi il nostro pianeta, tutto coperto di strade, di città, di industrie e di campi coltivati, sopportare più di due milioni di cacciatori, per di più armati di fucile e non più di pietra o armi rudimentali?
La maggior parte della gente vive, oggi, in città o in grossi centri; nei giorni di festa il bisogno della natura spinge tutti o quasi a cercare il verde e l’aria pura nei boschi e nelle campagne.

Perché non si incontra mai un animale selvatico, uno scoiattolo, un camoscio, un cervo o un daino, un uccellino che ci venga a mangiare nelle mani?
Non può succedere, sia perché gli animali sono rarissimi o addirittura assenti da certi territori, sia perché quei pochi che rimangono sono terrorizzati dall’uomo; è il triste risultato di una caccia spietata e sregolata.

Oggi non abbiamo avuto la conferma scientifica che gli animali provano emozioni e sono moto più intelligenti di quanto in passato si riteneva. Non è immorale ucciderli per divertimento?
Lasciamoli vivere in pace e moltiplicarsi, lasciamo che si mostrino in tutta la loro straordinaria bellezza, lasciamo che prendano confidenza con noi e che si abituino a farsi avvicinare.

E il primitivo istinto di cacciatore dell’uomo, quella sua innata smania di cercare, scovare, inseguire, catturare la preda?
C’è una risposta a questa domanda, si chiama caccia fotografica.

Sopra: un cavaliere d’Italia in volo; a destra: una coturnice sul terreno. Sono ancora vivi.
Questa volta il cacciatore non ha premuto il grilletto di un fucile ma il pulsante di scatto di una macchina fotografica.

Due bellissime immagini sono le “prede” da mostrare agli amici con orgoglio; immagini che rimarranno per tutta la vita a ricordo dell’emozione di quel momento.

Cosa sono i Bitcoin?

I Bitcoin è una valuta elettronica, che sempre più spesso si usa per l’acquisti online ma anche per altre forme di investimento.

È a tutti gli effetti una moneta, soggetta a oscillazioni di valore sul mercato come tutte le monete ordinarie che conosciamo.

In questo periodo è molto usata per investimenti e acquisti, spesso non tanto leciti.

Se voi aggiungere informazioni più dettagliate per arricchire il post aggiungile nei commenti e io le pubblicherò.

Sfruttano termini come il Made in Italy

E vero che possedere qualcosa di bello e, “perche’ no”, anche prezioso fa sicuramente piacere.
Ma se va a discapito di altri? O della nostra società? Provereste lo stesso piacere?, NO.
Vorremmo che non fosse vero o non saperlo, ma purtroppo molti BREND famosi nel mondo della moda non sono corretti.
Sfruttano termini come il MADE IN ITALY per nascondere quello che veramente e’ la loro produzione e realizzazione degli articoli.
Da dove arrivano tutti i materiali con cui è realizzato il prodotto finito? Chi li lavora e in che condizioni? Sono senz’altro molte le domande che ci si può fare, ma se poi non ascoltiamo la risposta nulla può cambiare.
Spesso sono le ditte più forti economicamente con BREND ricercati e con i prodotti piu costosi sul mercato a sfruttare tutte le opportunità “illecite” o poco chiare, usando cavilli legali per aumentare i loro introiti. Questo sicuramente a discapito di molti.


Quindi quando indossiamo o sfoggiamo un BREND di cui non ci siamo informati (é nostra responsabilità informarci) a dovere, pensiamo a quanti danni col nostro contributo possiamo aver provocato!
Dopotutto chi fa il palo non e’ meno responsabile di chi commette il crimine.
Non tutto e’ perduto! Ci si può sempre informare prima di un acquisto e se fino ad oggi non lo abbiamo fatto ormai fa parte del passato.
Ora possiamo cambiare! Noi di SIL DAN l’abbiamo fatto.
Certo c’e’ voluto impegno: Reperire i materiali, realizzare i prodotti, trovare collaboratori aventi il nostro stesso obbiettivo, al fine di poter rispondere positivamente alle domande: e’ MADE IN ITALY? E’ un BREND che rispetta l’ambiente? Ma soprattutto rispetta l’uomo?

Ognuno e’ responsabile delle proprie scelte

La pittura ad acquerello

L’acquerello si basa, come dice la parola, su colori da diluirsi in acqua per dipingere su carta. E’ un genere di pittura relativamente moderno che si può far derivare dall’acquatinta (il”lavis” dei francesi). Il “lavis” è un’arte minore che nacque come semplice coloritura a mano dei disegni a china e delle stampe : ma e pre noi importante conoscerlo, in quanto ci servirà come base di partenza, tra poco per introdurci alla tecnica dell’acquerello. La caratteristica di questa tecnica deriva dalla trasparenza assoluta di tutti i colori adoperati, e conseguentemente dal fatto che il bianco iniziale della carta continuerà a brillare, più o meno, attraverso tutti gli strati di colore. La massima luce sarà sempre data dal bianco, lasciato intatto fin dal principio; ed e per questo che il bianco come “colore” – diversamente da ciò che avviene, ad esempio, nella pittura ad olio – nell’acquerello non deve esistere. Mentre la forza è intensità maggiori, come la maggior densità di ombre, saranno raggiunte come sovrapposizioni successive di colore.


Si dice che l’acquerello non può gareggiare con gli effetti di corposità e potenza di altre tecniche; ma è fuor di dubbio che niente può paragonarsi al risultato di freschezza, vivacità e luminosità armonica di un acquerello ben condotto. Si dice anche – è un’opinione diffusa – che l’acquerello è assai difficile da imparare, più difficile – persino della pittura ad olio … Ma questo non è affatto vero.

Nella pittura, non esistono tecniche facili e tecniche difficili; e poiché l’uomo è provvisto di mani e d’intelletto, l’acquisire e dominare una tecnica è solo un problema di buona volontà e tempo. L’acquerello non fa assolutamente eccezione.


Bisogna incominciare, decidersi a incominciare. Bisogna armarsi di buona volontà, non aver paura di sbagliare, non illudersi di diventare in tre giorni dei maestri. Ciò che serve di più è la costanza. E quando sarete tentati nel confronto dei vostri risultati con quello di esempi propositivi sui libri o in internet, dallo scoraggiamento, fate questa semplice riflessione: dietro i più bei quadri riprodotti e così immediati e disinvolti all’apparenza, c’è una studio e un lavoro di anni!

Collana Leonardo

Grandi protagonisti

Foto sulla copertina del trentennale del mitico programma televisivo degli anni ottanta su TALIA 1 “DRIVE IN”.


Da sinistra: Enrico Beruschi, Lory Del Santo, Ezio Gregio, Wilmer Zuliani (Coordinatore del CAFS) nell’imitazione dell’Onorevole Giulio Andreotti

Il carro – teatro di Tespi

Siamo in Grecia, nel VI secolo avanti Cristo. E’ il mese di Elafebolione – che corrisponde all’incirca ai nostri marzo e aprile – e la natura è in pieno rigoglio. Il mare è calmo, ed invita i naviganti ad affrontare il viaggio ad affrontare per recarsi ad Atene, dove si svolgono le grandi feste in onore di Dionisio.


La città è piena di gente, processioni e spettacoli si succedono senza tregua, satiri e baccanti cantano in “coro” gli inni in onore del nume.


Le feste durano più giorni ed hanno un cerimoniale molto complesso che si riallaccia ad altre feste, ancora più antiche, effettuate in occasione di nascite, nozze o avvenimenti importanti, come la guerra e la pace, con un rituale in cui gli storici ravvisano già le prime forme di teatro. Ma la tradizione lega al nome di Tespi la prima rappresentazione teatrale e, quindi, la nascita del teatro. Ma chi era Tespi? Di lui non sappiamo molto, perché la storia della sua vita si perde nella notte dei temi, ed è spesso sopraffatta dalla leggenda, ma ce lo immaginiamo come un giovane aitante, pieno di entusiasmo e di passione, capace di avere idee innovatrici, molto importanti per l’affermazione del teatro. Correva l’anno 534 a.C. e Pisistrato, per le grandi feste dionisiache di quell’anno, organizzò un concorso destinato alla tragedia, a cui partecipò Tespi.


Il nostro eroe, che era ad un tempo autore ed attore, ebbe la felice intuizione di presentarsi con un lavoro in cui l’attore, e quindi Tespi stesso, dialoga con il coro, cioè con un gruppo di attori, chiamati “coreuti”, che rispondevano all’unisono. Era nato il teatro. Dotato anche di intraprendenza, e di una forte attrattiva per l’avventura, Tespi pensò di portare il suo spettacolo in giro per la Grecia, e allestì un carro che gli serviva per trasferirsi da un paese all’altro e la tempo stesso come palcoscenico. E’ il primo esempio di teatro viaggiante, o ambulante, a cuo è stato dato il nome di “carro di Tespi”.


Ma dobbiamo ricordare Tespi anche per altre importanti innovazioni, che riguardano il trucco degli attori e soprattutto l’impiego della maschera. I seguaci di Dioniso, che era una delle divinità più importanti della Grecia antica, avevano l’abitudine di mascherarsi, coprendosi la testa con delle foglie e tingendosi il viso di nero o di rosso con la fuliggine o il mosto. Tespi trasferì questa usanza sulle scene, aggiunse ai due colori anche il bianco (e per questo adoperò la biacca), e confezionò poi vere e proprie maschere di tela. In seguito le maschere furono eseguite  anche con sughero e legno, materiali più resistenti che restarono in uso per tutta l’antichità. Tespi introdusse quindi nel teatro anche il suggestivo elemento della finzione, cioè della deformazione della realtà.


L’esempio di Tespi fu poi seguito da altri autori, tra cui Cherilo e Frinico d’Atene. Cherilo visse ad Atene dalla metà del VI secolo a.C. ai primi decenni del V secolo. Scrisse circa 160 drammi e conquistò vari premi, ma delle sue opere sono giunti sino a noi solo brevi frammenti.


A Frinico, poeta tragico dello stesso periodo, nato ad Atene e morto probabilmente in Sicilia, è attribuita l’introduzione dei ruoli femminili, sostenuti pero da uomini, come era l’usanza del tempo; inoltre perfeziono il dialogo e, con diversi accorgimenti, abbellì le rappresentazioni teatrali.


E di Frinico si ricorda anche la dolcezza della musica che usò abbondantemente nelle tragedie. Fin da quei tempi lontani, infatti, la musica era parte integrante degli spettacoli. I greci, come già gli egizi e i sumeri, non amavano i grandi complessi orchestrali, ma si servivano di pochi strumenti a corda e a fiato, cetra e lira particolarmente, a cui raramente aggiungevano quelli a percussione. Grande rilievo era dato alla parte vocale.


Il fascino del leggendario carro di Tespi non è svanito col tempo,e nel nostro secolo questa denominazione è stata usata per particolari spettacoli – teatrali o musicali – effettuati con un teatro mobile, cioè smontabile, di grandi dimensioni, dotato di palcoscenico girevole e di ogni alro accorgimento tecnico, e con duemila posti a sedere.

Il disegno con la penna a sfera

I disegni in bianco e nero a penna a sfera.  L’uso di questo tipo di penna, detta “biro” dal nome del suo inventore ungherese, resenta delle analogie con l’impiego dell’inchiostro di china.

La biro, strumento spesso trascurato dai disegnatori, offre interessanti possibilità di utilizzo: si possono infatti ottenere sia un “effetto a penna” chiaro e deciso, come con il pennino, se pur con meno brillantezza rispetto a quest’ultimo, sia la morbidezza della matita.

Per queste sue caratteristiche la penna a sfera si presta sia alla realizzazione di soggetti che richiedono molto tratteggio.

Un consiglio utile per chi si accinge a usare questo strumento: è preferibile avere sottomano almeno due o tre penne da alternare tra di loro, poiché il colore della mano, alla lunga, fluidifica l’inchiostro che può alterare lo spessore del segno fino a creare delle macchie.

Quanto al procedimento è consigliabile fare prima un abbozzo a matita senza curarsi troppo dei particolari, usando poi la biro con leggerezza e a stacchi frequenti; l’effetto finale sarà raggiunto con un tratto, lungo o corto che sia, rapido e incisivo.

Questo modo di procedere e facilitato dai soggetti che presentiamo, nei disegni, se sono alberi, lasciano alla mano una certa libertà.