INTERNET&Co. Web Agency

INTERNET&Co. Web Agency – Il web a 360° gradi

Call. +39 320 4219762

Siti web – E-commerce  – Campagne social – Posizionamento online – Web marketing – Gestionali online

AFORISMI CITAZIONI FASHION

Citazioni e aforismi sulla moda

O si è un’opera d’arte o la si indossa.
(Oscar Wilde)

Ogni generazione ride delle mode vecchie, ma segue religiosamente quelle nuove.
(Henry David Thoreau)

Che ne dici, un diamante?
Dammi solo un armadio gigantesco!
(Mr. Big e Carrie Bradshaw in Sex and The City)

Il più bell’abito che può abbigliare una donna sono le braccia dell’uomo che ama. Ma, per chi non ha la possibilità di trovare questa felicità, io sono qui.
(Yves Saint Laurent)

Una moda che non raggiunge le strade non è moda.
(Coco Chanel)

Che sia benedetta la moda che ci mantiene volubili e leggere, anche quando vorremmo essere profonde.
(Erica Jong)

La moda non è qualcosa che esiste solo negli abiti.La moda è nel cielo,nella strada, la moda ha a che fare con le idee, il nostro modo di vivere, che cosa sta accadendo.
(Coco Chanel)

La moda va consumata subito. Il meglio che possa accadere a un abito è di essere indossato. Non di essere esposto in un museo.
(Karl Lagerfeld)

Un abito dovrebbe essere stretto abbastanza per mostrare che sei una donna e sufficientemente morbido da provare che sei una signora.
(Edith Head)

La moda evolve sotto l’impulso di un desiderio e cambia per effetto di una ripulsa. La saturazione porta la moda a buttare alle ortiche quello che fino a poco tempo prima adorava. Poiché la sua ragione profonda è il desiderio di piacere e di attirare, la sua attrattiva non può certo venire dall’uniformità, che è la madre della noia.
(Christian Dior)

I folli inventano le mode e i saggi le seguono.
(Anonimo)

La moda è fatta per andare fuori moda.
(Coco Chanel)

Puoi ottenere tutto ciò che voi se sei vestita per averlo
(Edit Head)

Le donne di solito amano quello che comprano, ma odiano i due terzi di ciò che è nei loro armadi.
(Mignon McLaughlin)

Piuttosto perdonare un brutto piede che delle brutte calze.
(Karl Kraus)

Un uomo può indossare ciò che vuole, resterà sempre un accessorio della donna.
(Coco Chanel)

Le donne sciocche seguono la moda, le pretenziose l’esagerano; ma le donne di buon gusto vengono a patti con essa.
(Émilie du Châtelet)

La moda passa, lo stile resta.
(Coco Chanel)

Il peccato capitale non è essere vestita male, ma indossare la cosa giusta nel posto sbagliato
(Edit Head)

L’eleganza non è farsi notare, ma farsi ricordare.
(Giorgio Armani)

Personalmente dipendo da Givenchy come le donne americane dipendono dal loro psichiatra.
(Audrey Hepburn)

Se una donna è malvestita si nota l’abito. Se è vestita impeccabilmente si nota la donna.
(Coco Chanel)

Dio ha fatto la femmina e i sarti hanno fatto la donna.
(Pitigrilli)

Le donne seguono la moda perché gli uomini le seguano.
(Anonimo)

Io non so chi abbia inventato i tacchi alti, ma tutte le donne gli devono molto.
(Marilyn Monroe)

“Victoria Albert Museum”. Quando arrivo alla sala che ospita la storia della moda, divento rigorosa e scientifica. Passo più tempo lì che in ogni altra sala. Ma poi vestiti e scarpe finiscono e ricominciano le statue e tutte quelle cianfrusaglie nelle bacheche.
(Sophie Kinsella, I love shopping)

Lo stile è l’abito dei pensieri, e un pensiero ben vestito come un uomo ben vestito, si presenta molto meglio.
(Lord Chesterfield)

Il variare delle mode è la tassa che l’industria del povero impone alla vanità del ricco.
(Nicolas de Chamfort)

La moda determina il prezzo delle merci e il valore delle virtù.
(Anonimo)

Metti su un trench e ti sentirai Audrey Hepburn a passeggio per Parigi.
(Michael Kors)

L’abito non deve appendersi al corpo, ma seguire le sue linee. Deve accompagnare chi lo indossa e quando una donna sorride l’abito deve sorridere con lei.
(Madeleine Vionnet)

Io non faccio la moda, io sono la moda.
(Coco Chanel)

La moda è la raffinatezza che corre davanti alla volgarità e teme di essere sorpassata.
(William Hazlitt)

La moda è femmina, dunque capricciosa.
(K.J. Weber)

La moda non è né morale né immorale, però è fatta per tirare su il morale.
(Karl Lagerfeld)

Tutti i vestiti delle donne, in ogni epoca e paese, non sono che variazioni sull’eterna lotta tra il desiderio di essere vestite e la voglia inconfessata di spogliarsi.
(Lin Yutang)

L’alta moda permette alle donne di ritrovare una silhouette che l’età ha fatto loro perdere.
(Charles James)

La moda è la maniere di dire che sei senza dover parlare.
(Rachel Zoe)

La moda non deve mai decidere chi sei. È lo stile a decidere chi sei. E a perpetuarlo.
(Quentin Crisp)

Date delle belle scarpe a una donna ed ella conquisterà il mondo.
(Marilyn Monroe)

Voglio solo cambiare il mondo, una paillettes alla volta.
(Lady Gaga)

La moda è architettura: è una questione di proporzioni.
(Coco Chanel)

Alcune persone pensano che il lusso sia l’opposto della povertà. Non lo è. È l’opposto della volgarità.
(Coco Chanel)

C’è una sola grande moda: la giovinezza.
(Leo Longanesi)

Ogni nuova moda è rifiuto di ereditare, è sovvertimento contro l’oppressione della vecchia moda; la moda si vive come un diritto, il diritto naturale del presente sul passato.
(Roland Barthes)

Nella moda è stato ancora più facile, perché, come diceva luminosamente Barthes, la moda è la rotazione dei possibili. È l’idea che ci sono alcune possibilità che vengono sfruttate in maniera circolare. Anche se poi non si ritorna mai allo stesso punto… Si procede, se vuoi, in modo elicoidale, a spirale.
(Gian Paolo Fabris)

L’uomo comune si copre. L’uomo elegante si veste.
(Michele Pernozzoli)

L’eleganza è la sola bellezza che non sfiorisce mai.
(Audrey Hepburn)

Tutto è nell’attitudine.
(Diane von Furstenberg)

Nel corso degli anni ho imparato che ciò che è importante in un vestito è la donna che lo indossa.
(Yves Saint Laurent)

Essere “di moda” potrebbe essere un disastro per il 90 per cento delle donne. Non sei una pagina di Vogue.
(Anonimo)

La moda è ciò che segui quando non sai chi sei.
(Quentin Crisp)

Da come ti vesti si comprende cosa hai nel cuore: l’adulterio o la purezza, la gioia di vivere o la depressione.
(Danilo Ascoli)

L’abito non fa il monaco… fa il Signore!
(Michele Pernozzoli)

Non c’è nulla che tocca tanto la nostra immaginazione come una bella donna in un abito semplice.
(Joseph Addison)

Avrei voluto inventare una sola cosa nella vita: i blue jeans: non c’è nulla di più spettacolare, più pratico, più rilassato e disinvolto. Hanno espressione, modestia, sex appeal, semplicità – tutto ciò che vorrei per i miei vestiti.
(Yves Saint Laurent)

Cura il tuo aspetto: chi ha detto che l’amore è cieco?
(Mae West)

Molti uomini mi hanno detto che ho salvato il loro matrimonio. Forse è costato una fortuna in scarpe, ma è molto più economico di un divorzio.
(Manolo Blahnik)

Piuttosto fuor del mondo, che fuor di moda.
(Proverbio)

Legge della moda: se la scarpa si adatta al piede, è brutta.
(Anonimo)

L’unica cosa che ci separa dagli animali è la nostra capacità di mettere accessori.
(Robert Harling)

Il trionfo degli accessori in questa epoca si spiega facilmente. La gente si veste in modo sempre più destrutturato e casual. Sono rimaste le borse e soprattutto le scarpe a dare il tocco sexy a ogni look.
(Tamara Mellon)

A volte sono di moda cose così brutte e sgradevoli che sembra che la moda voglia dimostrare il suo potere facendoci portare quanto c’è di più detestabile;
(George Simmel)

L’unico svantaggio dell’essere figlia di un industriale della moda è che ogni volta che vado a letto con un ragazzo, mi tocca vedere il nome di mio padre scritto sui suoi boxer.
(Marci Klein)

I vestiti sono una bella passione. Alcuni sognano di avere una grande piscina, io preferisco gli armadi!
(Audrey Hepburn)

Orgoglio si riferisce a quello che pensiamo di noi stessi; la vanità a ciò che vorremmo che gli altri pensassero di noi.
(Jane Austen)

Detesto il narcisismo ma approvo la vanità
(Diana Vreeland)

Cammina come se ci fossero tre uomini dietro di te.
(Oscar de la Renta)

Vestiti bene dovunque tu vada, la vita è troppo corta per passare inosservati.
(Paris Hilton)

Un uomo non ti tratterà mai meglio di un grande magazzino.
(Dal film “I Love Shopping”)

Non riesco a concentrarmi con le scarpe basse.
(Victoria Beckam)

Le modelle in fondo sono solo scherzi genetici della natura, che spendono due ore al giorno con parruchieri e truccatori.
(R. Romijn Stamos)

Perché queste maschere gravi o meditative che vediamo così spesso sulle modelle nelle fotografie di moda? Di quale intensità caricano i loro sguardi? Vorrebbero forse significarci che, da quando si infilano questa giacca o questa minishort, i più alti pensieri le visitano? Improvvisamente, in questo abito a bretelle, esse percepiscono le filosofie più opache, chiariscono i misteri dell’essere?
(Eric Chevillard)

Raramente la gente discerne l’eloquenza sotto un mantello logoro.
(Giovenale)

Il mantello copre il brutto e il bello
(Proverbio)

Quando smetterò di fare la modella? Dipende dall’efficacia della mia crema antirughe.
(Heidi Klum)

Il più grande alleato della moda è il conformismo.
(Roberto Gervaso)

Il pubblico non deve capire la moda e deve essere indignato. In ciò consiste il trionfo della moda.
(Jurij Lotman)

La moda è così insopportabilmente brutta che va cambiata due volte all’anno.
(Oscar Wilde)

In tempi difficili, la moda è sempre scandalosa.
(Elsa Schiaparelli)

La moda dovrebbe essere una forma di evasione, non una prigionia. (Alexander McQueen)

Dieci anni prima del suo tempo una moda è indecente; dieci anni dopo, è orrenda; ma un secolo dopo, è romantica.
(James Laver)

La moda è contemporaneamente essere e non essere, si trova sempre sullo spartiacque fra passato e futuro e ci dà, finché è fiorente, un senso del presente così forte da superare in questo senso ogni altro presente.
(George Simmel)

La moda riflette sempre i tempi in cui vive, anche se, quando i tempi sono banali, preferiamo dimenticarlo.
(Coco Chanel)

Gli accostamenti più arditi riescono a far cantare i materiali e le forme.
(Krizia)

Il vestito deve seguire il corpo di una donna, e non viceversa.
(Hubert de Givenchy)

Il lusso, è la libertà di spirito, l’indipendenza, in breve il politicamente scorretto.
(Karl Lagerfeld)

Mi considero un artista, con l’unica differenza che le mie creazioni si indossano, non si appendono ad un muro.
(Roberto Cavalli)

Lo stile è avere coraggio delle proprie scelte, e anche il coraggio di dire di no. È gusto e cultura.
(Giorgio Armani)

Una davvero elegante è Kate Moss, capace di mescolare un capo di H&M con un pezzo d’alta moda.
(Barbara Hulanicki)

Alla moda del nudo sono contrario: un buon sedere è un buon sedere, ma per chi crea vestiti il nudo è autodistruzione.
(Giorgio Armani)

La bellezza salverà il mondo.
(Fëdor Dostoevskij)

I miei soldi li voglio là dove li posso vedere: tutti appesi nel mio armadio.
(Carrie Bradshaw)

Cos’è una consulente di moda? Una donna che impone i suoi gusti a donne che non ne hanno.
(Anonimo)

L’amore è l’unica griffe che non passerà mai di moda.
(Carrie Bradshaw)

Ed eccomi di nuovo con il solito problema: un armadio di vestiti e niente da mettermi.
(Carrie Bradshaw)

Gli snob sono i franchi tiratori e l’avanguardia della moda. Si ride di essi da principio, ma finiscono sempre per aver ragione loro.
(Francis de Miomandre)

Moda. Un’epidemia creata ad arte.
(George Bernard Shaw)

Io non vedo come un capo di abbigliamento possa essere indecente. Una persona, sì.
(Robert A. Heinlein)

Io sono una specie di ninfomane della moda che non raggiunge mai l’orgasmo.
(Karl Lagerfield)

I vestiti che preferisco sono quelli che io invento per una vita che non esiste ancora, il mondo di domani.
(Pierre Cardin)

Ogni persona che induca a pensare quanto costa l’abito che porta, non lo sa portare.
(Riccardo Bacchelli)

Un cameriere è un uomo che porta un frac senza che nessuno se ne accorga. Per contro ci sono degli uomini che hanno l’aspetto di camerieri appena si mettono un frac. Così in ambedue i casi il frac non ha nessun valore.
(Karl Kraus)

Oggi le gonne diventano sempre più corte e le scollature sempre più profonde: dobbiamo soltanto aspettare che s’incontrino.
(Pierre-Jean Vaillard)

Ho sempre rispettato la moda, soprattutto la mia.
(Karl Lagerfield)

La moda è prima di tutto l’arte del cambiamento.
(John Galliano)

Io so che cosa vogliono le donne. Vogliono essere belle.
(Valentino)

Le donne pensano, sinceramente, di vestirsi per noi. O per loro. Ma vero è che si vestono per stupirsi reciprocamente.
(Francis de Miomandre)

Nessun uomo ti farà sentire protetta e al sicuro come un cappotto di cachemire e un paio di occhiali.
(Coco Chanel)

Se mi fosse permesso di scegliere uno dei libri che verranno pubblicati cento anni dopo la mia morte, sapete quale sceglierei? Una rivista di moda per sapere come si vestiranno le donne un secolo dopo la mia dipartita. Questi stracci in fondo mi diranno sull’umanità futura più di tutti i filosofi, i romanzieri, i profeti e gli studiosi.
(Anatole France)

Ciò che viene per prima, è la forma. Poi, la materia che esprime i volumi, la fluidità, il languore. Il colore non è che l’ultimo elemento.
(Pierre Cardin)

Chissà quante foglie di fico Eva avrà provato prima di dire: “Prendo questa”.
(Anonimo)

Moda. La dea dell’apparenza.
(Stéphane Mallarmé)

Se le forme sociali, i vestiti, i giudizi estetici, tutto lo stile in cui l’uomo si esprime, si trasformano continuamente attraverso la moda, allora la moda, cioè la nuova moda, appartiene soltanto alle classi sociali superiori. Non appena le classi inferiori cominciano ad appropriarsene superando i confini imposti dalle classi superiori e spezzando l’unità della loro reciproca appartenenza così simbolizzata, le classi superiori si volgono da questa moda ad un’altra, con la quale si differenziano nuovamente dalle grandi masse e il gioco può ricominciare.
(George Simmel)

L’essenza della moda consiste nell’appartenere sempre e soltanto a una parte del gruppo mentre tutto il gruppo è già avviato verso di essa
(George Simmel)

Per essere un bravo designer a Hollywood bisogna essere una combinazione tra psichiatra, artista, stilista, sarto, puntaspilli, storico, infermiere ed addetto agli acquisti.
(Edith Head)

Non essere alla moda è il miglior modo per non andare fuori moda.
(Jean Dion)

La moda ha il fascino dell’inizio e della fine insieme, il fascino della novità e nello stesso tempo della caducità.
(George Simmel)

Moda: Io sono la moda, tua sorella. Morte: Mia sorella? Moda: Sì, non ricordi che tutte e due siamo nate dalla Caducità?”
(Giacomo Leopardi)

La moda muore giovane.
(Cocteau)

Io baso il mio senso della moda su ciò che non prude.
(Gilda Radner)

Un tempo la moda la facevano i ricchi e i detentori del potere. Gli altri o si adeguavano o cercavano disperatamente di mostrare che erano simili al potere, alleati del potere, persone su cui si poteva contare, gente fidata, gente per bene. Adesso la moda la fanno le ragazzine, e le duchesse la copiano.
(Mary Quant)

Mi sono sempre vestto seguendo le regole della moda di base, tra cui: entrambi i tuoi calzini dovrebbe essere sempre dello stesso colore, oppure dovrebbero essere entrambi abbastanza scuri!
(Dave Barry)

La moda è un fenomeno sociale intimamente connesso all’attività inconscia dello spirito. È raro che noi si sappia chiaramente perché un certo stile ci piace, o perché non è più di moda.
(Carl Lévi-Strauss)

La moda è quel che uno porta: quello che portano gli altri è già passato di moda.
(Oscar Wilde)

Quello che passa di moda entra nel costume. Quello che scompare nel costume risuscita nella moda.
(Jean Baudrillard)

Chi di proposito è fuori moda accetta il contenuto sociale come il maniaco della moda, ma a differenza di quest’ultimo, che lo forma nella categoria dell’intensificazione, egli lo plasma in quella della negazione. Vestirsi fuori moda può diventare di moda in intere cerchie di una società estesa
(George Simmel)

Gli uomini creano spesso mode aberranti per vendicarsi delle donne.
(Roland Barthes)

Mi addolora fisicamente vedere una donna vittimizzata, resa patetica, dalla moda.
(Yves Saint Laurent)

Tutti i cervelli del mondo sono impotenti di fronte ad ogni fesseria che sia di moda.
(Jean De La Fontaine)

La moda costituisce un problema tutt’altro che frivolo, perché affonda le sue radici nella religione, nella politica, nell’arte.
(Gillo Dorfles)

Cenerentola è la prova che un paio di scarpe può cambiarti la vita.
(Anonimo)

La moda è un balletto, è lo spruzzo d’acqua nel parco, l’orchestra più sublime dell’eleganza intuitiva…
(Christian Dior)

Moda: luogo di scambio dialettico tra donna e merce, fra piacere e cadavere.
(Walter Benjamin)

Un nudista è semplicemente un essere umano, senza additivi artificiali.
(Anonimo)

Si deve considerare la moda come un sintomo del gusto dell’ideale che affiora nel cervello umano sopra tutto ciò che la vita naturale vi accumula di volgare, di terrestre, di immondo.
(Charles Baudelaire)

Dopo essere stati cacciati, Adamo rimase fermo ai cancelli, afferrò un grosso bastone e urlò: “Dov’era quel paradiso?” Nel frattempo, Eva si coprì con una nuova foglia di fico e disse: “Come ti sembra il mio nuovo vestito?”.
(Wiet Van Broeckhoven)

La moda deve essere una protesta.
(Wolfang Jopp)

La moda è l’autoritratto di una società e l’oroscopo che essa stessa fa del suo destino.
(Ennio Flaiano)

L’autorità della moda è tale, che ci obbliga ad essere ridicoli per non sembrarlo.
(Joseph Sanial-Dubay)

Così la moda non è altro che una delle tante forme di vita con le quali la tendenza all’uguaglianza sociale e quella alla differenziazione individuale e alla variazione si congiungono in un fare unitario
(George Simmel)

Per quanto riguarda le mode, le persone ragionevoli devono cambiare per ultime, ma non devono farsi aspettare.
(Montesquieu)

Questa era la mia passione: creare abiti, per tutto il resto sono un disastro!
(Valentino)

L’incuria nel vestire è un suicidio morale.
(Honoré de Balzac )

Sentivo dei passi che provenivano dell’armadio,
erano i vestiti che passavano di moda.
(Anonimo)

Si ripete spesso che la più grande prova d’affetto che una donna possa dare a un uomo è di sacrificargli la propria civetteria, di rinunciare alla moda. Nulla di più falso. Al contrario, la donna che ama si guarda bene dal lasciarsi distanziare da rivali. Segue fedelmente, rigorosamente le mode più di ogni altra cosa. Perché? Perché, innanzitutto, si tratta di rimanere la più bella, la più seducente, e perché, quando ci si trascura, s’invecchia, s’imbruttisce.
(Francis de Miomandre)

Tutti i vizi, quando sono di moda, passano per virtù.
(Molière)

La moda è di tutti, lo stile è di tanti, la classe è di pochi.
(Anonimo)

Il moderno invecchia; il vecchio ritorna di moda.
(Leo Longanesi)

I giovani esprimono la loro rivolta conformandosi in modo rigoroso alla moda.
(Umar Timol)

Cose che non passeranno mai di moda: il nero (che va con tutto), un sorriso e l’educazione
(Egyzia, Twitter)

Niente passa tanto di moda come la moda.
(Bruno Munari)

Finita la settimana della moda.
E il settimo giorno Dior si riposò

(matteograndi, Twitter)

Sotto la tenda del circo

E oggi, tutti al circo! Si accendono le luci sulla pista, un’orchestra al completo e pronta sull’apposito palco per accompagnare fin dall’inizio lo spettacolo; il direttore, nel suo tradizionale abito, dà il via alla parata, una specie di sfilata in costume di tutti gli artisti che prenderanno parte alla rappresentazione e di un gruppo di animali (quelli docili, gli altri sono ancora nelle gabbie, e usciranno al momento opportuno).

Già gli spettatori, grandi e piccoli, avvertono il fascino di questo mondo tutto speciale, di uno spettacolo che esalta la forza e il coraggio e anche la fratellanza, e che come pochi altri sa darci tante profonde emozioni.

Sarà ancora il direttore del circo, ad annunciare, di volta in volta, i vari “numeri” che compongono la serata, che si svolgerà in un atmosferica di suoni, di luci e di colori.

Ecco gli equilibristi, nei loro spericolati esercizi; i giocolieri, che maneggiano con estrema disinvoltura decine di palle e bastoni colorati in movimento; la danzatrice-contorsionista, che ci ricorda, col suo difficile esercizio, le sinuose movenze del serpente; i formidabili trapezisti, che come angeli volano da un lato all’altro della pista; i simpaticissimi clown, nei loro sgargianti costumi, ci daranno una pausa di puro divertimento; ed ancora i numeri di brivido con la motocicletta che sembra librarsi nell’aria, come fosse un oggetto senza peso; ed in fine tutti i numeri con gli animali, compreso quello che porta sulla pista una decina di enormi elefanti!

Al successo del circo contribuisce la partecipazione spesso spettacolare degli animali.

Cavalli addestrati, capaci di eleganti evoluzioni o di perfetti passi di danza; cani, uccelli, orsi, foche, alle prese con tanti esercizi divertenti, animali feroci in numeri sensazionali, eseguiti entro speciali gabbie. 

Gli ammaestratori, che si occupano degli animali docili, e i domatori, che hanno invece il compito di preparare le belve, sono capaci di ottenere risultati sorprendenti, perché questi artisti oltre alla loro bravura e al loro impegno professionale mettono al servizio del circo due doti importantissime per raggiungere una perfetta intesa tra uomo e animale: una sensibilità particolare e una grande pazienza.
Al circo, anche stasera, tante risate e tanti applausi premieranno la fatica di questi straordinari artisti.

AFORISMI CITAZIONI SHOW

Frasi, citazioni e aforismi sullo spettacolo

C’è uno spettacolo più grandioso del mare, ed è il cielo, c’è uno spettacolo più grandioso del cielo, ed è l’interno di un’anima.
(Victor Hugo)

La gente è il più grande spettacolo del mondo. E non si paga il biglietto.
(Charles Bukowski)

Il più grande spettacolo dopo il big bang siamo noi… io e te.
(Jovanotti)

Non c’è spettacolo sulla terra più attraente di quello di una bella donna in atto di cucinare la cena per una persona che ama.
(Tom Wolfe)

Uno spettacolo per gli dei la vita di due innamorati.
(Goethe)

La cosa incredibile non è il fatto che tu sia uno spettacolo, ma che sia io ad avere l’unico biglietto.
(GuidoFruscoloni, Twitter)

La mescolanza di bontà e intelligenza è lo spettacolo più interessante che si conosca. Non deve sorprendere che sia il meno frequente.
(Manuel Neila)

Che fine ha fatto la semplicità? Sembriamo tutti messi su un palcoscenico, e ci sentiamo tutti in dovere di dare spettacolo.
(Charles Bukowski)

La Vita non è uno spettacolo muto o in bianco e nero. È un arcobaleno inesauribile di colori, un concerto interminabile di rumori, un caos fantasmagorico di voci e di volti, di creature le cui azioni si intrecciano o si sovrappongono per tessere la catena di eventi che determinano il nostro personale destino.
(Oriana Fallaci)

Un bel viso è il più bello di tutti gli spettacoli.
(Jean de La Bruyère)

Lo spettacolo del cielo mi sconvolge. Mi sconvolge vedere, in un cielo immenso, la falce della luna o il sole.
(Joan Miró)

Quando fai qualcosa di nobile e bello e nessuno lo nota, non essere triste.
Il sole ogni mattina è uno spettacolo bellissimo e tuttavia la maggior parte del pubblico dorme ancora.
(John Lennon)

Sapete, è geniale questa cosa che i giorni finiscono. E’ un sistema geniale. I giorni e poi le notti. E di nuovo i giorni. Sembra scontato, ma c’è del genio. E là dove la natura decide di collocare i propri limiti, esplode lo spettacolo. I tramonti.
(Alessandro Baricco)

E’ nel cuore dell’uomo che la vita dello spettacolo della natura esiste; per riuscire a vederlo, bisogna sentirlo.
(Jean-Jacques Rousseau)

Lo spettacolo è nello spettatore.
(Alphonse de Lamartine)

Senza l’immaginazione, la realtà è uno spettacolo noioso che l’intelligenza esamina e classifica.
(Nicolás Gómez Dávila)

Lo spettacolo deve continuare – The Show Must Go On.
(Anonimo)

Ogni tanto, nelle giornate di vento, scendeva fino al lago e passava ore e guardarlo, giacché, disegnato sull’acqua, gli pareva di vedere l’inspiegabile spettacolo, lieve, che era stata la sua vita.
(Alessandro Baricco)

Lo sport è l’unico spettacolo che, per quante volte tu lo veda, non sai mai come andrà a finire.
(Neil Simon)

Il calcio è lo spettacolo che ha sostituito il teatro.
(Pier Paolo Pasolini).

Uno spettacolo magnifico: balletto, opera e all’improvviso il sangue di un delitto.
(Richard Burton, parlando del rugby)

Ci sono tre date significative nella vita di uno spettacolo: il primo giorno di prove, il debutto e l’ultima sera.
(Dalla serie tv Ai confini della realtà)

Il mio ultimo spettacolo ha avuto tanto successo che la gente faceva a pugni per uscire.
(Walter Fontana)

Col mio spettacolo teatrale feci ben due anni di repliche, aspettando che qualcuno venisse a vederlo.
(MixMic76, Twitter)

Il mio spettacolo è stato un grande successo. Gli spettatori un fallimento.
(George Bernard Shaw)

Il cinema deve essere spettacolo, è questo che il pubblico vuole. E per me lo spettacolo più bello è quello del mito. Il cinema è mito.
(Sergio Leone)

L’umanità è una mandria di esseri che devono essere governati con la frode, l’inganno, e con lo spettacolo.
(Edmund Burke)

E’ il narcisismo autoreferenziale della società dello spettacolo ad aver prosciugato i pozzi della vergogna. Non soltanto nelle nostre società non esistono più interdetti generali, ma gli atti di cui un tempo ci si vergognava, piuttosto che celati, sono addirittura esibiti
(Roberto Esposito)

Quando sono in mutande sul divano, guardando la TV, penso: “Non sto guardando un bello spettacolo”. Per onestà intellettuale devo ammettere però che anche il mio televisore può dire la stessa cosa.
(Flavio Oreglio)

Il più grande comico vivente è Richard Nixon. Sono quasi due anni che, replicando lo stesso spettacolo, Watergate, riesce a far ridere mezzo mondo.
(Woody Allen)

Uno scrittore che si dà in spettacolo non dà lo spettacolo di uno scrittore.
(Robert Sabatier)

Lo spettacolo è il sole che non tramonta mai sull’impero della passività moderna. Esso ricopre tutta la superficie del mondo ed è immerso per l’eternità nella propria gloria
(Guy Debord)

La società dello spettacolo elimina la distanza geografica solo per la produzione di una nuova separazione interna.
(Guy Debord)

Tutta la vita delle società in cui regnano le moderne condi­zioni di produzione si presenta come un’immensa accumu­lazione di spettacoli. Tutto ciò che era direttamente vissuto si è allontanato in una rappresentazione.
(Guy Debord)

Credo che lo spettacolo aspiri a diventare arte, e potrebbe riuscirci, ma se pensi che ciò accada realmente, sei un vero idiota.
(Steve Martin)

Nel mondo dello spettacolo non importa a nessuno quello che fai se fai guadagnare loro dei soldi.
(Joel Schumacher)

Ogni volta che pensi che i signori dell’intrattenimento abbiano raggiunto il livello più basso possibile, questi prendono il martello pneumatico e ra-ta-ta-ta, scendono ancora più in basso.
(Ellen Goodman)

È pericolosissimo quando l’informazione si traveste da spettacolo.
(Paolo Bonolis)

Credo che il mondo dello spettacolo abbia un modo tutto suo di essere brutalmente onesto rispetto a tanti altri ambienti di lavoro.
(Donal Logue)

Nello spettacolo, immagine dell’economia regnante, il fine non è niente, lo sviluppo è tutto. Lo spettacolo non vuole giungere a nient’altro che a sé stesso.
(Guy Debord)

Il passeggio, gli spettacoli, e le Chiese sono le principali occasioni di società che hanno gl’italiani, e in essi consiste, si può dir, tutta la loro società.”
(Giacomo Leopardi)

Ogni cosa nella mia vita è musica, perché ogni cosa nella vita è spettacolo. Ora che sto parlando con te sto facendo uno spettacolo per te. Quando uno ascolta un mio disco, sto facendo uno spettacolo per lui, a casa sua.
(Frank Zappa)

Un uomo, se possiede la vera sapienza, sa godere dell’intero spettacolo del mondo da una sedia, senza saper leggere, senza parlare con nessuno, solo con l’uso dei sensi e con l’anima che non sappia essere triste.
(Fernando Pessoa)

Il mondo è pieno di cose tragiche o comiche, eroiche o bizzarre o sorprendenti, e coloro che non sanno interessarsi allo spettacolo che offre perdono uno dei privilegi offerti dalla vita.
(Bertrand Russell)

La vita è solo un’interminabile replica di uno spettacolo che non avrà mai luogo.
(Dal film Il favoloso mondo di Amélie)

Non sempre la vita è uno spettacolo. Possiamo almeno evitare che diventi un circo.
(ChiaraNonEsiste, Twitter)

La vita non è uno spettacolo o una festa: è una situazione difficile.
(George Santayana)

Un uomo che vuol lavorare e non trova lavoro è forse lo spettacolo più triste che l’ineguaglianza della fortuna possa offrire sulla terra.
(Thomas Carlyle)

Lo spettacolo non è un insieme di immagini, ma un rapporto sociale fra persone, mediato da immagini.
(Guy Debord)

Lo spettacolo, grazie alla soppressione della scena, si estenderà alla sala intera del teatro e, partito dal suolo, si arrampicherà sui muri mediante leggere passerelle, avvolgerà fisicamente lo spettatore, lo terrà in una atmosfera ininterrotta di luce, di immagini e di rumori.
(Antonin Artaud)

Il mondo non è uno spettacolo ma un campo di battaglia.
(Giuseppe Mazzini)

Uno spettacolo si può preparare in un mese. Improvvisare, invece, richiede una vita.
(Pino Caruso)

Qual è il credo di ogni attore? Lo spettacolo anzi tutto! Con pioggia, neve, sole o vento. lo spettacolo anzi tutto!
(dal film Cantando sotto la pioggia)

Lo spettacolo è finito – Acta est fabula.

(Detto latino)

AFORISMI CITAZIONI ART

Aforismi sull’arte, sugli artisti e sulla critica d’arte

Il mondo non è stato creato una volta, ma tutte le volte che è sopravvenuto un artista originale.
(Marcel Proust)

Si usano gli specchi per guardarsi il viso, e si usa l’arte per guardarsi l’anima.
(George Bernard Shaw)

Esistono due modi per non apprezzare l’Arte.
Il primo consiste nel non apprezzarla. Il secondo nell’apprezzarla con razionalità.
(Oscar Wilde)

Se il mondo fosse chiaro, l’arte non esisterebbe.
(Albert Camus)

L’arte scuote dall’anima la polvere accumulata nella vita di tutti i giorni.
(Pablo Picasso)

Si usa uno specchio di vetro per guardare il viso e si usano le opere d’arte per guardare la propria anima.
(George Bernard Shaw)

Dio in realtà non è che un altro artista. Egli ha inventato la giraffa, l’elefante e il gatto. Non ha un vero stile: non fa altro che provare cose diverse.
(Pablo Picasso)

L’arte non riproduce ciò che è visibile, ma rende visibile ciò che non sempre lo è.
(Paul Klee)

L’arte è l’incontro inatteso di forme e spazi e colori che prima si ignoravano.
(Fabrizio Caramagna)

L’arte ci consente di trovare noi stessi e di perdere noi stessi nello stesso momento.
(Thomas Merton)

L’artista è un ricettacolo di emozioni che vengono da ogni luogo: dal cielo, dalla terra, da un pezzo di carta, da una forma di passaggio, da una tela di ragno.
(Pablo Picasso)

La vita abbatte e schiaccia l’anima e l’arte ti ricorda che ne hai una.
(Stella Adler)

Ogni bambino è un’artista. Il problema è poi come rimanere un’artista quando si cresce.
(Pablo Picasso)

Il tocco supremo dell’artista, sapere quando fermarsi.
(Arthur Conan Doyle)

L’artista dopo che ha lavorato deve sentirsi stanco, eccitato, qualche volta felice e quasi sempre insoddisfatto.
(Giacomo Balla)

La dignità dell’artista sta nel suo dovere di tener vivo il senso di meraviglia nel mondo.
(Gilbert K. Chesterton)

L’arte è l’unica cosa seria al mondo. E l’artista è l’unica persona che non è mai seria.
(Oscar Wilde)

Sogno di dipingere e poi dipingo il mio sogno.
(Vincent Van Gogh)

Chi lavora con le sue mani è un lavoratore. Chi lavora con le sue mani e la sua testa è un artigiano. Chi lavora con le sue mani e la sua testa ed il suo cuore è un artista.
(San Francesco d’Assisi)

Arte è quando la mano, la testa, e il cuore dell’uomo vanno insieme.
(John Ruskin)

L’arte è una collaborazione tra l’uomo e Dio, e meno l’uomo fa, meglio è.
(André Gide)

L’arte rende tangibile la materia di cui sono fatti i sogni.
(Anonimo)

Un bravo artista è destinato ad essere infelice nella vita: ogni volta che ha fame e apre il suo sacco, vi trova dentro solo perle.
(Hermann Hesse)

Ci sono pittori che dipingono il sole come una macchia gialla, ma ce ne sono altri che, grazie alla loro arte e intelligenza, trasformano una macchia gialla nel sole.
(Pablo Picasso)

Ogni artista intinge il pennello nella sua anima, e dipinge la sua stessa natura nelle sue immagini.
(Henry Ward Beecher)

Mandare luce dentro le tenebre dei cuori degli uomini. Tale è il dovere dell’artista
(Schumann)

Per me l’arte viene prima della democrazia.
(Alfred Hitchcock)

L’arte è in incidente dal quale non si esce mai illesi.
(Leo Longanesi)

La scienza è ciò che comprendiamo abbastanza bene da spiegarla a un computer. L’arte è tutto quanto il resto.
(Donald Knuth)

L’arte è o plagio o rivoluzione.
(Paul Gauguin)

Ama l’arte; fra tutte le menzogne è ancora quella che mente di meno.
(Gustave Flaubert)

L’arte è una menzogna che ci consente di riconoscere la verità.
(Pablo Picasso)

Arte è ciò di cui non si capisce il significato, ma si capisce avere un significato.
(Anonimo)

L’arte deve confortare il disturbato e disturbare il comodo.
(Banksy)

Nessuno può spiegare come le note di una melodia di Mozart, o le pieghe di un panneggio di Tiziano, producano i loro effetti essenziali. Se non lo senti, nessuno può fartelo sentire col ragionamento.
(John Ruskin)

Il compito attuale dell’arte è di introdurre caos nell’ordine.
(Theodor Adorno)

Dovete avere il Caos in voi per partorire una stella danzante.
(Friedrich Nietzsche)

L’arte è magia liberata dalla menzogna di essere verità.
(Theodor Adorno)

L’oggetto dell’arte non è riprodurre la realtà, ma creare una realtà della stessa intensità.
(Alberto Giacometti)

Le arti sono le foreste pluviali della società. Producono l’ossigeno della libertà, e sono il primo sistema d’allarme a scattare quando la libertà è in pericolo.
(June Wayne)

Se c’è sulla terra e fra tutti i nulla qualcosa da adorare, se esiste qualcosa di santo, di puro, di sublime, qualcosa che assecondi questo smisurato desiderio dell’infinito e del vago che chiamano anima, questa è l’arte.
(Gustave Flaubert)

Nessuno ha mai scritto, dipinto, scolpito, modellato, costruito o inventato se non per uscire letteralmente dall’inferno.
(Antonin Artaud)

Le più belle opere degli uomini sono ostinatamente dolorose.
(André Gide)

Le opere, come nei pozzi artesiani, salgono tanto più alte quanto più a fondo la sofferenza ha scavato il cuore.
(Marcel Proust)

Le opere d’arte sono sempre il frutto dell’essere stati in pericolo, dell’essersi spinti, in un’esperienza, fino al limite estremo oltre il quale nessuno può andare.
(Rainer Maria Rilke)

Gli artisti possono colorare il cielo di rosso perché sanno che è blu. Quelli di noi che non sono artisti devono colorare le cose come realmente sono o la gente penserebbe che sono stupidi.
(Jules Feiffer)

Per lavorare, per creare serenamente un’opera, una grande opera, bisognerebbe non vedere nessuno, non interessarsi a nessuno, non amare nessuno, ma allora per quale ragione fare un’opera?
(Georges Duhamel)

Ciò che l’arte tenta di distruggere è la monotonia del tipo, la schiavitù della moda, la tirannia delle abitudini, e l’abbassamento dell’uomo al livello della macchina.
(Oscar Wilde)

Il progresso di un artista è un continuo sacrificio di sé, una continua estinzione della personalità.
(Thomas Stearns Eliot)

Tutta la grande arte nasce da un senso di indignazione.
(Glenn Close)

Ci sono due tipi di artisti: quelli che vogliono passare alla storia e quelli che si accontentano di passare alla cassa.
(Giorgio Gaber)

Artista è soltanto chi sa fare della soluzione un enigma.
(Karl Kraus)

Benché si legga con la mente, la sede del piacere artistico è tra le scapole; è quel piccolo brivido che sentiamo là dietro.
(Vladimir Nabokov)

Un’opera d’arte per divenire immortale deve sempre superare i limiti dell’umano senza preoccuparsi né del buon senso né della logica.
(Giorgio De Chirico)

L’Arte ha parlato molte più lingue di quelle che l’uomo stesso abbia mai creato.
(Davide Sallustio)

I capolavori non sono fatti per sbalordire. Sono fatti per persuadere, per convincere, per entrare in noi attraverso i pori.
(Jean Auguste Dominique Ingres)

Chi ha arte o scienza
quegli ha anche religione;
Chi non ha arte o scienza
quegli abbia religione.
(Goethe)

Ogni grande opera d’arte ha due facce, una per il proprio tempo e una per il futuro, per l’eternità.
(Daniel Barenboim)

Arte è ciò che il mondo diventerà, non ciò che il mondo è.
(Karl Kraus)

Quando un’opera d’arte sembra in anticipo sul suo tempo, è vero invece che il tempo è in ritardo rispetto all’opera.
(Jean Cocteau)

Non è vero che gli artisti debbano esprimere il contenuto di un’epoca, essi devono dare a un’epoca un contenuto.
(Konrad Fiedler)

Uno dei compiti principali dell’arte è sempre stato quello di creare esigenze che al momento non è in grado di soddisfare.
(Walter Benjamin)

Si può esistere senza arte, ma senza di essa non si può Vivere.
(Oscar Wilde)

L’arte non insegna niente, tranne il senso della vita.
(Henry Miller)

Con un’opera d’arte bisogna avere il comportamento che si ha con un gran signore: mettervisi di fronte e aspettare che ci dica qualcosa.
(Arthur Schopenhauer)

Si può conquistare il mondo non solo come capitano, sottomettendolo, ma anche come filosofo, penetrandolo, e come artista, accogliendolo in sé e rigenerandolo.
(Christian Friedrich Hebbel)

Lo scienziato non porta niente di nuovo. Inventa soltanto ciò che serve. L’artista scopre ciò che non serve. Porta il nuovo.
(Karl Kraus)

Un artista è uno che produce cose di cui la gente non ha alcun bisogno ma che lui – per qualche ragione – pensa sia una buona idea darle.
(Andy Warhol)

I glutei sono la parte più esteticamente gradevole del corpo perché non sono funzionali. Anche se nascondono un orifizio essenziale, queste inutili rotondità sono, tra le forme umane, le più vicine a quella che è l’astrazione dell’arte.
(Kenneth Tynan)

Nessun grande artista vede mai le cose come veramente sono. Altrimenti non sarebbe più un artista.
(Oscar Wilde)

L’arte non è ciò che vedi, ma ciò che fai vedere agli altri.
(Edgar Degas)

Non vi è alcun metodo più sicuro per evadere dal mondo che seguendo l’arte, e nessun metodo più sicuro di unirsi al mondo che tramite l’arte.
(Goethe)

I tre criteri di un’opera d’arte: armonia, intensità, continuità.
(Arthur Schnitzler)

Impara le regole come un professionista, affinché tu possa infrangerle come un artista.
(Pablo Picasso)

Bisogna rifare dieci volte, cento volte lo stesso soggetto. Niente, in arte, deve sembrare dovuto al caso.
(Edgar Degas)

La natura imita ciò che l’opera d’arte le propone. Avete notato come, da qualche tempo, la natura si è messa a somigliare ai paesaggi di Corot?
(Oscar Wilde)

La vita imita l’arte più di quanto l’arte non imiti la vita.
(Oscar Wilde)

La vita è così orribile che la si può sopportare soltanto fuggendola. E lo si fa vivendo nell’arte.
(Gustave Flaubert)

La sola arte di cui mi accontento è quella che, elevandosi dall’inquietudine, tende alla serenità.
(André Gide)

La realtà produce una parte dell’arte, il sentimento la completa.
(Jean-Baptiste Camille Corot)

L’opera d’arte è un messaggio fondamentalmente ambiguo, una pluralità di significati che convivono in un solo significante.
(Umberto Eco)

La buona arte è quella che ti lascia entrare da tante angolazioni diverse e uscire con tante prospettive diverse.
(Mary Schmich)

Farci sentire piccoli nel modo giusto è una funzione dell’arte; gli uomini possono farci sentire piccoli solo nel modo sbagliato.
(Edward Morgan Forster)

Arte significa: dentro a ogni cosa mostrare Dio.
(Hermann Hesse)

La più bella esperienza che possiamo avere è il mistero – l’emozione fondamentale che sta alla base della vera arte e della vera scienza.
(Albert Einstein)

L’arte non deve mai tentare di farsi popolare. Il pubblico deve cercare di diventare artistico.
(Oscar Wilde)

Se è arte non può essere popolare e se è popolare non può essere arte.
(Arnold Schönberg)

Arte consiste di limitazione. La parte più bella di ogni quadro è la cornice.
(GK Chesterton)

Alla domanda: “Che cos’è l’arte?” Si potrebbe rispondere celiando (ma non sarebbe una celia sciocca): che l’arte è ciò che tutti sanno che cosa (Benedetto Croce)

Lascia che ti chieda una cosa: che cosa non è arte?
(Anonimo)

L’arte non ha bisogno di alcuna risposta. E’ una domanda che vuole restare tale.
(Claudio Parmiggiani)

C’è soltanto una cosa che vale nell’opera d’arte ed è quella che non si riesce a spiegare.
(Georges Braque)

Un artista non può parlare della sua arte più di quanto una pianta possa discutere di orticoltura.
(Jean Cocteau)

La Natura è rivelazione di Dio; l’Arte, rivelazione dell’uomo.
(Henry Wadsworth Longfellow)

La grande arte riprende da dove finisce la natura.
(Marc Chagall)

La natura è una casa stregata, l’arte è una casa che cerca di essere stregata.
(Emily Dickinson).

L’arte non è uno specchio per riflettere il mondo, ma un martello per forgiarlo.
(Vladimir Majakovskij)

Che cosa è l’arte? Ciò per cui le forme diventano stile.
(André Malraux)

Chi dice che non si può vedere un pensiero semplicemente non conosce l’arte.
(Wynetka Ann Reynolds)

Perché è bella l’arte? Perché è inutile. Perché è brutta la vita? Perché è tutta fini e propositi e intenzioni.
(Fernando Pessoa)

L’arte e la religione sono, dopo tutto, due strade attraverso le quali gli uomini fuggono dalla realtà concreta nel desiderio dell’estasi.
(Clive Bell)

L’arte sconvolge, la scienza rassicura.
(Georges Braque)

La cultura è la regola; l’arte è l’eccezione.
(Jean-Luc Godard)

L’arte astratta non esiste. Devi sempre cominciare con qualcosa. Dopo puoi rimuovere tutte le tracce della realtà
(Pablo Picasso)

Nel mondo dell’arte c’è una guerra sola: quella tra Circe e Orfeo. Tra Circe che trasforma gli uomini in bestie e Orfeo che trasforma i bruti in uomini.
(Giovanni Papini)

L’arte, questo prolungamento della foresta delle vostre vene, che si effonde, fuori dal corpo, nell’infinito dello spazio e del tempo.
(Filippo Tommaso Marinetti)

L’arte è una attività umana che possiede come propri scopi la trasmissione alle altre persone dei più alti e migliori sentimenti al quale l’uomo sia mai arrivato.
(Lev Tolstoj)

Scopo di ogni artista è arrestare il movimento, che è vita, con mezzi artificiali, e tenerlo fermo ma in tal modo che cent’anni dopo, quando un estraneo lo guarderà, torni a muoversi, perché è vita.
(William Faulkner)

Spesso siamo colpiti dal contrasto abissale fra la bellezza dell’opera d’arte e la vita disordinata, a volte meschina del suo artefice. Wagner, con le sue opere ci comunica sentimenti sublimi, mentre nella sua vita privata era disordinato e avido. Villon e Marlowe erano degli asociali, Michelangelo era cupo, avaro, collerico, quasi intrattabile. Perché dobbiamo allora valutare moralmente la persona che sta dietro il ruolo che svolge, al di fuori delle oggettivazioni in cui si è realizzata? Non ci basta il risultato del suo impegno, non ci basta la perfezione del suo lavoro?
(Francesco Alberoni)

Perché un’opera sia veramente bella, bisogna che l’autore vi dimentichi sé stesso, e mi permetta di dimenticarlo.
(François de Salignac de La Mothe-Fénelon)

La sincerità è un grande ostacolo che l’artista deve vincere.
(Fernando Pessoa)

Rivelare l’arte e nascondere l’artista è il fine dell’arte.
(Oscar Wilde)

Le opere d’arte sono di una solitudine infinita, e nulla può raggiungerle meno della critica.
(Rainer Maria Rilke)

L’arte è un appello al quale troppi rispondono senza essere stati chiamati.
(Leo Longanesi)

Tutti gli artisti son disposti a soffrire per la propria arte. Ma perché così pochi artisti sono disposti a imparare a disegnare?
(Banski)

La critica è la vendetta dell’intellettuale sull’arte.
(Susan Sontag)

La cosa che sente più stupidaggini al mondo è probabilmente un quadro di museo.
(Edmond e Jules de Goncourt)

L’arte viene prodotta dal privo di talento e venduta dal privo di scrupoli al perplesso.
(Al Capp)

La pubblicità è l’unica forma d’arte che l’America ha inventato e sviluppato.
(Gore Vidal)

L’arte, come la teologia, è una frode ben confezionata.
(Philip K. Dick)

Ciò che fa il successo di un bel po’ di opere è il rapporto accertato tra la mediocrità delle idee dell’autore e la mediocrità delle idee del pubblico.
(Nicolas de Chamfort)

L’arte non esige dagli artisti talento, ma opere.
(Anonimo)

Se si vende, è arte.
(Frank Lloyd)

Artista. Un uomo che non prostituirà mai la sua arte, eccetto che per denaro.
(Henri Meyers)

Quando i banchieri si riuniscono per cena, discutono di arte. Quando gli artisti si riuniscono per cena, discutono di denaro.
(Oscar Wilde)

Un’opera d’arte si spegne, impallidisce nelle stanze dove ha un prezzo ma non un valore.
(Ernst Jünger)

Il temperamento artistico è una malattia che affligge i dilettanti.
(Gilbert Keith Chesterton)

L’arte sono tutte le opere d’arte, pubblicate nei libri di storia dell’arte.
(Achille Bonito Oliva)

Adesso posso dire che l’arte è una sciocchezza.
(Arthur Rimbaud)

Ma in defi­ni­tiva io non credo alla fun­zione crea­trice dell’artista. È un uomo come tutti gli altri, che fa certe cose, ma anche il busi­ness­man, ad esem­pio, fa certe cose
(Marcel Duchamp)

Io mi definisco “anar­ti­sta” invece di arti­sta, o meglio ancora, “respi­ra­tore”. La mia atti­vità con­si­ste, sem­pli­ce­mente, nel vivere.
(Marcel Duchamp)

In arte è difficile dire qualcosa che sia altrettanto buono del non dire niente.
(Ludwig Wittgenstein)

Se la mia affittcamere dice che un quadro è grazioso e io dico che è orrendo, non ci contraddiciamo.
(Ludwig Wittgenstein)

Quando il criterio dell’arte era la solida costruzione, l’attenta osservanza delle regole – pochi potevano tentare di essere artisti, e la maggior parte di costoro sono molto buoni. Ma quando si è iniziato a considerare l’arte da espressione di creazione a espressione di sentimenti, ognuno poteva essere artista, perché tutti hanno dei sentimenti.
(Fernando Pessoa)

L’uomo deve rendersi conto che occupa nel creato uno spazio infinitamente piccolo e che nessuna delle sue invenzioni estetiche può competere con un minerale, un insetto o un fiore. Un uccello, uno scarabeo o una farfalla meritano la stessa fervida attenzione di un quadro di Tiziano o del Tintoretto, ma noi abbiamo dimenticato come guardare.
(Claude Lévi-Strauss)

L’arte moderna è ciò che accade quando i pittori smettono di guardare alle ragazze e si persuadono di avere un’idea migliore.
(John Ciardi)

L’arte moderna si chiama così perché non ha nessuna probabilità di diventare antica.
(Nikita Chrušcëv)

I capolavori oggi hanno i minuti contati.
(Ennio Flaiano)

Un’arista che vuole avere successo non è più un’artista. E’ una persona che vuole avere successo.
(Piero Fornasetti)

Più frequentiamo le mostre d’arte moderna, più tutto sembra assomigliare a un’opera d’arte, compresi la sedia dell’addetto alla sorveglianza e l’estintore.
(Brian Sewell)

L’unico modo di valutare autenticamente un’opera d’arte è vedere se essa stimola davvero una revisione del nostro modo di essere al mondo.
(Gianni Vattimo)

L’arte è uno di quei pochi territori dove è ancora possibile cercare delle verità.
(Wolf Vostell)

Senza l’arte avremmo bisogno di troppe spiegazioni.
(Anonimo)

La vita è troppo breve per restare con “i piedi per terra”, quindi dipingi, scolpisci, scrivi, recita, danza… insomma sogna.
(Davide Sallustio)

L’autore nella sua opera dovrebbe essere come Dio nell’universo, presente ovunque e visibile da nessuna parte.
(Gustave Flaubert)

Ho pensato che l’argilla deve sentirsi felice nelle mani del vasaio.
(Janet Fitch)

La natura agisce secondo leggi che si è prescritta d’accordo col Creatore, l’arte secondi leggi sulle quali si è messa d’accordo con il Genio.
(Goethe)

Nessuno può aggiungere niente a un albero, a un fiore. Così una vera opera d’arte.
(Christian Friedrich Hebbel)

Senza arte, la crudezza della realtà renderebbe il mondo insopportabile.
(George Bernard Shaw)

AFORISMI CITAZIONI CULTURE

Frasi, citazioni e aforismi sulla cultura

La cultura è l’unico bene dell’umanità che, diviso fra tutti, anziché diminuire diventa più grande.
(Hans Georg Gadamer)

Quando il sole della cultura è basso, i nani hanno l’aspetto di giganti.
(Karl Kraus)

La cultura è l’unica droga che crea indipendenza.
(Anonimo)

La cultura è un bene comune primario come l’acqua; i teatri le biblioteche i cinema sono come tanti acquedotti.
(Claudio Abbado)

Il compito degli uomini di cultura è più che mai oggi quello di seminare dei dubbi, non già di raccogliere certezze.
(Norberto Bobbio)

Puoi leggere, leggere, leggere, che è la cosa più bella che si possa fare in gioventù: e piano piano ti sentirai arricchire dentro, sentirai formarsi dentro di te quell’esperienza speciale che è la cultura.
(Pier Paolo Pasolini)

La società di massa non vuole cultura, ma svago.
(Hannah Arendt)

A sostenere il peso della cultura ormai c’è rimasto solo l’eroismo silenzioso delle mensole.
(niky_lista, Twitter)

La cultura, in tv, è come la pornografia: trova spazio solo di notte.
(Pino Caruso)

Chi è per lo sport ha le masse al suo fianco, chi è per la cultura ha le masse contro, e per questo tutti i governi sono sempre per lo sport e contro la cultura.
(Thomas Bernhard)

Cultura è quella cosa che i più ricevono, molti trasmettono e pochi hanno.
(Karl Kraus)

Senza cultura e la relativa libertà che ne deriva, la società, anche se fosse perfetta, sarebbe una giungla. Ecco perché ogni autentica creazione è in realtà un regalo per il futuro.
(Albert Camus)

Le radici della cultura sono amare, ma i frutti sono dolci.
(Aristotele)

La cultura non è professione per pochi: è una condizione per tutti, che completa l’esistenza dell’uomo.
(Elio Vittorini)

Cultura: l’urlo degli uomini in faccia al loro destino.
(Albert Camus)

La cultura… ciò che fa sì che l’uomo non sia solo un incidente nell’universo.
(André Malraux)

La cultura serve a non servire.
(Anonimo)

Un popolo senza la conoscenza della propria storia, origine e cultura, è come un albero senza radici.
(Marcus Garvey)

Credo che che la televisione abbia abbassato il livello culturale degli intellettuali.
(Ennio Flaiano)

La televisione favorisce la cultura, ogni volta che la accendo vado a leggere un libro nell’altra stanza.
(Groucho Marx)

La televisione dà la cultura a chi non ce l’ha e la toglie a chi ce l’ha.
(Umberto Eco)

La donna è stata bloccata per secoli. Quando ha accesso alla cultura è come un’affamata. E il cibo è molto più utile a chi è affamato rispetto a chi è già saturo.
(Rita Levi Montalcini)

Cultura non è possedere un magazzino ben fornito di notizie, ma è la capacità che la nostra mente ha di comprendere la vita, il posto che vi teniamo, i nostri rapporti con gli altri uomini. Ha cultura chi ha coscienza di sé e del tutto, chi sente la relazione con tutti gli altri esseri
(Antonio Gramsci)

La cultura è fatta per essere utilizzata, messa in pratica. Non è un oggetto da ammirare, contemplare. Non è uno strumento di potere, non deve servire a sottomettere, intimorire. Non deve servire ad accrescere i propri privilegi.
(Sabina Guzzanti)

Colto è l’uomo che non converte la cultura in professione.
(Nicolás Gómez Dávila)

Ci sono persone colte persino tra i professori!
(Benedetto Croce)

Le persone colte amano imparare, le persone ignoranti pretendono d’insegnare.
(Edmond Le Berquier)

Per me cultura significa creazione di vita.
(Cesare Zavattini)

Quando ero una bambina, quando ero un’adolescente, i libri mi hanno salvato dalla disperazione: ciò mi ha convinto che la cultura è il più alto dei valori.
(Simone de Beauvoir)

La droga è sempre un surrogato. E precisamente un surrogato della cultura.
(Pier Paolo Pasolini)

Per me l’uomo colto è colui che sa dove andare a cercare l’informazione nell’unico momento della sua vita in cui gli serve.
(Umberto Eco)

Il valore della cultura si rivela nel modo più chiaro quando una persona colta prende la parola a proposito di un problema che sta fuori dall’ambito della sua cultura.
(Karl Kraus)

Questa non è cultura, è pedanteria, non è intelligenza, ma intelletto, e contro di essa ben a ragione si reagisce. La cultura è una cosa ben diversa.
(Antonio Gramsci)

Cultura significa anzitutto creare una coscienza civile, fare in modo che chi studia sia consapevole della dignità. L’uomo di cultura deve reagire a tutto ciò che è offesa alla sua dignità, alla sua coscienza. Altrimenti la cultura non serve a nulla.
(Oriana Fallaci)

La cultura è ciò che rimane quando si sono dimenticate tutte le nozioni.
(Anonimo)

La cultura: trattenere molto poco dal molto, cosi come a quelle squisite feste cinesi in cui è consentito di assaggiare una porzione modesta da oltre un centinaio di piatti.
(Gheorghe Gricurcu)

Cultura non è leggere molto, né sapere molto: è conoscere molto.
(Fernando Pessoa)

La cultura ha guadagnato soprattutto da quei libri con cui gli editori hanno perso.
(Thomas Fuller)

Fare dono della cultura è fare dono della sete. Il resto sarà una conseguenza.
(Antoine de Saint-Exupery)

Non sembrare mai più istruito delle persone che stai frequentando. Indossa la tua cultura come un orologio da tasca, e tienila nascosta. Non tirarlo fuori per vedere l’ora, ma dai l’orario quando ti viene chiesto.
(Conte di Chesterfield)

Ogni nuovo libro che leggo entra a far parte di quel libro complessivo e unitario che è la somma delle mie letture.
(Italo Calvino)

Gli uomini colti sono superiori agli incolti nella stessa misura in cui i vivi sono superiori ai morti.
(Aristotele)

È molto più bello sapere qualcosa di tutto, che tutto di una cosa
(Blaise Pascal)

Solo l’uomo colto è libero
(Epitteto)

Nel tempio della cultura entriamo per imparare a non inginocchiarci
(Nicolae Petrescu Redi)

La cultura è un ornamento nella buona sorte, un rifugio nell’avversa.
(Aristotele)

Un analfabeta ha sempre una certa grazia, che poi va perduta attraverso la cultura. Poi si ritrova a un altissimo grado di cultura, ma la cultura media è sempre corruttrice.
(Pier Paolo Pasolini)

La cultura consiste di connessioni, non di separazioni: specializzarsi è isolare.
(Carlos Fuentes)

Nessuna cultura può vivere se cerca di essere esclusiva.
(Mahatma Gandhi)

L’uomo molto ricco deve parlare sempre di poesia o di musica ed esprimere pensieri elevati, cercando di mettere a disagio le persone che vorrebbero ammirarlo per la sua ricchezza soltanto.
(Ennio Flaiano)

Una vasta cultura è una farmacia ben fornita: ma non c’è modo di avere la sicurezza che non ci venga porto del cianuro per curare un raffreddore.
(Karl Kraus)

Il più istruito di tutti è colui che conosce meglio tutto ciò che vi è di più lontano dalla vita quotidiana, dall’osservazione immediata, che non è di alcuna utilità pratica, che non può essere provato dall’esperienza e che, dopo esser passato attraverso un gran numero di stadi intermedi, resta ancora pieno di incertezza, di difficoltà e di contraddizioni. È vedere e ascoltare con occhi e orecchie altrui, è credere ciecamente al giudizio degli altri. La persona istruita è fiera della sua conoscenza di nomi e di date, non di quella di uomini e cose. Non pensa e non s’interessa ai suoi vicini di casa, ma è al corrente degli usi e costumi delle tribù e delle caste degli indù e dei tartari calmucchi.
(William Hazlitt)

Ciò che si chiama cultura consiste, per una parte degli intellettuali, nel perseguitare l’altra parte.
(Jean-François Revel)

L’ignoranza è il punto di vista che manca agli uomini di cultura.
(Pino Caruso)

Grave errore pensare che le persone colte siano sempre intelligenti.
(saraepunto, Twitter)

Il guaio di farsi una cultura è che il processo richiede molto tempo, ti brucia la parte migliore della vita, e quando hai finito l’unica cosa che sai è che ti sarebbe convenuto di più fare il banchiere.
(Philip K. Dick)

Il principale svantaggio di sapere di più, e di vedere più lontano degli altri, in genere è di non essere compresi. Chi è intellettualmente dotato tende a esprimersi per paradossi, e questo lo colloca subito fuori la portata del lettore comune. […] La grande felicità della vita è di non essere né migliore né peggiore della media di quelli che incontri. Se sei al di sotto, ti calpestano, se sei al di sopra degli altri trovi subito che il loro livello è inaccettabilmente basso, perché rimangono indifferenti davanti a ciò che t’interessa di più. A che serve essere virtuosi in un locale notturno, o saggi in un manicomio?
(William Hazlitt)

La cultura non sostenuta dal buon senso è raddoppiata follia.
(Baltasar Gracián)

È meglio non sapere né leggere né scrivere, che non saper fare altro che questo.
(William Hazlitt)

La parola Cultura mi appare gigantesca, enorme, degna di non essere scomodata di continuo.
(Giangiacomo Feltrinelli)

Senza istruzione corriamo il rischio di prendere sul serio le persone istruite.
(GK Chesterton)

La cultura è come la marmellata: meno se ne ha e più la si spalma.
(Françoise Sagan)

E poi che importa della cultura? Quando scrisse l’Amleto, Molière aveva forse letto Rostand? No.
(Pierre Desproges)

La cultura è soprattutto una unità di stile che si manifesta in tutte le attività di una nazione.
(Friedrich Nietzsche)

La cultura, presa nel suo significato etnografico più ampio, è quell’insieme che include conoscenze, credenze, arte, morale, legge, costume e ogni altra capacità e usanza acquisita dall’uomo come appartenente a una società.
(Marco Aime)

A un certo punto non fu più la biologia a dominare il destino dell’uomo, ma il prodotto del suo cervello: la cultura.
(James Clerk Maxwell)

La guerra è il sistema più spiccio per trasmettere una cultura.
(Anthony Burgess)

Il principale compito della cultura, la sua vera ragione d’essere, è di difenderci contro la natura.
(Sigmund Freud)

La cultura è tutto ciò che noi facciamo e le scimmie non fanno.
(Lord Raglan)

Non c’è bisogno di bruciare i libri per distruggere una cultura. Basta convincere la gente a smettere di leggere.
(Ray Bradbury)

Non sono interessato a vivere in una città dove non c’è un’opera teatrale di Samuel Beckett in programmazione.
(Edward Albee)

Siamo un Paese di persone colte. Sul fatto.
(Anonimo)

Hanno ucciso la cultura. Sapeva troppo.
(Nicola Farina)

Cultura. Facile da definire. Tutto quello che non pensiamo sia cultura è cultura.
(Giuseppe Pontiggia)

La chitarra

La chitarra è uno strumento musicale cordofono a pizzico, che può essere suonato con i polpastrelli, con le unghie o con un plettro.

La chitarra moderna ha origine dalla chitarra barocca che a sua volta deriva dallo strumento medievale a cinque corde chiamato quinterna (dal latino “quinque” = cinque e dal persiano “tar” = corda).

Le prime chitarre medievali avevano quattro corde come pure il liuto: I primi liuti arabi erano montati con sole 4 corde di fili di seta da qui la parola “Chahar” quattro e “Tar” corde da cui la parola araba Qîtâra dalla quale derivano anche le parole: kithára, la quinterna guiterne Gittern, citola e chitarra in Italia.

Lo strumento più antico ritrovato simile ad una chitarra ha 3500 anni ed è stato scoperto nella tomba egizia di Har-Mose Sen-Mut[1]. A sua volta le radici vanno trovate nelsetar persiano (Iran) e nella la citara.

Dalla seconda metà del XVII secolo fino alla metà del XIX secolo, con i progetti e le innovazioni apportate in Spagna da Antonio de Torres, si ha la nascita del prototipo della chitarra classica moderna[2]

La conseguente diminuzione della sonorità, data dal fatto che si passa a sei corde semplici dalle dieci (cioè 5 corde doppie chiamate cori) o dodici corde (6 corde doppie) in uso sulla chitarra barocca, fu compensata dall’allargamento della cassa e dall’apertura completa della buca in mezzo alla tavola armonica[3]

La chitarra a sei corde sostituì la chitarra barocca perché più facile da maneggiare e suonare e con una struttura più robusta. Questo passaggio dalla chitarra barocca a quella moderna può essere paragonato alla sostituzione della viola da gamba con il violoncello[4]


Le prime chitarre a sei corde

Alla fine del XVIII secolo i liutai napoletani furono i primi a produrre chitarre a sei corde: erano di dimensioni piuttosto ridotte, costruite in acero o legni da frutto. La chitarra napoletana più antica che conosciamo è del 1764 di Antonio Vinaccia. Lo strumento è interessante perché presenta quasi tutte le caratteristiche della chitarra moderna.[Nota 1]

« Nell’Ottocento, l’arte della liuteria chitarristica aveva raggiunto, in Italia, un altissimo grado di raffinatezza: i Fabricatore[Nota 2] avevano autorevolmente guidato a Napoli la transizione tra gli strumenti settecenteschi e quelli nuovi, a sei corde semplici, e i Guadagnini avevano acquisito, con la loro dinastia, in quel di Torino, un meritato prestigio[5] »
(Angelo Gilardino)

Subito dopo anche in Spagna la chitarra a 6 corde cominciò ad affermarsi soprattutto a Malaga e Siviglia.[Nota 3] Anche in Francia, verso il 1820, fiorisce questa caratteristica grazie al liutaio Renѐ François Lacôte molto apprezzato da famosi chitarristi del suo tempo: Fernando Sor e Ferdinando Carulli. A Cremona, Carlo Bergonzi, attivo dal 1780-1820, costruisce alcune interessanti chitarre a 6 corde.[6][Nota 4]

Ritratto di Antonio de Torres


L’innovazione di Antonio de Torres Jurado

I primi strumenti costruiti da Antonio de Torres arrivati a noi sono del 1854 e hanno già tutte le caratteristiche della chitarra classica moderna.
De Torres fu il primo a concentrare la propria attenzione sulla tavola armonica, aumentandone la superficie e disponendo il ponticello nel punto di massima larghezza. Dispose tre catene trasversali, due sopra e una sotto la buca; nella parte sotto il ponte si trovano sette raggi simmetrici disposti a ventaglio. Nel 1862 costruì una chitarra con fasce e fondo di cartone per dimostrare le sue tesi sull’importanza della tavola armonica e dall’incatenatura. Torres fissò le misure moderne del manico e della tastiera e la forma del ponte[7]


Christian Frederik Martin e la Chitarra Folk

 Una chitarra Martin in stile Staufer(c.1838), New York

Christian Frederik Martin, liutaio tedesco, dopo aver imparato l’arte della liuteria presso la bottega della grande famiglia di liutai Staufer a Vienna, nel 1833 si trasferì a New York da Mark Neukirchen e affitta un negozio (precisamente a Hudson Street 196) per la sua attività di rivenditore, grossista e importatore di strumenti[8] Qui si dedica alla riparazione di vari strumenti in legno e alla creazione di sue chitarre acustiche, strutturate secondo il modello Legnani di Staufer e con corde di budello[9]

Nel 1920 la liuteria Martin (con la nuova aziende a Nazareth, Pennsylvania nel 1838) cominciò a costruire chitarre con corde in acciaio, grazie alla forte richiesta dei musicisti Country. Questo aumento di tensione, dato dalle corde in acciaio, portò forti adeguamenti alla struttura della cassa, adattando la speciale incatenatura della tavola ad “X” (già sviluppata verso il 1850). Questa incatenatura è ancora utilizzata nella maggior parte delle chitarre folk adesso in uso[10]


La nascita della chitarra elettrica

Gibson L-5

La storia della chitarra elettrica inizia quando si avvertì l’esigenza di uno strumento che avesse alcune caratteristiche proprie della chitarra (specialmente per quanto attiene alle modalità di esecuzione), ma che potesse suonare insieme agli altri senza esserne sovrastato dal volume di suono.Orville Gibson(Chateaugay, New York, 1856) era un abile liutaio specializzato in mandolini e chitarre. Sperimentò dei mandolini basandosi sulle progettazioni dei violini e dal 1890 applicó questa tecnica anche sulle chitarre, producendo strumenti a cassa arcuata e a buca ovale utilizzando corde d’acciaio al posto di quelle di budello per ottenere una maggiore potenza sonora, così che la chitarra non venisse sovrastata dagli altri strumenti nei complessi masse blues. Creò così l’odierna chitarra archtop.

Lloyd Loar, progettista alla Gibson dal 1920 al 1924, condusse i primi esperimenti mediante l’adozione di rilevatori in prossimità delle corde. Il concetto di chitarra elettrica deve però molto alle intuizioni di Adolph Rickenbacker, che nel 1931 realizzò il primo pick-up elettromagnetico (un dispositivo elettronico in grado di trasformare le vibrazioni delle corde in impulsi di tipo elettrico) e iniziò ad applicarlo ai normali strumenti acustici, creando una chitarra lap steel chiamata frying pan guitar, in due modelli (A22 e A25)[11]

Nel 1935 la Gibson iniziò la produzione del modello ES 150, una chitarra semiacustica con cassa di risonanza, aperture a “f” sulla tavola e un unico pick-up. Il modello riscosse un grande successo. Finalmente la chitarra, grazie all’amplificazione, poteva inserirsi meglio nelle formazioni del tempo, senza essere sovrastata dal volume degli altri strumenti.

Molti si cimentarono nella costruzione di chitarre elettriche, limitandosi di fatto ad amplificare il suono di strumenti acustici. Se da una parte la presenza di una cassa armonica combinata ad un pick-up produceva un suono pastoso e ricco di armoniche, dall’altra presentava una serie di svantaggi, tra cui il più fastidioso era l’effetto noto come feedbackacustico. La cassa dello strumento entrava in risonanza (effetto Larsen) con il suono emesso dall’amplificatore, creando echi, armonici e fischi di difficile gestione, col risultato di un suono sgradevole di difficile definizione.

Nel 1941 Les Paul, chitarrista e inventore, crea nei laboratori Epiphone un prototipo, detto The Log, ideato per ovviare al problema del feedback. Esso consisteva in un manico di chitarra acustica attaccato a un blocco di legno massiccio su cui erano installate le parti elettriche, e ai cui lati erano fissati le due “ali” di una chitarra acustica a forma di otto. Les Paul la propose l’idea alla Gibson che la rifiutò.

Nel 1948 Leo Fender, tecnico progettista di amplificatori, dà una svolta definitiva e crea la Broadcaster, una chitarra con due pick-up single coil miscelabili e con il corpo pieno in legno massiccio che annulla completamente le risonanze indesiderate e aumenta il sustain delle corde, sviluppando il concetto di chitarra solid body. Inoltre lo strumento di Leo Fender presenta un vantaggio fondamentale: le fasi di costruzione e assemblaggio delle parti che compongono lo strumento sono molto semplificate. Questo si traduce nella possibilità di automatizzare il processo di produzione e di conseguenza produrre gli strumenti in serie, con costi notevolmente più contenuti. Il successo è enorme, tanto che la Broadcaster, divenuta poi Telecaster, viene prodotta dalla Fender ancor oggi.


La struttura e le sue parti

Fondo chitarra Taylor in Ovangkol dell’Africa tropicale

Nella chitarra ci sono due sistemi che concorrono al funzionamento dello strumento: un sistema di produzione e amplificazione del suono e un sistema del sostegno. Una buona chitarra deve avere un ottimo equilibrio fra questi due sistemi, deve essere elastica e deformarsi in modo controllato e nelle sezioni utili[12] Descriveremo le varie parti partendo dall’alto:


Paletta

La paletta è la parte finale del manico e sostiene la meccanica dell’accordatura. Si unisce al manico in diversi modi: incollata con incastro a V o con giuntura obliqua invertita oppure, la paletta e il manico sono ricavate da un solo pezzo di legno (questo ultimo metodo è ormai poco utilizzato perché rende molto fragile il manico nel punto attacco con la paletta, dove le fibre sono inclinate).Nelle chitarre fino all’inizio del XIX secolo le corde della chitarra venivano accordate tramite Piroli conici inseriti verticalmente nella paletta poi sostituiti con meccaniche a chiavi, che consentono un’accordatura più agevole e stabile[12].


Manico

Il manico supporta la tastiera e termina con un tacco fissato alla cassa armonica. I legni utilizzati nel manico e nella paletta sono gli stessi: Cedro di Cuba (Cederla Odorata con peso specifico 0,45 – 0,55), il Mogano dell’Honduras (Swietenia macrophilla con peso specifico 0,58 – 0,75) e più’ raramente di acero[13]


Capotasto

Si trova nella parte estrema della tastiera e rappresenta il punto iniziale della parte vibrante della corda. Nelle chitarre più’ pregiate il materiale del capotasto è di avorio oppure di osso, nelle chitarre più’ economiche solitamente è di plastica[14]


Tastiera

Vari modelli di tastiere di palissandro e ebano

La Tastiera è il supporto dei tasti e solitamente di legno duro come palissandro o ebano per sopportare lo strofinamento continuo delle dita e delle corde.
Dopo che il manico è stato unito a livello della cassa, il liutaio incolla la tastiera che percorre la parte del manico e parte della tavola armonica fino alla buca. La larghezza della tastiera varia da chitarra a chitarra. Generalmente nella chitarra classica si ha una tastiera molto larga e si stringe nelle chitarra folk ed elettriche[15]


Tasti

I tasti sono composti da una lamina inserita nel legno e la parte esterna con la sezione a semicerchio. Il materiale dei tasti è L’Alpacca (una lega costituita da rame,zinco e nichel) molto resistente alla corrosione[13].La posizione dei tasti si può’ ottenere matematicamente con la “Regola del diciotto” (più’ precisamente 17,835). Questa formula si applica nel seguente modo: Si divide la lunghezza del diapason della chitarra per 17.835, in questo modo troviamo la larghezza del primo tasto cioè, la distanza tra il capotasto e la prima lamina inserita nel manico. Per calcolare la distanza tra il primo tasto e il secondo, si divide la lunghezza rimasta (dall’osso al primo tasto) e la si divide per 17,835. Si continua così per ogni tasto, ottenendo tasti in proporzione sempre più’ piccoli[16]

Qui sotto una tabella che rappresenta la tastiera e le note che possiamo trovare su ogni singola corda, come possiamo notare su ogni corda troviamo tutte le note della scala cromatica:

Corda 1° tasto 2° tasto 3° tasto 4° tasto 5° tasto 6° tasto 7° tasto 8° tasto 9° tasto 10° tasto 11° tasto 12° tasto
1 Mi Fa Fa# Sol Sol# La La# Si Do Do# Re Re# Mi
2 Si Do Do# Re Re# Mi Fa Fa# Sol Sol# La La# Si
3 Sol Sol# La La# Si Do Do# Re Re# Mi Fa Fa# Sol
4 Re Re# Mi Fa Fa# Sol Sol# La La# Si Do Do# Re
5 La La# Si Do Do# Re Re# Mi Fa Fa# Sol Sol# La
6 Mi Fa Fa# Sol Sol# La La# Si Do Do# Re Re# Mi

Corde

Corde della chitarra

Nel passato le corde erano di Minugia (budella di ovini) o di metallo. Nella seconda metà degli anni 40 con l’avvento del nylon la minugia è stata quasi interamente sostituita anche perché, con il nylon, si poteva aumentare la tensione e quindi potenziare il suono della chitarra[17] Questa ricerca di maggior volume ha riguardato tutti gli strumenti alla fine del XVIII secolo in poi, e ha portato alla nascita della chitarra classica in Europa, della chitarra folk in America (grazie a Christian F.Martin) con le corde in acciaio, fino a dare origine alla chitarra elettrica.[18]

Nella chitarra classica si hanno le prime tre corde (MI, SI, SOL) in plastica e le altre tre (RE, LA, MI) hanno un’anima in nylon multifilamento o seta, avvolta da un filo di rame argentato.


Cassa armonica

Particolare vista interno della cassa armonica con incatenatura a “X” della tavola armonica

La cassa armonica è la parte della chitarra che ha la funzione di sostenere e amplificare il suono delle corde. È composta dalle fasce dal fondo e dalla tavola armonica.


Fasce e fondo

Le fasce e il fondo sostengono la tavola armonica e riflettono il suono. Sono composte da due asticelle di legno dallo spessore di circa 2 mm e piegate a caldo per seguire la forma della tavola armonica. Le fasce sono incollate al manico e dalla parte opposta a un blocchetto di legno. Il fondo è costituito da due assicelle di legno dallo spessore di circa 3 mm aperte a libro e incollate tra di loro. È rinforzato da 3 o 4 catene di abete trasversali. I legni utilizzati per queste parti sono generalmente duri: Palissandro Brasiliano o indiano, Mogano, Ovangkol, Koa, Sapele, Acero e Ebano tra i più’ utilizzati.


Tavola armonica

La tavola armonica è composta da due assicelle di legno morbido dalla spessore di circa 2,5 mm aperte a libro e incollate tra di loro. Il suono della chitarra dipende soprattutto dalla qualità del legno utilizzato per la tavola: abete maschiato il più’ utilizzato delle chitarre da concerto e il Cedro rosso[19] Nella parte che sta all’interno della cassa vi sono applicate delle catene, formate da listelli di abete intagliati, che hanno la funzione di sostenere strutturalmente la sottile e fragile tavola armonica e di distribuire l’energia trasmessa dal ponte a tutta la parte inferiore della tavola stessa. L’incatenatura, cioè la disposizione delle catena, influisce in modo importante sulla qualità del suono e ogni costruttore, secondo la propria esperienza e gusto, sceglie il proprio disegno e disposizione[20]


Ponte

Ponte e osso di una chitarra classica

Il ponte, o ponticello, è incollato sulla tavola armonica; la sua funzione è di trasmettere le vibrazioni delle corde alla cassa armonica. il diapason e l’altezza delle corde sulla tastiera dipendono da dove è posizionato il ponte[20]. Il materiale migliore per il ponte è l’ebano perché’ con la sua densità prolunga il suono dato dalle vibrazioni della corda. Altri legni utilizzati sono: Palissandro e mogano[16].


Osso

L’osso è una sbarretta, solitamente di colore bianco, e può essere di diversi materiali: avorio, osso o plastica. Incastrato nella parte anteriore del ponte, è mobile ed è tenuto fermo dalla pressione delle corde. Permette di regolare facilmente l’altezza delle corde sulla tastiera[21]


Accordatura

Suono corde a vuoto (dalla prima alla sesta e viceversa)

La chitarra di tipo spagnolo o andaluso ha sei corde, ma spesso esistono delle variazioni; ad esempio in Brasile è diffuso un tipo di chitarra a sette corde. Un’altra variazione comune è la chitarra a dodici corde, che però porta la medesima accordatura replicata in ottava da corde accoppiate più sottili.

L’accordatura più comune, nota come accordatura spagnola o accordatura standard, è Mi-Si-Sol-Re-La-Mi, dalla corda più acuta alla più grave o, nell’uso anglosassone,E-B-G-D-A-E.[Nota 5]

Questa accordatura, in cui l’intervallo tra due corde adiacenti è di una quarta giusta (tranne che tra seconda e terza corda, che distano di una terza maggiore), si è imposta per ragioni storiche e perché forniva un buon compromesso nelle posizioni per formare accordi. Esistono anche accordature aperte, ad esempio l’accordatura sarda, in cui le corde a vuoto suonano un Do maggiore, e le accordature alternative. Queste accordature vengono usate in alcuni particolari generi musicali e sono spesso prescritte dai compositori per l’esecuzione di singoli brani.


Diapason

Diapason 645 mm della chitarra Martin 00-15

Chitarre 1/2, 3/4, 4/4.

Il diapason è la lunghezza totale della corda vibrante a vuoto e si misura dal lato interno del capotasto al punto in cui la prima corda (Mi cantino) entra in contatto con l’osso del ponte[16].

Una prima divisione tra le chitarre riguarda proprio il diapason [Nota 6], vi sono infatti tipi di chitarre dette 1/2, 3/4, 4/4, baritono, tenore, ecc.

Va, in ogni caso, tenuto presente che anche tra le chitarre di taglia normale (4/4) il diapason presenta una certa variabilità: ad esempio, nell’ambito delle chitarre classiche di attuale produzione il diapason standard misura 650 mm, ma spesso i modelli di livello medio-alto o alto si possono ottenere, in alternativa, con diapason più lungo o più corto: 664 mm[Nota 7]; 660, 640, 630 mm[Nota 8]; 660 o 640[Nota 9]; 655 mm.

Nelle chitarre acustiche il diapason varia da 610 mm a 660 mm. La tensione aumenta proporzionalmente rispetto alla lunghezza dalla corda[16].

Le chitarre possono essere suddivise innanzitutto in due grandi categorie, a seconda del modo in cui viene amplificato il suono delle corde in vibrazione: tramite la cassa armonica(chitarre acustiche; oppure tramite microfoni o pickup magnetici che convertono le vibrazioni delle corde in segnali trasmessi a un amplificatore (chitarre elettriche):


Tipi di chitarre


Chitarre acustiche

Le chitarre acustiche presentano un corpo vuoto chiamato cassa armonica. L’energia delle corde viene trasmessa dal ponte alla cassa. La tavola armonica vibra per simpatia con le vibrazioni delle corde e la cassa armonica ne amplifica il suono.[22]

Qui di seguito vedremo le varie tipologie di chitarre acustiche:


Chitarra classica

Una chitarra classica

Si possono anche trovare chitarre classiche a spalla mancante per facilitare lo spostamento nelle zone più alte della tastiera, e amplificate. Le chitarre flamenco sono molto simili per costruzione; hanno una protezione di plastica trasparente sopra e sotto la buca (detta golpero) per garantire l’integrità del sottile legno della tavola armonica dai colpi con le dita caratteristici di questo stile (vedi golpe e rasgueado).Le tre corde più sottili sono in plastica; le tre più grosse sono di nylon rivestito di metallo, o talvolta di seta rivestita di metallo. In passato, le corde erano di budello di agnello. L’amplificazione è ottenuta per risonanza dal corpo vuoto a forma di otto (la cassa armonica), mentre la tavola superiore è responsabile dello spostamento d’aria. Il cavigliere (o paletta) è leggermente inclinato all’indietro. Secondo la posizione tradizionale usata per la musica classica, questo tipo di chitarra si suona da seduti, con le dita, poggiando lo strumento sulla gamba sinistra, leggermente rialzata tramite un apposito poggiapiede.


Chitarra folk

Una chitarra folk con spalla mancante

Le chitarre folk o chitarre acustiche hanno solitamente sei corde. A volte sono “a spalla mancante” (in inglese cutaway), cioè è presente una rientranza sul margine inferiore della cassa armonica, per consentire di raggiungere i tasti più alti. Possono essere amplificate o elettrificate, ovvero munite di un sistema per amplificarne fedelmente il suono che comprende generalmente pickup solitamente piezoelettrici o magnetici ed eventualmente microfoni, con attaccojack per collegare direttamente lo strumento a un impianto PA o a un amplificatore.

La chitarra folk ha vari formati di cassa armonica: dai modelli piccoli detti “parlor” ai più grandi come la “Dreadnought”. Ha un manico rinforzato con un’asta di ferro all’interno (detta truss rod) per resistere alla maggiore tensione dovuta alle corde metalliche; essa è di solito regolabile e consente così di modificare la curvatura del manico a seconda delle preferenze di chi suona. La si può trovare in tutti i generi moderni, come il folk, il blues, il rock, la fusion, nei balli tradizionali (es.: country), eccetera.

Le corde metalliche conferiscono un suono brillante e pulito e vengono suonate con il plettro, con le dita (fingerstyle), o anche con dita e plettro contemporaneamente. Esistono versioni con spalla mancante (cutaway) per consentire un migliore accesso ai tasti delle note più alte, e versioni elettrificate per amplificare il suono direttamente senza l’ausilio di microfono esterno.
Appartiene a questo tipo la chitarra battente (o chitarra italiana)[23] La Gibson cominciò a produrre chitarre folk dagli anni trenta, con cassa grande detta “Jumbo” in concorrenza alle famose Martin Dreadnought[11] I maggiori costruttori di chitarre folk sono Martin, Taylor, Gibson, Ovation ecc.

Vari modelli e formati di chitarre Folk



Chitarre multicorde

Chitarra a 10 corde

Una delle prime chitarre a 10 corde fu pensata dal chitarrista Ferdinando Carulli assieme al liutaio francese René Lacôte nei primi del’Ottocento. Le cinque corde più acute avevano la possibilità di essere tastate, mentre le altre cinque venivano usate come corde a vuoto per i bassi. Con l’aiuto di una macchinetta applicata sulla paletta si poteva alterare di un semitono l’accordatura di alcune corde a vuoto (precisamente DO, FA e SOL; decima, settima e sesta corda) avendo la possibilità di più bassi[24]

 

Accordatura della chitarra decacorde di Carulli e Lacôte

Fra le possibili variazioni vi è il violão 7 cordas brasiliano, dove la settima corda, più grave del mi basso, si accorda Si oppure Do. Esistono le chitarre a otto corde utilizzate negli anni quaranta, usate in ambito jazz e, in tempi più recenti, utilizzate massicciamente da chitarristi di generi più aggressivi come hard rock e metal. Vi sono chitarre classiche a dieci, undici, dodici o quattordici corde (corde non doppie).


Chitarra a 12 corde

La chitarra a 12 corde (da non confondersi con la chitarra multicorde a dodici corde singole), ha sei coppie di corde montate a due a due, con le corde di ogni coppia molto vicine. Viene usata molto nel folk (es. nel fado), nel rock and roll, nella fusion, ma anche in tutti gli altri generi moderni, poiché il suo suono è molto intenso.

Le due coppie di corde più acute vengono accordate all’unisono, le restanti con un’ottava di intervallo. Si suona come una normale chitarra a sei corde, con la differenza che si premono due corde alla volta con un dito; data l’intensità del suono si presta molto bene all’accompagnamento ma un po’ meno all’uso solista.

Può essere di tipo folk o elettrico, esclusivamente a corde metalliche; come nei corrispondenti modelli a sei corde è provvista di truss rod, spesso doppio per sopportare la maggiore tensione delle corde.


Chitarra resofonica

Queste chitarre hanno un suono molto forte dall’inconfondibile timbro tagliente e metallico. Le vibrazioni delle corde sono trasmesse dal ponte a un piatto di metallo che si comparta da risonatore e amplifica il suono. Possono essere con la cassa armonica interamente di metallo con il risonatore a cono, come le prime chitarre National, oppure come le prime chitarre Dobro con la cassa in legno e il risonatore a forma di ciotola in metallo.[25]Le chitarre a risonatore metallico, conosciute anche come National o Dobro, furono costruite negli anni venti dai fratelli Dopyera, fondatori della National Guitar Company e successivamente della Dobro Company (nel 1934 avvenne la fusione di queste due società) .


Chitarra elettrica

Una chitarra elettrica Solid Body

È un tipo di chitarra in cui la vibrazione delle corde viene rilevata da uno o più pick-up magnetici che la trasformano in un segnale che viene convogliato in un amplificatore acustico, il quale rende udibile il suono dello strumento. La tipologia delle chitarre elettriche vede quelle a corpo solido (solid body), senza cassa acustica, e le semiacustiche hollow body (corpo cavo), o semi-hollow body.


Solid body

il suono è prodotto da pickup magnetici che convertono le vibrazioni delle corde in segnali trasmessi a un amplificatore che funziona a corrente elettrica. La cassa armonica non è quindi necessaria e infatti le chitarre elettriche hanno nella maggioranza dei casi un corpo pieno e rigido; il suono acustico in questo caso è molto debole e poco percepibile. Le corde sono necessariamente metalliche e il manico è quindi rinforzato da truss rod. È usata massicciamente nel blues, nel rock and roll, nel country, nel jazz, nel jazz-rock, nella fusion e nel metal.

chitarre “semiacustiche”

chitarra Semiacustica Gibson CS-336

sono chitarre elettriche, amplificate quindi tramite pick-up magnetici, ma con cassa di risonanza e con due buche laterali a “f”, simili a quelle degli strumenti ad arco: il suono è principalmente elettrico, ma con dinamiche che ricordano quelle di una chitarra acustica; storicamente è il primo tipo di chitarra elettrica, derivata dalle archtopacustiche degli anni venti; è il tipo di chitarra elettrica di solito preferita nel jazz e nel rhythm and blues.


chitarre acustiche elettrificate

Sono chitarre acustiche che montano sistemi elettronici (di solito trasduttori piezoelettrici e/o microfoni) per riprodurre il loro suono, generato acusticamente, anche attraverso un impianto audio o un amplificatore e consentire quindi di rendere il suono chiaro e udibile anche in grandi ambienti occupati da molte persone.


chitarre elettriche “a piezo”

sono chitarre elettriche che oltre ai pickup magnetici, o al posto di questi, hanno anche trasduttori piezoelettrici per riprodurre un suono che assuma certe caratteristiche tipiche della chitarra folk.


Le tecniche

Di solito, la mano destra pizzica le corde, in corrispondenza della buca, facendole vibrare, mentre la sinistra preme le corde sul manico. Fra i chitarristi mancini, alcuni usano uno strumento che è l’immagine speculare di un corrispondente destrorso (e quindi con le corde ribaltate rispetto a un destrorso), altri usano uno strumento destrorso ma rovesciato (e quindi senza mutare l’ordine delle corde), altri ancora usano uno strumento destrorso rovesciato ma con le corde ribaltate; ma vi è anche chi usa strumenti destrorsi al modo dei destrorsi.

Esistono diversi modi o tecniche per suonare la chitarra. Un breve excursus fra le più famose e utilizzate vede le seguenti. Per una trattazione più vasta e approfondita si può consultare la categoria tecnica chitarristica.


Slide Guitar

Con slide guitar si intende in primo luogo un modo di suonare la chitarra, vale a dire l’utilizzo di un pezzo di materiale sufficientemente pesante e liscio (ai tempi del blues delle origini, spesso un collo di bottiglia, in inglese bottleneck, o il manico di un coltello a serramanico) che viene fatto strisciare sulle corde senza premerle contro i tasti per ottenere un suono glissato. Il collo di bottiglia viene infilato su un dito della mano sinistra (anulare o mignolo) e fatto scorrere sulle corde, le dita rimaste libere suonano sui tasti nel modo usuale, anche se con minore libertà di movimento.

A causa di questo fatto, spesso per questa tecnica sono preferite le accordature aperte, che evitano corde vuote accordate su note non appartenenti all’accordo di tonica e facilitano il modo di suonare, specialmente se si tratta di musica modale come fondamentalmente è il blues stesso.

Un’altra tecnica consiste nell’appoggiare la chitarra in grembo (lap style), con la tavola armonica verso l’alto, e usare la mano sinistra unicamente con la tecnica slide: le dita afferrano l’oggetto liscio e pesante e non premono più sui tasti. In questo caso l’accordatura aperta è quasi obbligatoria. Sono quindi state realizzate chitarre apposite per essere suonate con questa tecnica: prive di tasti metallici e con le corde più rialzate rispetto ad una normale chitarra, usate ad esempio nel blues e nel country.

Un importante sviluppo di questo tipo di chitarra è la chitarra indiana, usata in India e ricavata da una chitarra occidentale suonata in lap style, ma con un diverso tipo di accordatura: le corde per la melodia(fondamentalmente non si usano accordi) sono tre o quattro (accordate su tonica-quinta-ottava o tonica-quinta-ottava-quarta), e vengono affiancate da una dozzina di sottili corde di risonanza accordate sulle note della scala usata. Ci sono poi due corde di bordone accordate sulla tonica, suonate spesso per ribadire il punto di riferimento fondamentale (la tonica stessa). Questa chitarra è usata esclusivamente per la musica modale.


Fingerstyle

Il fingerstyle (letteralmente “stile delle dita”), fingerpicking (lett. “pizzicare con le dita”) o diteggiato è una tecnica usata per suonare, oltre alla chitarra, il basso e altri strumenti a corda. Viene eseguita usando le punte delle dita e le unghie al posto del plettro.

Ciò che nello specifico lo differenzia dallo stile classico è l’uso del pollice della mano destra che suona il “basso alternato”. Il pollice marca cioè ogni quarto della battuta suonando una nota bassa sulle due/tre corde più gravi, mentre le altre dita (indice, eventualmente accompagnato dal medio e anche dall’anulare) suonano le altre corde e sviluppano quindi, a seconda dell’arrangiamento, sia l’armonia sia la melodia. È caratteristico dei generi folk, country-jazz e blues. Viene anche usato da esponenti noti del rock and roll, come Mark Knopfler e Jeff Beck, sebbene resti una pratica poco diffusa sulla chitarra elettrica. In Italia un esponente noto di questo stile è Alex Britti.


Flatpicking

Il flatpicking è la tecnica di suonare la chitarra con l’utilizzo di una penna (o anche plettro). Questo è sicuramente il sistema più comunemente utilizzato da tutti, anche se comunque presenta una grande diversità di approcci.

Esistono tanti modelli di plettro, differenti principalmente per dimensioni e durezza. Comunemente si utilizzano plettri morbidi per la chitarra folk e plettri duri per la chitarra elettrica, ma questa regola è naturalmente piena di eccezioni.

Fra le eccezioni più note si cita il chitarrista dei Queen, Brian May, che ha trovato il suo suono ideale suonando con l’ausilio di una monetina da sei pence britannici.


Shred

Lo shred è una tecnica mista che privilegia la velocità di esecuzione per mezzo di tecniche come legato, alternate picking, sweep-picking ed economy picking. Prevalentemente utilizzata nella musica metal, è legata a chitarristi quali John Petrucci, Yngwie Malmsteen, Steve Vai, Joe Satriani, Michael Angelo Batio, Kee Marcello, Paul Gilbert e Jeff Loomis.


Altre tecniche utilizzate

  • Bending
  • Chicken picking
  • Hammer-on
  • Palm mute
  • Pennata alternata
  • Pizzicato
  • Pull-off
  • Rasgueado
  • Sweep-picking
  • Tapping
  • Tecnica della tambora
  • Tocco appoggiato
  • Tremolo

Museo della Musica di Barcellona


Chitarra ritmica

La chitarra ritmica (o chitarra di accompagnamento), specialmente nel rock, è la chitarra che si suona per accompagnare armonicamente e dare ritmo a un brano: in questo senso il suono non risalta in maniera particolare.

Più in generale, la chitarra ritmica viene contrapposta alla chitarra solista, ma può indicare anche solo la funzione ricoperta da uno strumento: spesso infatti, in realtà, i due ruoli all’interno di un gruppo vengono ricoperti da una sola. Nel caso che nel gruppo ci siano invece due chitarristi, spesso uno dei due esegue solamente la sezione ritmica, mentre l’altro si concentra sia su quest’ultima sia sugli assolo.

Molte band presentano una sola chitarra, quali Led Zeppelin, Nirvana, U2, Bon Jovi, Queen, Pink Floyd, Red Hot Chili Peppers, Blink-182 solo per citarne alcuni. Presentano (o presentavano) invece nella formazione più di una chitarra gruppi come Scorpions, Aerosmith, The Beatles, AC/DC, Guns N’ Roses, Slipknot, Linkin Park, Litfiba, Avenged Sevenfold, Kiss, The Clash o The Rolling Stones e gli Iron Maiden, che presentano addirittura tre chitarre simultanee.

Va inoltre sottolineato che, il più delle volte, il ritmo della chitarra differisce sia da quello della melodia sia da quello dato dalle percussioni.


Chitarra solista

La chitarra solista è invece la chitarra che ha la funzione di sostituire, anziché accompagnare, la voce per la durata di una strofa (il cosiddetto assolo); potendo andare oltre l’estensione vocale viene utilizzata quindi per variarne e arricchirne la melodia.

È utilizzata in alcuni gruppi in aggiunta alla chitarra di accompagnamento: infatti se la chitarra d’accompagnamento dovesse interrompere un giro di accordi per iniziare un assolo, sarebbe difficile non notare un istante di stacco; tuttavia in alcuni gruppi con molta esperienza ciò non accade, ovvero il chitarrista di accompagnamento esegue anche assoli, lasciando temporaneamente la parte ritmica al basso e/o alpianoforte.

Capita sovente (soprattutto nell’hard rock e nell’heavy metal) che i chitarristi, quando ve ne sia più di uno, non abbiano un ruolo fisso e che si alternino suonando ciascuno le proprie parti ritmiche e il proprio assolo durante l’esecuzione di un brano. In alcuni casi, entrambe le chitarre possono eseguire un assolo in contemporanea (suonando insieme le stesse note e accordi simili), lasciando al solo basso la parte ritmica.


Note esplicative

  1. ^ In questa pagina si può vedere la Chitarra di Vinaccia: http://www.gettyimages.it/detail/foto/transitional-guitar-by-antonio-vinaccia-italy-18th-fotografie-stock/556422705.
  2. ^ In questa pagina possiamo vedere uno degli strumenti più antichi di questo autore e uno dei primi esempi di chitarra a sei corde semplici. http://www.frignanilorenzo.com/strumenti-a-pizzico/strumenti-antichi/chitarra-g.b.fabricatore-1794-1f015-22.html.
  3. ^ In questa pagina si può vedere una Chitarra Spagnola del 1804: http://www.gettyimages.it/detail/foto/spanish-six-course-guitar-made-by-pages-c-1804-front-fotografie-stock/87854320.
  4. ^ In questa pagina si può vedere la Chitarra di Bergonzi: http://www.gettyimages.it/detail/foto/guitar-attributed-to-carlo-bergonzi-italy-18th-fotografie-stock/162279397.
  5. ^ Dette note, nella loro denominazione completa (cioè con gli indici di ottava italiani e inglesi), sono: mi3, si2, sol2, re2, la1, mi1; e secondo il citato uso anglosassone: E4, B3, G3, D3, A2, E2.
  6. ^ In spagnolo: tiro o escala (e, commercialmente, perfino distancia entre huesos), in ingl.: scale. Va tenuto presente che il termine spagnolo diapasón designa, invece, la tastiera della chitarra.
  7. ^ per esempio come questa José Ramirez “la C664” http://www.guitarsalon.com/store/p4083-2010-jose-ramirez-quot1a-c664quot-cdin.html; detta a tiro largo, in opposizione a tiro corto che corrisponde al diapason standard di 650 mm.
  8. ^ per esempio come Manuel Contreras II.
  9. ^ per esempio come Kohno/Sakurai.

Note bibliografiche

  1. ^ Har-Mose e Sen-Mut
  2. ^ Allorto 1990, pag. 5.
  3. ^ Radole 1997, pag. 127.
  4. ^ Sachs 1996, pag. 445.
  5. ^ Gilardino Grimaldi 2013, p. 9.
  6. ^ Allorto 1990, p. 10.
  7. ^ Allorto 1990, pag 11.
  8. ^ Osborne 2012, p. 204.
  9. ^ Allorto 1990, p. 9.
  10. ^ Carta 2011, p. 20.
  11. ^ a b Denyer 2000, pp. 46-47.
  12. ^ a b Denyer 2000, p. 18.
  13. ^ a b Denyer 2000, p. 19.
  14. ^ Denyer 2000, p. 38.
  15. ^ Denyer 2000, p. 39.
  16. ^ a b c d Denyer 2000, p. 40.
  17. ^ Denyer 2000, p. 162.
  18. ^ Allorto 1990, p. 15.
  19. ^ Allorto 1990, p. 20.
  20. ^ a b Denyer 2000, p. 21.
  21. ^ Allorto 1990, p. 22.
  22. ^ Denyer 2000, p.34.
  23. ^ Denyer 2000.
  24. ^ Allorto 1990.
  25. ^ Denyer 2000,  p. 48.

Bibliografia

  • Dizionario Enciclopedico Universale della Musica e dei Musicisti, diretto da Alberto Basso – Il Lessico, vol. I, Torino, UTET, 1983, pagg. 543-546 [voce a firma Ruggero Chiesa]
  • The New Grove Dictionary of Musical Instruments, diretto da Stanley Sadie, London, MacMillan, 1984, vol. 2, ISBN 0-333-37878-4, pagg. 87-109 [voce redatta da Harvey Turnbull, James Tyler, Tony Bacon, Thomas F. Heck]
  • Giampiero Tintori, Gli strumenti musicali, Torino, UTET, 1973, Tomo II, pagg. 668-677
  • Francisco Herrera, Mariel Weber, Vincenzo Pocci, Enciclopedia de la Guitarra. Biografías, Danzas, Historia, Organología, Técnica, 3ª ed. (4 voll. o CD-ROM), Valencia, Piles, 2006; Suplemento de la tercera edición, Valencia, Piles, 2011 (2 voll. o CD-ROM)
  • Enrico Allorto, Ruggero Chiesa, Mario Dell’Ara, Angelo Gilardino, La Chitarra, Torino, EDT, 1990, ISBN 978-88-7063-081-7.
  • Ralph Denyer, Chitarra moderna. Tecniche e stili, amplificazione, registrazione, grandi interpreti, Milano, Mondadori, 2000, ISBN 978-88-04-48090-7.
  • Angelo Gilardino, Mario Grimaldi, Il legno che canta. La liuteria chitarristica italiana nel Novecento, Milano, Curci, 2013, ISBN 978-88-6395-159-2.
  • Curt Sachs, Storia degli strumenti musicali, Milano, Mondadori, 1996, ISBN 978-88-04-40744-7.
  • Riccardo Carta, Le sorgenti della chitarra, Lampi di Stampa, 2011, ISBN 978-88-488-1249-8.
  • Nigel Osborne, 2000 guitars – the ultimate collection, Milano, RCS, 2012, ISBN 978-88-17-05814-8.
  • Mario Dell’Ara, Manuale di storia della chitarra – volume 1º: La chitarra antica, classica e romantica, Ancona, Bèrben, 1988
  • Angelo Gilardino, Manuale di storia della chitarra – vol. 2: La chitarra moderna e contemporanea, Ancona, Bèrben, 1988
  • Gianni Nuti, Manuale di storia della chitarra – volume 2º: La chitarra nel ventesimo secolo, Ancona, Bèrben, 2009 [con contributi di Sergio Sorrentino]
  • Harvey Turnbull, The Guitar: from the Renaissance to the Present Day, London, Batsford, 1976; trad. it. (Francesco Rizzoli): La chitarra dal Rinascimento ai nostri giorni, Milano, Curci, 1982
  • José L. Romanillos, Antonio de Torres / Guitar Maker: His Life and Work [con prefazione di Julian Bream], 2nd revised edition, Westport, CT, The Bold Strummer, 2006, ISBN 0-933224-93-1, ISBN 978-0-933224-93-3
  • Hannu Annala, Heiki Mätlik, Handbook of Guitar and Lute Composers, trad. ingl. (Katarina Backman), Pacific, MO, Mel Bay, 2007, ISBN 0-7866-5844-4, ISBN 978-0-7866-5844-2
  • Carlo Carfagna, Michele Greci, Chitarra. Storia e immagini dalle origini ad oggi: classica, flamenco, blues, rock, Roma, Palombi, 2000
  • Carlo Carfagna, Roberto Fabbri, Michele Greci, La storia della chitarra, Milano, Carisch, 2007
  • Stefano Grondona, Luca Waldner, La chitarra di liuteria. Masterpieces of guitar making, 2ª ed., Sondrio, L’Officina del Libro, 2002, ISBN 88-86949-18-9, ISBN 978-88-86949-18-7
  • John Morrish, The Classical Guitar Book. A Complete History, 2nd ed., London, Backbeat Books, 2002, ISBN 0-87930-725-0, ISBN 978-0-87930-725-7
  • Sheldon Urlik, A Collection of Fine Spanish Guitars from Torres to the Present, Commerce, CA, Sunny Knoll, 1997, ISBN 0-9660771-0-5, ISBN 978-0-9660771-0-0
  • Maurice J. Summerfield, The Classical Guitar: Its Evolution, Players and Personalities Since 1800, 5ª ed., Blaydon on Tyne, Ashley Mark, 2002, ISBN 1-872639-46-1, ISBN 978-1-872639-46-8
  • Giovanni Accornero, Ivan Epicoco, Eraldo Guerci, La chitarra. Quattro secoli di capolavori, Torino, Edizioni Il Salabue [catalogo della mostra: Alessandria, Palazzo di Monferrato, 20.9-19.10.2008]
  • Roy Courtnall, Making Master Guitars, London, Robert Hale, 1993, ISBN 0-7090-4809-2, ISBN 978-0-7090-4809-1
  • Roy Courtnall, La fabrication des guitares classiques, Dourdan, H. Vial, 2004, ISBN 2-85101-033-6, ISBN 978-2-85101-033-9
  • Irving Sloane, Guitar repair: A manual of repair for guitars and fretted instruments, London, Omnibus Press, 1976, OCLC 475454161; trad. it.: La riparazione della chitarra. Manuale sulla riparazione delle chitarre e degli strumenti tastati, Cremona, Cremonabooks, 2006, ISBN 88-8359-090-2, ISBN 978-88-8359-090-0
  • Francesco Rizzoli, Conoscere la chitarra (con una appendice sul liuto). Osservazioni e consigli sull’uso e sulla manutenzione, Milano, Curci, 1984
  • Jürgen Meyer, Akustik der Gitarre in Einzeldarstellung, Frankfurt am Main, Bochinsky, 1985; trad. it. (Sauro Malagoli): Acustica della Chitarra, 2ª ed., Modena, LF, 2009, ISBN 88-96202-05-1, ISBN 978-88-96202-05-0
  • AA. VV., Dizionario dei chitarristi e liutai italiani – con un’appendice d’aggiornamento su chitarristi, liutisti, mandolinisti e liutai italiani dal 1937 al 2008 a cura di Giacomo Parimbelli, Villa di Serio (BG), Edizioni Villadiseriane, 2008
  • Giovanni Antonioni, Dizionario dei costruttori di strumenti a pizzico in Italia dal XV al XX secolo, Cremona, Turris, 1996, ISBN 88-7929-149-1, ISBN 978-88-7929-149-1
  • Stefano Toffolo, Antichi strumenti veneziani. 1500-1800: quattro secoli di liuteria e cembalaria, Venezia, Arsenale, 1987, ISBN 88-7743-007-9, pagg. 41-43
  • Stefano Toffolo, Strumenti musicali a Venezia nella storia e nell’arte dal XIV al XVIII secolo, Cremona, Turris, 1995, pagg. 115-120 e 153
  • Luigi Sisto, I liutai tedeschi a Napoli tra Cinque e Seicento. Storia di una migrazione in senso contrario [con presentazione di Renato Meucci], Roma, Istituto Italiano per la Storia della Musica, 2010 ISBN 978-88-95349-08-4
  • James Tyler, Paul Sparks, The Guitar and Its Music from the Renaissance to the Classical Era, Oxford, Oxford University Press, 2002
  • James Tyler, The Early Guitar: A History and Handbook, Oxford, Oxford University Press, 1980
  • José L. Romanillos Vega, Marian Harris Winspear, The Vihuela de Mano and the Spanish Guitar. A Dictionary of the Makers of Plucked and Bowed Musical Instruments of Spain (1200-2002). String Makers, Shops, Dealers & Factories, Guijosa, Sanguino, 2002, ISBN 84-607-6141-X, ISBN 978-84-607-6141-9
  • Giuseppe Radole, Liuto, chitarra e vihuela. Storia e letteratura, Milano, Suvini Zerboni, 1997.
  • Bruno Tonazzi, Liuto, vihuela, chitarra e strumenti similari nelle loro intavolature, con cenni sulle loro letterature, Ancona, Bèrben, 1992
  • Andrés Segovia, Diatonic Major and Minor Scales, rev. ed., Washington, D.C., Columbia Music, 1953, ISBN 1-59806-059-7, ISBN 978-1-59806-059-1
  • Ruggero Chiesa, Guitar Gradus – Metodo elementare per chitarra, Milano, Suvini Zerboni, 1982
  • Ruggero Chiesa, Tecnica fondamentale della chitarra, (vol. I – Le scale, vol. II – Le legature, vol. III – Gli accordi), Milano, Suvini Zerboni, 1966-1982-1988
  • Angelo Gilardino, Nuovo trattato di tecnica chitarristica – Principi fondamentali, Ancona, Bèrben, 1993
  • Mauro Storti, Trattato di chitarra, Milano, Carisch, 1994
  • Angelo Gilardino, La chitarra. Guida all’ascolto del repertorio da concerto, con CD, Milano, Curci, 2010
  • Maria Rita Brondi, Il liuto e la Chitarra, Torino, Fratelli Bocca, 1926

Da Wikipedia, l’enciclopedia libera.

Cinema, prima proiezione pubblica a Parigi nel 1895

Il 28 dicembre 1895 le “immagini in movimento” dei fratelli Lumière, Louis e Auguste, vennero proiettate in un locale pubblico, ricavato nel sotterraneo del Grand Cafè del Boulevard des Capucines, a Parigi.

Immediatamente il Cinématographe Lumière suscitò un’enorme sensazione. Lì il pubblico poté assistere, per la prima volta, a brevi  riprese della vita quotidiana, storie vere, fatti di cronaca che mostravano persone impegnate nelle azioni di tutti i giorni. per esempio, una folla di operai all’uscita da una fabbrica, la famiglia Lumière riunita a tavola, un ginnasta in azione, un carpentiere al lavoro, le strade cittadine.

Per quanto semplici e brevi fossero –  10 bobine, ognuno della durata di un minuto circa –  i film dei Lumière riscossero entusiastici commenti sulla Stampa francese. il quotidiano parigino La Poste così commentò quelle pellicole, divenute ormai famose: “E’ la vita per la vita. Il Movimento stesso del vivere quotidiano”.
Da allora i teatri cominciarono a inserire brevi filmati nei loro cartelloni. alondra Verano parecchi Caratteristici i teatri-cinema. Come l’ Alhambra Music Hall, Deve essere presentato un filmato sull’edizione 1896 del Derby, la classica corsa inglese di galoppo. Ol?Empire, che nel 1897 proiettò i film dei Lumière e le riprese dei festeggiamenti per il 60° anniversario dell’incoronazione della Regina Vittoria. A partire dal 1905, negli Stati Uniti si diffusero locali cinematografici detti Nickel Odeons, che offrivano programmi vari per, appunto, pochi centesimi (un “nichelino”).

Crowdfunding

Il crowdfunding (dall’inglese crowd, folla e funding, finanziamento) o finanziamento collettivo in italiano è un processo collaborativo di un gruppo di persone che utilizza il proprio denaro in comune per sostenere gli sforzi di persone e organizzazioni. È una pratica di microfinanziamento dal basso che mobilita persone e risorse. Definizione Il termine crowdfunding trae la propria origine dallo crowdsourcing o sviluppo collettivo di un prodotto. Il finanziamento collettivo si può riferire a iniziative di qualsiasi genere, dall’aiuto in occasione di tragedie umanitarie al sostegno all’arte e ai beni culturali, al giornalismo partecipativo, fino all’imprenditoria innovativa e alla ricerca scientifica. Il finanziamento collettivo è spesso utilizzato per promuovere l’innovazione e il cambiamento sociale, abbattendo le barriere tradizionali dell’investimento finanziario. Negli ultimi anni sempre più spesso è stato invocato come una sorta di panacea per tutti i mali e un’ancora di salvezza per le economie colpite dalla crisi finanziaria. Il web è solitamente la piattaforma che permette l’incontro e la collaborazione dei soggetti coinvolti in un progetto di crowdfunding. Secondo il Framework for European Crowdfunding, «l’ascesa del crowdfunding negli ultimi dieci anni deriva dal proliferare e dall’affermarsi di applicazioni web e di servizi mobile, condizioni che consentono a imprenditori, imprese e creativi di ogni genere di poter dialogare con la crowd per ottenere idee, raccogliere soldi e sollecitare input sul prodotto o servizio che hanno intenzione di proporre». Il crowdfunding è una importante fonte di finanziamento ogni anno per circa mezzo milione di progetti europei che altrimenti non riceverebbero mai i fondi per vedere la luce. Nel 2013 in Europa sono stati raccolti fondi pari a circa un miliardo di euro. Si stimano aumenti esponenziali nel prossimo futuro, milioni di miliardi entro il 2020, grazie al crowdfunding, che trova tutti gli elementi per poter sprigionare al meglio le sue potenzialità nel web 2.0. Le iniziative di finanziamento collettivo si possono distinguere in iniziative autonome, sviluppate ad hoc per sostenere cause o progetti singoli, e piattaforme di crowdfunding. Colui che ha portato alla notorietà il crowdfunding oltreoceano è Barack Obama, pagando parte della sua campagna elettorale per la presidenza con i soldi donati dai suoi elettori, che erano i primi portatori di interesse. Un esempio di iniziativa autonoma di crowdfunding è la campagna Tous mécènes («tutti mecenati») del Louvre. Il progetto prevedeva di raccogliere 1 milione di euro attraverso le donazioni delle web community per acquistare da un collezionista privato il capolavoro rinascimentale Le tre grazie di Cranach. In Italia la campagna di crowdfunding che ha raccolto più adesioni è stata quella per la ricostruzione della Città della Scienza, il polo scientifico di Napoli distrutto da un incendio doloso a marzo 2013, che ha raccolto oltre un milione di euro. Wikipedia

Giornalista freelance

Il giornalista freelance è un libero professionista che senza essere assunto da un editore, propone i propri articoli a testate diverse.

Chiunque può scrivere su un giornale, e quindi se effettivamente lavora bene è un giornalista freelance.

Essere iscritti all’ordine professionale dei giornalisti non è obbligatorio.

Se sai scrivere, e sai cosa scrivere fallo.

Cravatte in pelle 100% italiane

Stai cercando una cravatta unica? Le cravatte Sil Dan sono unisex, perfette per ogni evento.

Recentemente, le cravatte in pelle sono diventate quasi più popolari di quelle tradizionali. Eleganti, sofisticate, grintose, fantasiose, coloratissime e in serie limitata le cravatte in pelle Sil Dan italian fashion possiedono uno spirito comunicativo unico per darti un look personalizzato casual elegante e trendy.

Le cravatte restano uno degli accessori più usati dagli uomini, soprattutto quando indossano degli abiti eleganti.

La cravatta Sil Dan fashion made in Italy, quest’impeccabile accessorio dal look moderno nasce dall’esperienza e maestria dei nostri sarti Italiani che con passione curano minuziosamente ogni piccolo dettaglio, tagliandole e lavorandole interamente a mano le rendono estremamente morbide al tatto e facili da annodare per garantire una perfetta vestibilità.

Vi consigliamo l’abbinamento con una cintura Sil Dan italian fashion lavorata interamente a mano in cuoio e pelle decorata con la stessa fantasia della cravatta.
Per le nostre cravatte e cinture in pelle si usa pellame 100% italiano da aziende italiane certificate. www.sildan.net