Sicuro di conoscere la geografia? Questa mappa ti farà cambiare idea

Alcune scuole di Boston hanno adottato una nuova cartina del mondo, non più basata sulla mappa di Mercatore ma sulla Proiezione di Peters: Europa e Usa più piccoli, Africa molto più grande della Groenlandia

Sicuro di conoscere la geografia? Questa mappa ti farà cambiare idea
Avete presente la mappa del mondo? Quella cartina che avete sicuramente visto appesa nella vostra classe? Quella in cui ci sono tutti i continenti? Bene, dimenticatela. Perché il globo, in realtà, non è così. Quando vi hanno insegnato la geografia non vi hanno detto tutta la verità. Eppure per secoli è stata quella la visione ufficiale del Pianeta. A svelare il ‘tranello’ alcune scuole di Boston (125, per la precisione) che hanno deciso di adottare delle nuove carte geografiche – da affiancare a quelle tradizionali – basate sulla cosiddetta ‘proiezione di Peters’, più fedele alle vere dimensioni dei continenti. Un metodo che servirà a capire meglio come è davvero il mondo. Lo scrive Skuola.net.

Sicuro di conoscere la geografia? Questa mappa ti farà cambiare idea

La mappa disegnata da Mercatore: da oltre 400 anni non sappiamo la verità
Ma perché ci hanno sempre insegnato, ad esempio, che il Nord America è gigantesco e che la Groenlandia è molto più grande dell’Africa quando poi si scopre che, invece, è 14 volte più piccola del ‘continente nero’? È tutta una conseguenza della mappa disegnata da Gerardo Mercatore, cartografo fiammingo del XVI secolo. Dovendo aiutare le grandi compagnie di navigazione attive in quel periodo sui mari di tutto il mondo, Mercatore pensò di adattare le proporzioni dei Paesi del mondo alle rotte coloniali. Per questo, da quasi 500 anni, l’Europa è posizionata al centro di ogni mappa, gli Stati Uniti sono enormi, mentre Africa e Sud America sono poco più grandi del ‘vecchio continente’.

La proiezione di Peters: più fedele alle reali dimensioni dei Continenti
Ma ora le cose, almeno a Boston, stanno cambiando. La proiezione di Peters cambia completamente il quadro, ridimensionando alcuni continenti e restituendo la vera identità ad altri. Basandosi sul lavoro di James Gall, un altro noto cartografo attivo però nel XIX secolo, lo storico tedesco Arno Peters ha infatti elaborato (nel 1974) una cartina in cui l’Europa appare molto più piccola, in cui la Germania è posizionata più a Nord e non esattamente al centro del continente, dove l’America del Nord è grande grosso modo come quella del Nord e l’Africa è molto più ‘allungata’ ed estesa rispetto a come abbiamo imparato a conoscerla. È quindi forse il caso che vi mettiate a ripassare la geografia; quella vera però.

In primavera è di scena il “Parisian Style”

A Parigi sembra sempre primavera, anche quando in Febbraio, fuori dalle sfilate, nel vento gelido, le fashioniste corrono vestite di colori e poco altro…

In primavera è di scena il Parisian Style

Non c’è alcun dubbio che, quando si pensa a Parigi, si pensa alla primavera, alle gonne svolazzanti e ai foulard intorno al collo di slanciate ragazze con l’aria di essere artiste, chissà forse pittrici o disegnatrici di moda o di design. Il look parigino è decisamente chic, ma anche sensuale, sui generis.

Le ragazze di Parigi rubano le camicie dagli armadi dei loro fidanzati e ne fanno un super cool top, da abbinare a mocassini colorati. Le ragazze parigine riescono ad essere sensuali con abiti maschili. Ma come fanno?

La figura della classica parigina è una ragazza dalle poche forme, quasiandrogina. Ed è per questo che può osare con jeans a vita alta e camicette a poisdalle scollature profonde, che porta con grazia e senza volgarità.
Spesso, le parisienne, portano il cappello e una maglia a righe. Tipico. Il gusto francese ricorda un po’ i gondolieri di Venezia, se ci si pensa bene. Marinarette di città.

Le ragazze a Parigi hanno sempre un foulard: che sia avvolto attorno ad un polso, al manico della borsa griffata o al collo, come le dive di un tempo. Poco importa se poi hanno le spalle scoperte. I loro look sono sempre minimal, eleganti, dalle linee pulite.
Alle ragazze di Parigi non piacciono i fronzoli. Magari si concedono qualche vezzo ogni tanto, con un po’ di pizzo e un tocco di pelle. Ma i loro look non diventano mai aggressivi, mai super sexy.

Ogni tanto in qualche bar ne vedi una vestita come una scolaretta: il colletto bianco non è mai passato di moda, a Parigi.
Alle ragazze di Parigi piace l’arte. E piace la moda che si ispira all’arte, con grandi volumi nelle maniche e giacche scultoree.

Le ragazze di Parigi ci hanno insegnato come portare i jeans mom’s, quelli dal taglio “della mamma”, a vita alta e gamba dritta.
Curiosate pure nell’armadio della vostra, perché sono certamente lì ad aspettarvi.

Le ragazze di Parigi amano il bianco. E il blu. Le ragazze parigine sono la primavera della moda e sono tutte da copiare in una selezione dedicata a voi su Privategriffe.

Legge o Slegge Italiana

La legge tutti sappiamo cosa sia, e quella cosa che tutela i potenti.

La slegge e quella cosa che danneggia i deboli, solitamente in mano ai potenti.

Solitamente sia la legge che la slegge vengono adoperate dagli stessi enti o uffici dedicati per raggiungere obbiettivi a favore di chi le adopera.

E’ impossibile per gli onesti non essere danneggiati da questo tipo di sistema perché parte proprio da chi dovrebbe tutelare il cittadino cioè lo stato.

Torto subito o legge onesta che punisce chi sbaglia?

“Lettera del 21 03 2017”

Certo che il sistema pagamento multe e la viabilità stradale sembra studiate apposta per danneggiare il cittadino onesto.
Il tempo e il denaro da aggiungere oltre la multa che già in casi come il mio è un estorsione legalizzata; sicuramente danneggiano; anche perchè il tutto è stato calcolato per far si che se anche nella possibilità di volersi difendere certamente le spese in tempo e denaro dedicato alla burocrazzia “e qui ce proprio da ridere” spesso danneggiano ulteriormente il cittadino che altro non deve fare che accettare questa “poltica disonesta sul territorio italiano”
Pagherò ma spero tanto che questi soldi non siano per pagare mani disoneste.

Distinti saluti

 

Il progetto 100% Made in Italy

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Noi siamo l’Italia.
Amiamo le cose belle, vere, semplici.
Vogliamo difendere  la nostra cultura, il nostro lavoro, il nostro Paese.

Il progetto 100% Made in Italy nasce per difendere la nostra cultura ed il nostro lavoro.
Il logo 100% Made in Italy rappresenta la Legge 166/2009 Art. 16, che recita al comma 1:
“Si intende realizzato interamente in Italia il prodotto o la merce classificabile come Made in Italy ai sensi della normativa vigente, e per il quale il disegno, la progettazione, la lavorazione ed il confezionamento sono compiuti esclusivamente sul territorio italiano.”
Il nostro obiettivo è tutelare la vera qualità italiana sul mercato nazionale e mondiale, perché il prodotto realizzato a regola d’arte abbia spazio e visibilità.

La nostra vision
Noi vogliamo trasparenza e chiarezza per il produttore e per il consumatore.
Il logo 100% Made in Italy è stato ideato per dare corpo alla Legge 166/2009 Art. 16.
Il 100% Made in Italy è garanzia di qualità, è sinonimo di cura nel processo produttivo.
Il logo 100% Made in Italy rappresenta oggi il nostro vivere ed il nostro lavorare. Noi crediamo nel rispetto della tradizione e nel valore dell’innovazione.

Il logo 100% Made in Italy è utilizzato dagli imprenditori dei più diversi settori; ciò che ci unisce è la passione per il nostro lavoro.
“Quando si parla di economia e di occupazione non ci si rende conto che gli scenari stanno cambiando. Euro, globalizzazione, Internet stanno modificando le basi stesse dell’economia. Le sfide per gli operatori economici sono sempre più la capacità di distinguersi dalla concorrenza, di produrre con efficienza, di inserirsi nelle reti di relazioni commerciali. Il protagonista nei mercati degli anni 2000 sarà l’universo delle piccole imprese e dell’artigianato”. Per questo siamo qui, per affrontare queste sfide con voi.

Moda 100% made in Italy

Ecco le parole che sono motivo di orgoglio per ogni Produttore Italiano.
Il Made in Italy è un prestigio antico.
Si basa sulla creatività che sposa qualità ed inventiva.
Il MadeinItaly dalla moda alle calzature, dall’arredamento alle invenzioni e alle scoperte scientifiche, da sempre ci distingue nel mondo.
E’ una legittima aspettativa dei Produttori Italiani veder valorizzata la propria creatività e capacità manifatturiera. Tuttavia solo un’adeguata promozione e valorizzazione del prodotto può migliorare la competitività delle piccole e medie imprese italiane.
L’Istituto per la Tutela dei Produttori Italiani ITPI è l’organo certificatore del prodotto interamente realizzato in Italia.
L’Italianità del marchio rilasciato contribuisce all’immediato riconoscimento del prodotto che se ne fregia e lo eleva in termini di qualità oltre che di immagine generale.
Il marchio ” 100% Made in Italy ” può essere assegnato ad ogni prodotto realizzato interamente in Italia.
Le numerose Aziende certificate, che distribuiscono nel mondo i propri prodotti, hanno già sperimentato il valore della certificazione. Hanno ottenuto un’accresciuta visibilità e una maggiore diffusione di fama e distribuzione del prodotto. La naturale conseguenza è un aumento delle produzioni e la fidelizzazione del cliente.

COS’E’ UNA NEWSLETTER?

Tra le diverse forme di comunicazione offerte dal Web, le newsletter e le DEM sono certamente tra le più apprezate essendosi dimostrate ottimi veicoli promozionali ad elevatà capacità di migliorare il brand di un marchio.

Ma andiamo per gradi.
In questo nostro breve corso sull’email marketing prenderemo in considerazione i diversi aspetti di questa potente forma di comunicazione ma, come è buona regola, è sempre meglio partire con qualche definizione di base.

Iniziamo quindi con il vedere cos’è una Newsletter.

Si definisce con il termine newsletter un messaggio di posta elettronica (email) inviato periodicamente e gratuitamente ad una pluralità di persone che ne abbiano fatto richiesta, contenente informazioni aggiornate su determinati argomenti e materie.

La potenzialità dello strumento è evidente in quanto con essa è possibile raggiungere in modo diretto una pluralità di persone che riceveranno direttamente nella loro casella email le news e gli aggiornamenti sui vostri prodotti o sulle vostre attività (commerciali o editoriali che siano).

Pensate, per fare un esempio, ad un negozio online che venda prodotti di informatica: con lo strumento della newsletter il titolare del negozio potrebbe informare con pochi click tutti i propri clienti delle novità del mese o di eventuali attività promozionali con (sicuri) benefici sulle vendite.

Ma come è possibile realizzare una newsletter? Beh, la risposta è molto semplice: con il consenso dei destinatari.
Molti siti (come fa anche mrwebmaster.it) utilizzano degli appositi moduli online nei quali l’utente viene invitato ad inserire il proprio indirizzo email affinchè possa essere ricontattato in futuro per aggiornamenti, news o quant’altro relativamente ai contenuti (prodotti, servizi, articoli, video, ecc.) oggetto del sito stesso.

Attualmente il mercato delle newsletter sembra aver abbandonato le precedenti forme di iscrizione implicite che tanto andavano di moda agli inizi, spostandosi nettamente verso le modalità opt-in odouble opt-in certamente più rispettose della privacy e dei diritti (informatici) dell’utente.
Vediamo brevemente in cosa consistono queste due diverse modalità:

  • Opt-In
    La modalità Opt-In prevede che l’interessato fornisca in prima persona il proprio indirizzo email manifestando così il proprio consenso a ricevere i futuri messaggi della newsletter;
  • Double Opt-In
    Colui che si iscrive (rilasciando in prima persona il prorio indirizzo email) riceve un messaggio di posta elettronica al quale deve obbligatoriamente rispondere al fine di perfezionare l’iscrizione.
    Questa modalità sembra oggi la più rispettosa delle norme in materia di privacy in quanto garantisce una reale e verificabile volontà del destinario di ricevere le comunicazioni via email.

Si definisce con il termine newsletter un messaggio di posta elettronica (email) inviato periodicamente e gratuitamente ad una pluralità di persone che ne abbiano fatto richiesta, contenente informazioni aggiornate su determinati argomenti e materie.

La potenzialità dello strumento è evidente in quanto con essa è possibile raggiungere in modo diretto una pluralità di persone che riceveranno direttamente nella loro casella email le news e gli aggiornamenti sui vostri prodotti o sulle vostre attività (commerciali o editoriali che siano).

Pensate, per fare un esempio, ad un negozio online che venda prodotti di informatica: con lo strumento della newsletter il titolare del negozio potrebbe informare con pochi click tutti i propri clienti delle novità del mese o di eventuali attività promozionali con (sicuri) benefici sulle vendite.

Ma come è possibile realizzare una newsletter? Beh, la risposta è molto semplice: con il consenso dei destinatari.
Molti siti (come fa anche mrwebmaster.it) utilizzano degli appositi moduli online nei quali l’utente viene invitato ad inserire il proprio indirizzo email affinchè possa essere ricontattato in futuro per aggiornamenti, news o quant’altro relativamente ai contenuti (prodotti, servizi, articoli, video, ecc.) oggetto del sito stesso.

Attualmente il mercato delle newsletter sembra aver abbandonato le precedenti forme di iscrizione implicite che tanto andavano di moda agli inizi, spostandosi nettamente verso le modalità opt-in odouble opt-in certamente più rispettose della privacy e dei diritti (informatici) dell’utente.
Vediamo brevemente in cosa consistono queste due diverse modalità:

  • Opt-In
    La modalità Opt-In prevede che l’interessato fornisca in prima persona il proprio indirizzo email manifestando così il proprio consenso a ricevere i futuri messaggi della newsletter;
  • Double Opt-In
    Colui che si iscrive (rilasciando in prima persona il prorio indirizzo email) riceve un messaggio di posta elettronica al quale deve obbligatoriamente rispondere al fine di perfezionare l’iscrizione.
    Questa modalità sembra oggi la più rispettosa delle norme in materia di privacy in quanto garantisce una reale e verificabile volontà del destinario di ricevere le comunicazioni via email.

COS’E’ UNA BLOG

Il blog è invece uno spazio personale, quindi sul modello “uno a molti”, dove l’autore ha la possibilità di scrivere di quello che più gli aggrada e venire commentato.
Adesso il blog è utilizzato anche da aziende che desiderano tenere un contatto aggiornato con i propri clienti.
Il blog, nato dall’unione delle parole Web e Log (WebLog cioè diario del Web poi troncato in blog), è nato come naturale trasposizione del diario personale sul Web con la differenza che invece che essere “privato” è pubblico ed aperto a tutti.
Il tipo di comunicazione è bidirezionale, ma seguendo al regola da “uno a molti“.
Con il tempo il blog, grazie alla sua dinamicità e alla possibilità di essere aggiornato stimolando interesse e discussione, ha preso il sopravvento come metodo di comunicazione anche per le aziende.
I blog hanno conosciuto una forte espansione grazie all’avvento dei CMS (“Content Management System” – sistemi per la gestione dei contenuti) come Joomla e WordPress che hanno reso molto più semplici ed intuitive le operazioni di aggiornamento dei contenuti e della grafica.Un blog è uno spazio personale, un vero e proprio diario, dove è il proprietario a scrivere i suoi articoli e il suo pubblico ha la possibilità di commentarli.
Ad oggi il blog, grazie alla sua semplicità di utilizzo e alla possibilità di personalizzazione, viene usato molto anche dalle aziende come strumento di comunicazione.

COS’E’ UNA FORUM

Il forum è uno spazio pubblico di confronto aperto a tutti sul web sulla base del modello di comunicazione “molti a molti”.
Solitamente viene utilizzato per intavolare delle discussioni specifiche-tecniche, richiedere aiuto, chiedere o dare opinioni.
Tutti, in teoria, possono scrivere sui forum anche se si è resa sempre più necessaria la presenza di moderazione.
Il forum è uno spazio online di condivisione e discussione utilizzato da moltissimo tempo.
Raccolgono di solito gli appassionati di un qualche cosa e permette loro di confrontarsi in un botta e risposta.
I forum vengono utilizzati per dare e ricevere consigli ma anche per fornire assistenza tecnica.
Spesso sono studiati e monitorati dalle aziende per capire la propria immagine o intervenire per rispondere in modo ufficiale a delle problematiche che vengono presentate.
Tutti in teoria possono scrivere su un forum, in media dopo una registrazione e la scelta di un nickname col quale presentarsi.
Le discussione sono di solito moderate ser che hanno poteri di spostare le discussioni, censurarle o di bannarne l’autore.
I forum oggi possiedono anche un sistema per misurare l’attività di ogni utente che acquista credibilità, fama, rispetto e autorevolezza man mano che contribuisce.
Un aspetto sicuramente da citare è la nascita di una sorta di “dialetto” da forum, utilizzato per scrivere più velocemente
(LOL – “Laughing Out Loud” o “Lot Of Laugh” significa “molto divertente” , IMHO – “In My Hown Opinion” significa “secondo me”, PVT – “PriVaTe” che significa “in privato”, ecc…).Un forum è uno spazio aperto dove gli iscritti sono liberi di discutere lasciando i propri commenti.
Generalmente viene consigliato per associazioni o club dove vengono condivise e discusse le proprie passioni, attività o problematiche.

Ma se va a discapito di altri?

spine2pE vero che possedere qualcosa di bello e, “perche’ no”, anche prezioso fa sicuramente piacere.
Ma se va a discapito di altri? O della nostra società? Provereste lo stesso piacere?, NO.
Vorremmo che non fosse vero o non saperlo, ma purtroppo molti BREND famosi nel mondo della moda non sono corretti.
Sfruttano termini come il MADE IN ITALY per nascondere quello che veramente e’ la loro produzione e realizzazione degli articoli.
Da dove arrivano tutti i materiali di con cui e’ realizato il prodotto finito? Chi li lavora e in che condizioni? Sono senz’altro molte le domande che ci si può fare, ma se poi non ascoltiamo la risposta nulla può cambiare.
Spesso sono le ditte piu’ forti economicamente con BREND ricercati e con i prodotti piu costosi sul mercato a sfruttare tutte le opportunità “illecite” o poco chiare, usando cavilli legali per aumentare i loro introiti. Questo sicuramente a discapito di molti.
Quindi quando indossiamo o sfoggiamo un BREND di cui non ci siamo informati (é nostra responsabilità informarci) a dovere, pensiamo a quanti danni col nostro contributo possiamo aver provocato!
Dopotutto chi fa il palo non e’ meno responsabile di chi commette il crimine.
Non tutto e’ perduto! Ci si può sempre informare prima di un acquisto e se fino ad oggi non lo abbiamo fatto ormai fa parte del passato.
Ora possiamo cambiare! Noi di SIL DAN l’abbiamo fatto.
Certo c’e’ voluto impegno: Reperire i materiali, realizzare i prodotti, trovare collaboratori aventi il nostro stesso obbiettivo, al fine di poter rispondere positivamente alla domanda e’ MADE IN ITALY? E’ un BREND che rispetta l’ambiente? Ma soprattutto rispetta l’uomo?

Ognuno e’ responsabile delle proprie scelte.

Sil